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Assosistema Confindustria ad Ecomondo presenta la filiera green delle lavanderie industriali

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Il presidente Paoletti: “il nostro modello fondato sul riutilizzabile e sul superamento del monouso, consente una sostenibilità al tempo stesso ambientale, economica e sociale”

Roma. “Siamo qui, ad Ecomondo, per presentare la sostenibilità del settore e della sua filiera di fornitori di tessili, macchinari e detergenti che non è solo ambientale ma anche tecnologica, digitale, occupazionale, sociale ed economica. Un esempio di industria del riutilizzabile in cui l’innovazione di Industria 4.0 va di pari passo con la responsabilità d’impresa”, ha detto oggi Egidio Paoletti, Presidente di Assosistema Confindustria alla tavola rotonda “La filiera green delle lavanderie industriali”.

“Oggi abbiamo dimostrato che c’è un’intera filiera che lavora per garantire un servizio sempre più sostenibile dal punto di vista ambientale – ha continuato Paoletti – sfruttando tutte le novità digitali e non, che la tecnica sta mettendo a disposizione con l’unica finalità di aumentare la vita utile di un prodotto, eliminando, laddove non serve, il monouso e completare al 100% il percorso di economia circolare”.

L’Italia è tra i primi paesi europei ad avere un obbligo di ricorso al procurement ambientale negli acquisti della pubblica amministrazione, in base alla previsione specifica del codice appalti. “Ma non è sempre cosi – ha puntualizzato Paoletti – purtroppo, infatti, continuiamo a riscontrare gare che non valorizzano nel prezzo gli investimenti ambientali fatti dalle aziende, gare di acquisto della pubblica amministrazione ancora orientate all’acquisto di prodotti monouso a discapito non solo dell’ambiente ma di tutte quelle aziende che producono, ad esempio camici riutilizzabili, per il settore sanitario o per la ristorazione”.

“Se nei primi mesi del 2021 abbiamo importato in prevalenza dalla Cina 30.000 tonnellate di camici e teli monouso per sala operatoria, di cui la maggior parte acquistati dalla pubblica amministrazione, qualcosa non va – ha continuato Paoletti – Il soggetto pubblico deve fare la sua parte e deve farla da subito e non tra qualche anno perché non abbiamo più molto tempo”.

Dai dati dell’Osservatorio Appalti verdi di Legambiente, presentati in occasione della manifestazione “Forum Compraverde”, dedicata alla pubblica amministrazione, risulta che il 60% della Asl intervistate non ha formato il personale in materia di acquisti verdi riscontrando quindi varie difficoltà nell’applicazione dei CAM, Criteri Minimi Ambientali, mentre solo il 10% ha dichiarato di disporre di un sistema di monitoraggio della reale applicazione dei criteri ambientali una volta aggiudicata la gara.

“Come settore industriale noi siamo pronti e lo abbiamo dimostrato anche oggi, portando al tavolo gli attori principali della filiera, siamo pronti non solo verso la pubblica amministrazione – ha concluso Paoletti – ma anche per l’attuazione delle linee d’indirizzo del PNRR riguardanti la sostenibilità ambientale per sanità e turismo. Quello che ci aspettiamo è che finalmente il soggetto pubblico faccia la sua parte ed investa anche lui, come stiamo facendo noi, per il benessere futuro delle generazioni”.

Com. Stam.

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