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Cardiologia, più riabilitazione, più qualità vita migliorare comunicazione ospedali-medici base-centri

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Cosenza –– La riabilitazione cardiologica non è la semplice pedalata o l’esercizio fisico: occorre superare l’ostacolo culturale e la diffusione di luoghi comuni nell’opinione pubblica, attraverso una maggiore informazione e sensibilizzazione.

Il guadagno in sopravvivenza e qualità della vita, non solo per il paziente post acuto che si sottopone a riabilitazione cardiologica è del 25%. È alta la percentuale anche di chi può riprendere una vita lavorativa in piena tranquillità. 

A sottolineare i risultati notevoli che possono essere raggiunti, oltre ogni cliché in materia è Franco Boncompagni, cardiologo in forze alla clinica Madonna della Catena e in ambulatorio a La Madonnina, entrambe del Gruppo iGreco di Cosenza.

Un terzo dei pazienti post acuti – continua – dovrebbe sottoporsi a riabilitazione cardiologica; meno della metà dello fa. Bisogna incentivare la collaborazione tra ospedali, territorio e centri riabilitativi.

La riabilitazione cardiologica o meglio la cardiologia preventiva riabilitativa è rivolta, tra gli altri, a pazienti post acuti, come post infartuati, post chirurgici rivariscolarizzati, sottoposti a chirurgia valvolare; ai pazienti cardiopatici con scompenso cardiaco stabilizzati. Possono ottenere benefici dalla riabilitazione cardiologica anche i pazienti con vascopatie periferiche.

L’approccio che anche in questo campo viene preferito nelle cliniche del Gruppo iGreco è multidisciplinare e multifattoriale. Il cardiologo, il fisiatra, il fisioterapista, il dietologo, lo psicologo, figure indispensabili nel percorso di riabilitazione, nel caso di soggetti con altre disfunzioni, come nel caso di persone anziane che si portano dietro un bagaglio di altre patologie, si interfacciano con altre professionalità come il nefrologo o il diabetologo.

Tra le attività che possono essere seguite nella struttura guidata dal Direttore sanitario Claudio Trombetti vi sono, tra le altre, la ginnastica respiratoria ed il training deambulatorio, nel corso dei quali viene monitorata l’attività cardiaca, la frequenza e gli atti respiratori e tutti i parametri vitali.

Molte attività si fanno con un approccio riabilitativo ambulatoriale. L’obiettivo che si persegue è quello di raggiungere la massima aderenza al programma da parte del paziente e garantire, quindi una continuità nel tempo non solo alla terapia, ma ad un corretto e salutare stile di vita. 

Alla Madonna della Catena all’anno vengono effettuate 1200 – 1400 prove da sforzo, esame informativo efficace, spesso snodo decisionale e facilmente disponibile. Da 7 anni a questa parte – conclude Boncompagni – le richieste dall’esterno sono notevolmente aumentate, rappresentando il sintomo di una sensibilità che sta crescendo e di una risposta di qualità che anche in Calabria può essere garantita. – (Fonte iGreco Ospedali Riuniti – Comunicazione Strategica/Istituzionale Lenin Montesanto – Comunicazione & Lobbying)   

Com. Stam.

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