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A Palermo oltre 250 studiose e studiosi provenienti da tutto il mondohanno fatto il punto sullo stato della ricerca sulla storia delle donne e di genere

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Ad ospitare i lavori del IX Congresso della Società Italiana delle Storiche è stata l’Università di Palermo, un modello per le politiche di genere messe in campo con la creazione del Prorettorato all’Inclusione e Pari Opportunità e del centro Artemisia

Comprendere come le società costruiscono i ruoli di donne e uomini, come il femminile e il maschile strutturano le relazioni di potere, come viveva in passato chi aveva relazioni omosessuali, chi non si riconosceva nel genere attribuito alla nascita o chi aveva un corpo intersessuale. Sono stati questi alcuni dei campi di indagine del IX Congresso della Società italiana delle storiche, dal titolo “Genere e storia oltre i confini/Gender and History Beyond Boundaries”che, dal 19 al 22 giugno, ha riunito presso l’Università di Palermo il gotha delle studiose e degli studiosi a livello internazionale.

Esperte ed esperti provenienti da 25 Paesi, appartenenti a più di 100 istituzioni, di cui 11 enti di ricerca (8 italiani, 3 stranieri) e 91 università (35 italiane e 56 straniere, 15 delle quali extraeuropee), si sono confrontati in ben 59 panel su numerosi temi, su un arco cronologico che va dall’antichità al presente, nei più diversi contesti geo-politici.

“Il Congresso è stato un successo e una manifestazione tangibile dell’efficacia delle politiche di genere intraprese dall’Università di Palermo con la creazione del Prorettorato all’Inclusione e Pari Opportunità e, a cascata, del centro Artemisia per gli studi delle politiche di genere e il Dottorato – ha dichiarato la prof.ssa Beatrice Pasciuta, Prorettrice all’inclusione, pari opportunità e politiche di genere dell’Università degli studi di Palermo – L’obbligo, venuto dall’Europa, di dotarsi del GEP (piano di uguaglianza di genere) è stato sfruttato in modo concreto per modifiche dell’assetto istituzionale e investimenti strutturali di cui questo è uno dei primi risultati visibili”.

A trarre un bilancio dell’importante appuntamento è stata la presidente della Società Italiana delle Storiche, Raffaella Sarti: “Il IX Congresso della SIS Genere e storia oltre i confini è stato un’arena di libero e vivace dialogo su tematiche di genere tra circa 250 studiose/i/ɜ, giovani e senior, provenienti da circa cento istituzioni italiane e estere, specialiste/i/ɜ di periodi, aree, discipline, soggetti differenti. La gradevolezza delle sedi e degli eventi conviviali hanno contribuito all’atmosfera di feconda collaborazione: un esempio positivo in un contesto di gravi tensioni nazionali e internazionali”.

Insieme a lei Ida Fazio (Università di Palermo) e Simona Feci (Università di Napoli L’Orientale) che hanno coordinato il comitato scientifico: “Il Congresso ha diffuso la consapevolezza dei progressi realizzati dalla ricerca internazionale e italiana sulla presenza delle donne nella storia non solo nella sfera privata, ma in quella pubblica, nella politica, nei movimenti sociali, negli scambi economici, nella produzione di rappresentazioni artistiche. Una presenza che la storia più tradizionale faticava a individuare, e che oggi rappresenta invece un campo consolidato e in pieno sviluppo”.

Il IX Congresso della Società italiana delle storiche è stato realizzato con il contributo del Ministero della cultura, dell’Università di Palermo, Comune di Palermo – Assessorato alla cultura, Galleria d’Arte Moderna (Palermo), Fondazione Sicilia, Regione Sicilia e Istituto Gramsci Siciliano, Soroptimist Palermo, Amici del Teatro Massimo, Giunta storica nazionale. Ha dato il suo patrocinio il Centro di Sostenibilità e Transizione Ecologica di Ateneo dell’Università di Palermo.

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