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Casteldaccia (PA): 53° anniversario dell’uccisione del Carabiniere Scelto Orazio Costantino (M.O.V.M.)

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In data odierna ricorre il 53° anniversario della morte del Carabiniere Scelto Orazio Costantino, Medaglia d’Oro al Valor Militare alla memoria, ucciso mentre, in servizio, fronteggiava due estorsori.

Nell’occasione, questa mattina, a Casteldaccia, presso la cui Stazione Carabinieri il Car. Sc. Costantino prestava servizio, si è svolta una cerimonia di commemorazione alla presenza del Comandante del Gruppo Carabinieri Monreale, Ten Col. Sebastiano Arena, del Comandante della Compagnia di Bagheria, Cap. Francesco Battaglia, del Sindaco di Casteldaccia Giovanni Di Giacinto e dei familiari del caduto, che ha visto la deposizione di un mazzo di fiori ai piedi del cippo dedicato, in via Carlo Cattaneo, e, successivamente, di una corona di alloro in Contrada Fiorilli, luogo dell’uccisione del militare.

Orazio Costantino, nato nel 1931 a Castroreale Terme (ME), prestava servizio presso la Stazione Carabinieri di Casteldaccia.

Per il gesto eroico compiuto al costo della vita, gli venne tributata la Medaglia d’Oro al Valor Militare alla memoria, con la seguente motivazione:

Addetto a squadra investigativa, già più volte distintosi in brillanti, coraggiose operazioni di servizio, partecipava volontariamente a rischiosa azione di appiattamento – su terreno impervio – per l’identificazione e l’arresto degli autori di tentata estorsione mediante lettera minatoria. Dopo dodici ore di snervante attesa, venutosi a trovare a diretto contatto con individuo che, armato di fucile da caccia, si accingeva a raccogliere il piego simulante la somma richiesta, con estrema decisione e cosciente sprezzo del pericolo, lo affrontava con l’arma in dotazione spianata al fine di impedirgli ogni possibilità di fuga. Raggiunto in pieno petto da micidiale scarica di pallettoni repentinamente esplosa dal malvivente, trovava la forza di reagire – seppur invano – con il fuoco del proprio moschetto finché, stremato dalle mortali ferite, si abbatteva al suolo. Domato nel corpo ma non nello spirito, prima di esalare l’ultimo respiro forniva ai commilitoni informazioni determinanti per la identificazione del reo. Luminoso esempio di sublime coraggio, attaccamento al dovere fino al supremo sacrificio ed elette virtù militari. Contrada Fiorilli, Agro di Casteldaccia (Palermo), 27 aprile 1969.”

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