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Anche i morti combattono il degrado

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Da nord a sud, l’Italia (nello specifico, le amministrazioni comunali) ha dovuto affrontare il problema del degrado nei cimiteri. Nella maggior parte dei casi, le origini risiedono nel maltempo che ha imperversato, su diverse regioni nostrane, negli ultimi mesi. Alberi sradicati, rami spezzati e sparsi lungo i percorsi, lapidi sporche di fango. Recentemente, per esempio, è stato riaperto il cimitero del centro di San Prospero, (Modena). Piogge e vento avevano posto la struttura in situazione di insicurezza. Il Comune ha dovuto chiuderlo per un mese; tuttavia, anche dopo la riapertura, a detta di quanto hanno affermato i cittadini del Comune in una lettera di protesta rivolta al Sindaco, non è garantito il “decoro” del luogo sacro: diversi rami e piante giacciono riversi sulle strade, intralciando il cammino dei visitatori; una pulizia di base sarebbe stata alquanto doverosa. Ma non è un caso isolato; a volte si tratta di mancati lavori di ripristino. A gennaio di quest’anno, per esempio, il Consigliere  M5S del Comune di Rosignone (Livorno), incolpava il comune di non eseguire i necessari lavori di manutenzione per ripristinare la struttura interna del cimitero locale, caratterizzato da soffitti cedevoli e asfalti piene di crepe.

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