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Banca d’Italia, in Sicilia persi 34 mila posti di lavoro

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34 mila posti di lavoro in meno negli ultimi mesi in Sicilia; sette aziende su dieci chiuse. E’ questo il triste record negativo registrato dalla Banca d’Italia per la nostra isola, fotografia della più pesante crisi che la Sicilia e l’Italia stanno vivendo dal dopoguerra ad oggi, aggravata pure dalla pandemia Covid-19.

Secondo i dati elaborati anche da centri di analisi economica, oltre che da Bankitalia, il Pil 2020 in Sicilia dovrebbe chiudersi con un – 8%, rispetto ad un -10% previsto per l’Italia, perché la struttura economica siciliana ha “resistito”, evitando il blocco produttivo di marzo ed aprile che ha colpito il resto della penisola, ma rimane comunque aperto uno scenario di crisi. Secondo il sondaggio condottto dal nostro principale istituto di credito su un campione di 126 imprese industriali siciliane con almeno 20 addetti, quasi la metà ha registrato un calo del fatturato e per un’impresa su quattro il calo dei ricavi ha superato il 30%, mentre solo il 15% ha registrato un aumento; le esportazioni di merci siciliane sono diminuite dell’11,3% nei primi sei mesi dell’anno, con il settore terziario più colpito rispetto ad altri, mentre tengono i settori agroalimentare e chimico. Nel turismo poi si registra una riduzione del 60% dei pernottamenti, con i flussi turistici quasi annullati nei mesi di aprile e maggio, mentre il numero di occupati complessivamente nel semestre si è ridotto di circa 34 mila unità (-2,5%), calo più intenso rispetto al dato medio italiano (-1,7%).

Ciro Cardinale

CS


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