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Apre il nuovo Lapidarium di Alesa Arconidea: un prezioso scrigno che conserva la storia dell’antica Tusa

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L’assessore Samonà “i musei raccontano la storia dei luoghi e delle genti, rafforzano il senso di appartenenza e l’amore per i luoghi ”

Palermo, 26 ottobre 2020 – Sabato 31 ottobre alle 16,30 nel complesso di Santa Maria delle Palate a Tusa (ME) all’interno del Parco Archeologico di Tindari, verrà inaugurato il Lapidarium di Alesa Arconidea, l’antica città siculo-greca che lì sorgeva.

All’apertura saranno presenti l’Assessore dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana, Alberto Samonà, il Direttore del Parco Archeologico di Tindari, Salvatore Gueli, il Sindaco di Tusa, Luigi Miceli e la Direttrice del Parco Archeologico di Naxos-Taormina, Gabriella Tigano.

Il Lapidarium sarà aperto al pubblico dal martedì alla domenica dalle ore 9.00 alle 16.30. L’ingresso, con prenotazione attraverso l’App  https://youline.laculturariparte.html, è gratuito.

Il Museo, attraverso le testimonianze e le epigrafi esposte, conserva la memoria documentale che scandisce le tappe storiche dell’antico centro, dal momento della fondazione avvenuta alla fine del V secolo a.C., a quello della distruzione ad opera di eventi tellurici, databile al IV sec. d.C. e, ancora oltre, quando la città divenne sede vescovile, fino all’invasione araba della Sicilia.

Il lapidario è stato allestito nel piano inferiore di uno degli edifici rurali del complesso della ottocentesca fattoria fortificata Di Salvo, che prese il posto dell’antico convento cinquecentesco dei padri francescani, oramai fatiscente e in parte crollato, del quale rimangono pochi resti nei pressi dell’ingresso del lapidario.

Il locale è stato reso funzionale come spazio espositivo a conclusione di un percorso che include e valorizza anche il passaggio coperto tra la Chiesa di Santa Maria delle Palate e l’Antiquarium, secondo un’idea progettuale di Museo Diffuso.

Un Museo costituisce un importante elemento identitario per il territorio in quanto restituisce dignità ai luoghi. Le testimonianze esposte, selezionate tra quelle ad oggi scoperte,  raccontano – dice l’assessore dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana, Alberto Samonà – 400 anni di vita e di storia civica e religiosa della città di Tusa, che è stata dapprima colonia greca, poi romana e infine tardo antica. L’inaugurazione di spazi museali che raccolgano la storia e le testimonianze dei luoghi rientra – sottolinea l’assessore Samonà – in una politica di rafforzamento dell’identità su cui il Governo regionale sta molto puntando nella consapevolezza che solo la coscienza della propria storia può rafforzare il senso di appartenenza e il rispetto dei luoghi”.

Lo spazio espositivo è stato allestito secondo un itinerario cronologico, nel quale le epigrafi trovano una loro logica collocazione con funzione, oltre che scientifica, anche didattica e divulgativa, supportata da un efficace apparato esplicativo mediante pannelli e didascalie.

Il Museo, con il corposo repertorio delle 40 epigrafi greche e latine, incise o dipinte su pietra, che vi sono esposte – dice il direttore del Parco Archeologico di Tindari, Salvatore Gueli – è frutto di un inteso rapporto di collaborazioni sul territorio tra  enti che, a diverso titolo, si sono succeduti nella gestione del sito di Alesa nel corso degli ultimi anni, tra questi la Soprintendenza BB.CC.AA. di Messina, il Parco Archeologico dei Nebrodi Occidentali, il Polo Regionale di Messina per i Siti Culturali, il Museo delle Tradizioni Silvo-Pastorali di Mistretta, il Parco Archeologico di Tindari. Proprio per queste relazioni, che rimangono attive, il Lapidarium di Alesa si candida a ricoprire un ruolo centrale nella divulgazione della conoscenza e valorizzazione di tutta l’area”.

Com. Stam. 

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