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Catania, piazza Lanza: ancora violenza ai danni della Polizia Penitenziaria

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Armando Algozzino (Uilpa) : “i detenuti psichiatrici siano gestiti in maniera diversa”. La proposta del segretario nazionale

Sette aggressioni al personale della Polizia Penitenziaria in soli quaranta giorni. La Casa Circondariale Piazza Lanza di Catania è ancora una volta teatro di comportanti violenti e scomposti da parte dei ristretti.
 E, nello specifico, anche l’episodio più recente, avvenuto nella giornata di domenica 11 aprile, vede quale protagonista un detenuto psichiatrico.
Lo denuncia, in una nota, il segretario nazionale della Uil Pubblica  Amministrazione Polizia Penitenziaria Armando Algozzino che esprime “rabbia per l’accaduto e solidarietà personale e sindacale agli esponenti del Corpo”.
“Per l’ennesima volta – afferma – i poliziotti penitenziari sono oggetto di atti di  ingiustificata ferocia da parte di un detenuto affetto da disagio psichico”.
Nel pomeriggio domenicale, alle 16:30, sono stati aggrediti un vice ispettore e un assistente capo.
Il fatto segue di qualche settimana l’ultima manifestazione di violenza  verificatasi lo scorso 23 marzo: in quell’occasione, a essere colpiti furono un sovrintendente e un assistente capo.
Il segretario interviene dunque sullo stesso argomento, sottolineando “l’insostenibilità di una situazione che mette insieme emergenza sanitaria, esplosioni di follia a carenze di organico”.
“Non è possibile mettere i detenuti comuni alla stessa stregua dei ristretti mentalmente disturbati – afferma – perché questi ultimi hanno delle reazioni imprevedibili e inconsulte, che pongono a repentaglio la sicurezza del personale e della stessa popolazione carceraria”.
“Ho più volte manifestato, sia con il supporto della stampa che attraverso un’ interlocuzione serrata con l’amministrazione – prosegue l’esponente sindacale – la necessità non più procrastinabile di contrastare l’escalation di violenza in corso, non solo negli Istituti siciliani ma di tutto il Paese”.
Il segretario nazionale rimane convinto che l’unica strada da percorrere per cambiare la situazione in atto sia quella normativa, sia a livello disciplinare che nella programmazione di nuove misure.
E formula una proposta rivolgendola all’amministrazione.
“In ogni Istituto occorre attivare un reparto ad hoc – sintetizza –  che si dedichi a questa tipologia di detenuti”.
“Il personale preposto deve essere opportunamente formato – chiarisce – proprio come lo erano gli agenti che, prima della chiusura, prestavano servizio presso gli ospedali psichiatrici giudiziari, erroneamente azzerati”.
“Personale specializzato e formato su base volontaria – aggiunge – da intercettare attraverso appositi interpelli”.
“Inoltre, tutti i detenuti aggressivi, psichiatrici e non  – conclude – che attaccano il personale devono essere trasferiti immediatamente dalla sede presso la quale hanno commesso il reato”.

Com. Stam.


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