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Ars, Figuccia: “Arance argentine? Il problema non è il bar, ma il sistema covato da Bruxelles”

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“Nel guardare il servizio andato in onda su striscia la notizia relativo alla spremuta di arance non siciliane, voglio sottolineare come la vera urgenza sia quella di stanare un sistema globalizzato, covato da tempo da Bruxelles – esordisce così in una nota il parlamentare regionale della Lega all’Ars che prosegue –

da anni denuncio un’Europa che ostacola il sistema produttivo regionale e nazionale, favorendo la commercializzazione di prodotti esteri poco raccomandabili: grano kazako, pomodoro cinese, pesce oceanico e giapponese e non per ultimo, arance argentine e portoghesi.
E allora, se questo sistema continua ad alimentarsi sulle speculazioni di Bruxelles che condannano il nostro tessuto economico inginocchiato già da un clima sempre più impazzito, noi non accettiamo accanimenti mediatici che non raccontano esattamente la verità. Perché la concorrenza sleale delle arance argentine dovrebbe minacciare la produzione dei nostri agrumi? Perché – spiega Figuccia – predomina anzitutto la logica del profitto e non quella della sicurezza alimentare e del born in Sicily. La Sicilia ed i siciliani condannano questo sistema e lo rigettano pretendendo più rispetto da un’Europa che prova ad annichilire con fare vergognoso, le frontiere produttive ed identitarie della nostra terra, i cui colori sono coperti da un biologico e millenario copyright.

I gestori del bar dell’ Ars subiscono al pari degli agricoltori un sistema che non tiene conto delle piccole realtà territoriali, – conclude Figuccia – sono facce della stessa medaglia, discriminate da una comunità europea colpevole di non tenere conto delle peculiarità esistenti in Sicilia”.

Com. Stam.

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