Economia e Lavoro

Abbrescia, Ugl Rider: “ammazzato il lavoro in piattaforma”

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“È assolutamente sconvolgente, ma soprattutto dannoso, che una legge di uno Stato, possa imperativamente decidere e obbligare una società ad applicare un modello contrattuale, nella fattispecie della Spagna, di natura subordinato.

Il risultato: Deliveroo scappa dalla Spagna e migliaia di rider perdono l’occupazione e si aggiungono ai tanti disoccupati.” Questo il commento di Vincenzo Abbrescia, Segretario Nazionale UGL Rider, in merito ad una decisione del legislatore che soffoca la libertà imprenditoriale e condanna migliaia di rider alla povertà. “Assistiamo per la prima volta al paradosso in cui, in un paese democratico, il legislatore intima ad una società di assumere migliaia di rider con un contratto subordinato. La domanda è se tale decisione sia compatibile con la tipologia del lavoro e con la tenuta economica. Evidentemente no, se Deliveroo abbandona tempestivamente  un’intera nazione, probabilmente preferendo investire in altre, lasciando per strada migliaia di rider. In Italia non permetteremo che questo accada. A distanza di un anno dalla sottoscrizione del Contratto AssoDelivery UGL, si sono messi al riparo migliaia di rider e si è evitato che una legge potesse provocare quanto è accaduto in Spagna. È il contratto collettivo, la chiave di volta e di tutela del lavoro in piattaforma, che attraverso l’autonomia del lavoro dei rider, deve garantire occupazione e la presenza di investitori nel nostro Paese.”

Com. Stam.

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