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Protesta Confagricoltura: “L’IMU è incostituzionale. La nostra terra non si tocca!”


Gli agricoltori siciliani dicono no all’Imu: «Non ce la facciamo più. Siamo tartassati, non possono portarci via la nostra terra. Non bastano i danni del maltempo e l’importazione di prodotti stranieri. La terra è un bene intoccabile. Ci massacrano con leggi ambientali per speculare sui fondi europei, hanno mummificato il nostro territorio. Le piccole imprese chiudono. Bisogna che siano consumati prima i nostri prodotti nostri, poi importarli».

Alla protesta di Confagricoltura presente, al fianco dei cittadini, anche il presidente Ettore Pottino, che ha commentato: «Diciamo no all’Imu: questa è già legge di Stato, noi chiediamo a Crocetta di tutelare gli interessi del mondo agricolo che non è in grado di pagare questa tassa insostenibile e iniqua. Saranno i Sindaci a incassarla: un sistema che collasserà. Gli agricoltori non saranno in grado di pagare, gli enti locali non avranno le risorse e piangeremo un’altra sciagura in un’isola già devastata. Molte distruzioni dei raccolti, strade inesistenti; per uscire dalle nostre aziende dobbiamo fare i safari e invece di avere un premio, abbiamo solo tasse. Mancano strategie e visione. Come agricoltori abbiamo fatto sacrifici immani, ipotecando anche le nostre madri! Crocetta è il nostro braccio a Roma. L’Europa ci ha riconosciuto tra le Regioni che hanno bisogno di investimenti, l’Italia ci regala pressione fiscale». «L’Imu è incostituzionale» dicono ad Agrinsieme, «perché viene applicata a un bene strumentale che è la terra, un valore molto squilibrato rispetto alla redditività: ad ogni prelievo fiscale, l’utile dell’impresa agricola diventa pari a zero».
Laura Bercioux

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