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Con l’incontro con Carmelo Isgrò e il concerto dei Fratelli Mancuso è di scena la Sicilia a “La città dei luoghi, il festival dell’appartenenza”

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Promossa dal comune di Corigliano Rossano d’intesa con Squilibri e la consulenza artistica di Peppe Voltarelli per raccontare la grande ricchezza della provincia italiana, La città dei  luoghi, il festival dell’appartenenza prosegue il 16 settembre, alle ore 21, in piazza San Bartolomeo, con l’incontro con Carmelo Isgrò, fondatore e direttore del MuMa, il Museo del Mare di Milazzo, artefice pertanto di un’originale e innovativa esperienza di tutela e salvaguardia ambientale.

Biologo e Biochimico, membro del Comitato Tecnico Scientifico del Museo della Fauna dell’Università degli studi di Messina, Isgrò è impegnato da anni nella salvaguardia del mare e nell’attività di recupero di tartarughe e cetacei in difficoltà o spiaggiati. Nel 2017 ha effettuato da solo il recupero dello scheletro di un Capodoglio di 10 tonnellate poi ribattezzato SISO, morto a causa di una rete illegale a largo delle isole Eolie e passato alla cronaca per la grande quantità di plastica ritrovata nel suo stomaco. 

A seguire l’incontro con Filippo Demma che, “di elevato livello professionale e scientifico, vanta una rilevante attività di ricerca di ricerca di alta qualità in ambito archeologico nonché una variegata esperienza nell’ambito della tutela, gestione e restauro dei monumenti con particolare riferimento ai siti archeologici anche subacquei”. Anche per questo è stato chiamato dal ministro Franceschini a dirigere il  Parco Archeologico di Sibari, vale a dire uno dei siti più estesi ed importanti del Mediterraneo di età arcaica e classica. Sibari testimonia infatti la stratificazione di tre diverse civiltà: dapprima colonia achea fondata nel 720 a.C. fino alla distruzione nel 510 a.C. per mano dei crotonesi, poi centro ellenistico e successivamente insediamento romano fino al definitivo abbandono nel VII sec. d.C. in seguito all’impaludamento dell’area. 

La Sicilia ritorna con il concerto dei Fratelli Mancuso, che hanno elevato la tradizione canora della loro terra a elemento di una sensibilità universale e a fascinosa componente di un’originale proposta artistica. Con un seguito anche internazionale, i Fratelli Mancuso hanno vinto con il loro ultimo album, Manzamà, edito da Squilibri, sia il Premio Loano che la Targa Tenco come miglior album in dialetto. Compositori e polistrumentisti animati da una vena poetica e musicale di assoluta originalità, Enzo e Lorenzo Mancuso cantano storie intessute di idiomi e suoni antichi che, nei vortici di una continua affabulazione, ritornano incessantemente alla loro terra natìa, dove grazie alla loro arte sembrano fondersi mondi in apparenza inconciliabili. Eredi privilegiati di una tradizione che hanno trasfigurato nel prisma dei loro innumerevoli strumenti e alfieri di un canto intimo ed essenziale, a oltre dieci anni dal loro ultimo disco di inediti, i due fratelli ritornano così a tessere filati di straordinaria fattura, in mirabile equilibrio tra il filo della memoria personale e il respiro solenne della storia. 

Ingresso libero ad ogni appuntamento, posti contingentati in ragione delle misure di contrasto al Covid 19, fortemente consigliata la prenotazione all’indirizzo www.prolococoriglianorossano.it

Com. Stam.

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