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ARTISTA PER LA PACE contro tutte le violenze

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La Galleria della “Fondazione Effetto Arte” ospiterà a Palermo dall’1 al 14 ottobre la mostra “Arte per la Pace contro tutte le violenze”, ideata e curata dallo storico dell’arte Licia Oddo. Oltre alle opere degli 8 fondatori del Gruppo Re.St.Art. 4.0, (Michele Alfano, Santi Bonnici, Beppe Burgio, Giuseppe Fratantonio, Giuseppe Marziano, Isabella Meloni, Gabriella Scopelliti)

si introducono 37 opere tra maestri e artisti selezionati dalla curatrice, alla ricerca di un dialogo tra linguaggi diversi, che esprimono matericità differenti nonché stili e contaminazioni disparate, al fine di innovare le tradizioni in proiezioni di futuro. Infatti, “testimonianza di identità per antonomasia, l’opera d’arte, non è un documento passivo, non rispecchia esclusivamente l’ideologia di una determinata classe sociale. Il luogo dei luoghi, dove cultura, arte, fotografia, musica, moda, si incontrano in un’unica sinfonia introducendo un tema come la pace, all’interno della verità di un contesto unico al mondo, la Sicilia, per portare la bellezza là dove l’uomo la vorrebbe negare. Caleidoscopio sinestetico di profumi, tradizioni, credenze, innovazioni che riscrivono la forma di una terra dove tutto cambia e dove soprattutto per assurdo e miracoloso sortilegio chiunque può sentirsi a casa.

“La funzione sociale dell’arte è, dunque, intrinseca all’opera stessa, come manifesto anche e soprattutto cronachistico nel momento in cui l’artista la divulga e la comunica”, spiega Licia Oddo.

Nonostante la società odierna sia sempre più digitalizzata e smaterializzata, per così dire, ammettendo che le nuove generazioni vivono tutto il giorno interconnessi “on line” in uno spasmodico ed esagerato utilizzo dei sistemi tecnologici. Pur essendo figli del nostro tempo – aggiunge – dobbiamo restituirgli la giusta dimensione, e considerare il digitale come un mezzo e uno spazio, diventato anche come forma di espressione d’arte in sé e per sé ma anche come una forma di condivisione quali le foto e i video delle stesse esposizioni, ma non di certo una intera realtà o sostitutiva di questa. Non dobbiamo dimenticare da dove veniamo e chi siamo stati, le tradizioni culturali e le civiltà che ci hanno resi liberi. Il nostro movimento Re.St.Art4.0  punta a una rinascita dell’arte in tutte le sue eccellenti forme”, conclude.

Artisti in mostra:

Michele Alfano, Giuseppe Bonaccorso, Nunzio Bonnici, Salvo Bonnici, Santi Bonnici, Beppe Burgio, Michele Cammarota, Margaret Carpenzano, Gino Cilio B., Stefania Conticchio, Rosanna Criscione, Sebastiano Fazzino, Giuseppe Fratantonio, Stefano Freddi, Maria Giacobbe, Mariaconcetta Giuntini, Alessandra Gugliotta, Carlo Guidetti, Maria Rosaria Iacobucci, Emanuela Iemmolo, Onofrio La Leggia, Daniele Magnani, Giuseppe Marziano, Lorenzo Mazzotta, Isabella Meloni, Carmelo Micalizzi,  Federica Monopoli, Pamela Pagano,Graziella Paolini Parlagreco, Maria Cristina Picciolini, Salvatore Provino, Ruggero Rotondi, Lucia Sabatini Degli Scaruffi, Tonino Saccà, Gabriella Scopelliti, Mimmo Scuderi, Lucia Tedesco, Benedetta Tiralongo, Gabriella Tolli, Alancardene Torricelli, Nicoletta Valler, Nino Vetturini, Alicia Villarreal Cardenas, Massimiliano Zazzaro.

Il Gruppo Re.St.Art 4.0 (Transantigen20)

Nasce in Sicilia, a Siracusa, città di lunghe e radicate tradizioni culturali di origine greca, nel periodo pandemico riunitosi nella bottega artistica del maestro Salvo Bonnici. L’acronimo è essenzialmente riferito alla ripartenza della Storia dell’Arte nel terzo millennio (4.0). Infatti abbiamo voluto di proposito staccare il prefisso inglese “re” da start che unito in italiano significa letteralmente ripartenza (restart) per sottolineare l’abbreviazione “St”. di Storia, “Art” abbreviato dell’Arte appunto. Dopo diverse riflessioni e articolati dibattiti sviluppatisi nei vari incontri, gli artisti presenti (Michele Alfano, Santi Bonnici, Beppe Burgio, Giuseppe Fratantonio, Giuseppe Marziano, Isabella Meloni, Gabriella Scopelliti), si sono chiesti se l’arte stesse ancora attraversando un periodo di crisi. Concordi, hanno asserito che “l’Araba Fenice” poteva ancora rinascere facendo della diversità (difformità stilistica) un valore e un merito, ma declinato attorno ad un unico obiettivo, profondamente consapevoli di un diversismo che identifica la Re.St.Art.4.0 nella sua espressività di eccellenze artistiche, ma che ci unisce nei temi che urgono alle co – scienze contemporanee. Dalla Sicilia dunque, lanciamo un appello con l’obiettivo di risvegliare una personale esplosione artistica per contestare e contrapporsi all’omologazione dei social network contemporanea che ci induce e conduce verso una forma di comunicazione ed espressione unica, stereotipata. Il gruppo Re.St.Ar.t 4.0 vuole esprimere dunque equilibrio, armonia nelle diversità espressive in cui ognuno diventi manifestazione del proprio essere, linea, materia, chimica, supporto in cui la forza dell’idea sia assunta a concetto universale nell’unione e non nel singolo individuo. Nessun limite all’arte, nessun confine, un sodalizio contro ogni limite materiale e immateriale che consentirà un’arte in continua variazione e diversificazione.

Com. Stam./foto

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