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11 Milioni di euro – a partire dal Museo riso – per innovare l’offerta museale della Regione a Palermo

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L’assessore Samonà: “portiamo a casa un risultato importante: con i Fondi CIS la Regione riuscirà a innovare la proposta museale della città”

Palermo – Firmato oggi il Contratto Istituzionale di Sviluppo per il centro storico di Palermo. Un atto importantissimo, grazie al quale la Regione Siciliana, mediante il Dipartimento dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana, ha avuto approvati cinque interventi per un ammontare di 11 milioni di euro, tra cui il più significativo riguarda interventi sul Museo regionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Palermo che ha sede a Palazzo Riso.

Il contratto è stato sottoscritto con il sottosegretario ai Beni culturali ed attività culturali Anna Laura Orrico al termine della riunione odierna alla quale erano presenti, per la Regione Siciliana, l’Assessore regionale dei Beni culturali e dell’Identità siciliana, Alberto Samonà e il dirigente generale del Dipartimento dei Beni Culturali, Sergio Alessandro, insieme a rappresentanti del Comune di Palermo, dell’Università (anch’essi titolari di diversi interventi) e alla presenza del Prefetto Giuseppe Forlani, dei rappresentanti della Presidenza del Consiglio, del Ministero dello Sviluppo Economico, del Ministero per il Sud e dell’Agenzia per la Coesione.

Il finanziamento arriva attraverso il Piano Operativo Cultura e Turismo, approvato con delibera CIPE, ed è stato convalidato al termine dell’incontro con il Comitato CIS che ha autorizzato i cinque progetti integrati a titolarità regionale nell’ambito della linea d’azione che riguarda il recupero e la riqualificazione dei centri storici o porzioni di contesti urbani in condizioni di degrado.

Tra i cinque progetti approvati, il più importante è quello relativo all’ampliamento e alla riqualificazione del Museo Riso, per un ammontare di circa 6,5 milioni di euro. Un intervento che è innanzitutto un grande progetto di rigenerazione urbana, poiché realizza un raccordo permanente fra gli spazi museali e il centro storico cittadino, l’antico Cassaro che si apre su piazza Bologni, i cortili interni di Palazzo Belmonte Riso e la piazza Gran Cancelliere che si trova alle spalle del museo. L’arte contemporanea e la città dialogheranno mediante l’integrazione tra gli spazi aperti del Museo Riso e quelli del tessuto storico urbano, riottenendo una relazione visuale e fisica fra i luoghi.

Gli altri interventi proposti dalla Regione sono il “Sostegno alle imprese di servizi culturali e all’industria creativa”, con particolare riguardo all’imprenditoria giovanile (2,5 milioni di euro), “Museo City” sistema museale integrato del centro storico di Palermo a partire dal Centro regionale per il Catalogo, dal Museo archeologico regionale Salinas e dalla Galleria di Palazzo Abatellis (522 mila euro), “Gioca Museo” percorsi didattici realizzati per il potenziamento dell’offerta dedicata ai ragazzi attraverso animazioni da realtà aumentata (quasi 500 mila euro) e il progetto “Sicilia/Grecia/Magna Grecia” che prevede una grande mostra itinerante curata dal Museo Salinas (quasi un milione di euro).

È un risultato molto soddisfacente – sottolinea l’assessore regionale dei Beni culturali e dell’Identità siciliana, Alberto Samonà– che ci consentirà di potenziare e rendere più moderna e attrattiva l’offerta museale della Città di Palermo, creando anche quella rete di servizi, oggi assente, capace di dare una lettura unitaria del tessuto culturale di tutto il territorio della città. Con l’investimento ottenuto per il Museo Riso – aggiunge l’Assessore Samonà – si realizza in concreto il progetto di rafforzamento di un polo museale dell’arte moderna e contemporanea, nella consapevolezza che occorra potenziare l’offerta culturale della Sicilia, recuperando spazi e relazioni nell’ambito dell’arte contemporanea. Lo sviluppo di una grande progettualità culturale nell’ambito dei contesti urbani è fra le priorità dell’azione del Governo Musumeci, a partire dai centri storici delle grandi città, ma con un’attenzione anche ai piccoli borghi e a quelle aree che, più di altre, nei decenni hanno subito un pericoloso degrado”.

Com. Stam.


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