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Antimafia, l’olio delle piante di Capaci a tutte le parrocchie della Sicilia

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Sarà il simbolo di rinascita contro la violenza mafiosa. Dalle olive delle piante del Giardino della memoria, lo spazio verde sorto sul luogo della strage di Capaci del 23 maggio 1992, nella quale morirono i magistrati Giovanni Falcone e Francesca Morvillo e gli agenti di scorta, è stato spremuto tanto olio, che è stato adesso donato a tutte le chiese della Sicilia, per essere poi consacrato ed usato per le liturgie.

A Palermo l’olio è stato consegnato agli arcivescovi di Palermo e Monreale, al vescovo di Cefalù ed all’eparca di Piana degli Albanesi dal questore, Leopoldo Laricchia, insieme a Tina Martinez, vedova di Antonio Montinaro, il poliziotto morto nella strage del ’92, e presidente dell’associazione Quarto Savona 15. Sedici poliziotti della questura del capoluogo, a bordo di otto auto della Polizia, consegneranno quindi alle altre questure dell’isola l’olio, che verrà poi affidato ai vari vescovi dell’isola e consegnato quindi alle parrocchie. Con questo gesto simbolico si è voluto iniziare un percorso di rinascita, curato dalla questura e dall’associazione Quarto Savona 15, che dalle piante del Giardino della memoria arriverà in ogni angolo della Sicilia. L’olio di Capaci è stato prodotto col sostegno di diverse realtà, comprese la Coldiretti e l’Ordine dei dottori agronomi e forestali della provincia di Palermo. “Questo è il seme della giustizia. Sarà il seme

della riscossa, iniziata già trent’anni fa e che sta proseguendo”, ha detto il questore Laricchia. L’arcivescovo di Palermo Corrado Lorefice: “Questo segno per noi cristiani è un segno che va alla radice della nostra identità. È un segno che brucia e che pesa”.

Ciro Cardinale

Com. Stam.

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