Musica

A fondo il nuovo singolo della cantautrice bresciana (ma trapiantata a Milano) Cranìa

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Un brano che ci ricorda che le bugie hanno le gambe corte. Per Cranìa sanno nuotare. Recita così il suo ultimo singolo, “A fondo”. La cantautrice presenta un brano dal carattere intimista che continua il filone dark di “Stomachion”, non senza innovazioni.

L’introduzione eterea, l’assenza di ritmica nel ritornello equilibrato dalla reiterazione testuale, l’utilizzo di suoni che ricreano l’acqua più profonda lo caratterizzano e mettono in luce la voce, qui lasciata nuda e cruda. Crude come le parole impiegate per esprimere che a volte è indispensabile toccare il fondo per risalire.

Ecco cosa ci ha raccontato!

  1. Di A fondo dici: “Un brano che ci ricorda che le bugie hanno le gambe corte. Per Cranìa sanno nuotare”. Sembra un tema molto attuale, soprattutto in questo periodo dove stiamo sperimentando una pandemia globale in cui stiamo vivendo una      solitudine imperante ed è facile trovarsi nella situazione di rivalutare i rapporti che abbiamo. Tu come l’avevi pensata?

Molto interessante l’interpretazione data! A fondo nasce da una storia biografica di un’amica, a cui ho aggiunto del mio. Centrale è l’amor proprio, che deve sempre valere sopra ogni cosa, soprattutto all’interno di rapporti malsani, che minano l’integrità personale. Forse, il fatto di aver pubblicato il brano in questo momento insolito, deriva dalla volontà stessa di A fondo.

  1. Come ti sei trovata a lavorare con Rosa Bulfaro e come si sviluppa la vostra collaborazione su un brano?     

Rosa, insieme a Maurizio D’Aniello, fa parte della mia squadra. Dopo la creazione melodica (alla realizzazione della quale molto spesso collaboro con Mirko Bruno, alias Miilevn) e testuale di un brano e lo studio dell’arrangiamento con Maurizio, subentra lei, che valuta il progetto e suggerisce spunti personali.

  1. Esiste             ancora una scena di cantautorato femminile indipendente in Italia    secondo te? Segui qualcuno in particolare? Qualche consiglio?

Assolutamente sì! Il fatto che, nel 2021, si facciano ancora distinzioni sessiste, mi fa un po’ sorridere. Penso alla strada percorsa da Mia Martini, per arrivare ad una Levante nei giorni nostri: c’è bisogno di aggiungere altro? Mi piace spaziare negli ascolti, ma se devo fare qualche nome, dico Thony ed Elisabetta Gagliardi.

  1. E come funziona Milano dal punto di vista musicale?  

Milano è una città attiva e florida nella musica. A fianco delle major, pullulano ragnatele di etichette indipendenti. A dire il vero, io mi preoccupo poco di sapere altro del sistema: mi basta scrivere, in qualunque luogo esso sia.

  1. Quando potremo ascoltare il tuo primo album?

Con il mio team, stiamo valutando l’ipotesi di un EP da poter portare in una dimensione live “alternativa”. Intanto godetevi A fondo (sorride).

  1. Qualche consiglio tra i brani che hai ascoltato ultimamente?

Per conoscerli, andate sul mio profilo Spotify, nella playlist “Io ed i miei altri”.

Com. Stam.


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