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Al via l’intervento di salvaguardia nella Chiesa di S. Maria di Mili a Messina

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L’Assessore Samonà: “Le opere servono a scongiurare crolli ed a salvaguardare il prezioso complesso Normanno”

Palermo  – Prende il via l’intervento di recupero curato dalla Soprintendenza dei Beni culturali di Messina diretta da Mirella Vinci, per la messa in sicurezza di alcune parti della Chiesa di S. Maria di Mili, per la quale l’Assessorato regionale dei Beni culturali e dell’Identità Siciliana ha stanziato 19.234,00 di euro per interventi di somma urgenza.


I lavori, che saranno consegnati venerdì alle 11, riguarderanno le strutture murarie, in parte crollate, relative alla parte sommitale di un corpo adiacente alla Chiesa, che è anche di collegamento con il complesso monastico.


“Si tratta di un intervento indifferibile – sottolinea l’assessore regionale dei beni culturali e dell’Identità Siciliana, Alberto Samonà – che mira a salvaguardare questo bene storico culturale di grandissimo pregio. L’intervento, effettuato tempestivamente, mira, infatti, a preservare il prezioso complesso monumentale da temuti, ulteriori, crolli”.

Le opere che saranno effettuate rientrano tra le attività di salvaguardia del patrimonio del Fondo Edifici di Culto e consentiranno di intervenire a tutela di un bene dichiarato di grande interesse storico architettonico sin dal 1919.

La chiesa, con l’annesso ex monastero, sorge sulla riva sinistra del torrente Mili nei pressi dell’abitato di Mili San Pietro, nel comune di Messina. Il complesso, di stile normanno, risale al 1091 ed è una tra le più antiche testimonianze di architettura religiosa normanna della Sicilia. Fu fatto costruire ad opera del Gran Conte Ruggero I di Sicilia che lì fece seppellire il figlio Giordano. L’abbazia è stata vincolata con decreto del 1990 e versa oggi in stato di abbandono e forte degrado.

Com. Stam.

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