Cronaca

Contrasto al “caporalato”. Eseguite diverse misure cautelari e sequestrate aziende operanti nel settore agricolo Video

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Corigliano – Rossano Mirto Crosia (CS) – Crotone Matera -Contrasto al “caporalato”. eseguite da parte dei Carabinieri di Cosenza diverse misure cautelari e sequestrate aziende operanti nel settore agricolo.

Stamani, in provincia di Cosenzal, Matera2 e Crotone3, i militari del Reparto Territoriale di Corigliano-Rossano, unitamente a personale del Comando Carabinieri per la Tutela Lavoro di Cosenza, Crotone, Catanzaro e Matera e dei Comandi Provinciali di Crotone e Matera hanno dato esecuzione ad un’ordinanza dispositiva di 154 misure cautelari, emessa dal GIP presso il Tribunale di Castrovillari, su richiesta di questa Procura della Repubblica, nei confronti di altrettanti soggetti, dei quali 6 sottoposti alla custodia in carcere e 9 agli arresti domiciliari, ritenuti gravemente indiziati, a vario titolo di reiterate condotte di “intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro”, minacce” ed l‘estorsione”

Con il medesimo provvedimento è stato, altresì, disposto il sequestro preventivo dei beni e delle quote aziendali di 10 imprese operanti nel settore agricolo (4 persone giuridiche e 6 imprese individuali), di cui 4 ubicate in provincia di Cosenza, 5 in provincia di Crotone ed 1 in provincia di Matera nonché il sequestro di nr. 5 veicoli ritenuti in sede di accusa, utilizzati da parte dei caporali per il trasporto dei lavoratori in nero, per un valore complessivo stimato di circa 15 milioni di euro.

L’inchiesta, coordinata da questa Procura della Repubblica è scaturita da una complessa attività d’indagine avviata dalla Stazione Carabinieri di Mirto Crosia (CS), condotta in  stretta sinergia con i militari del Comando Carabinieri Tutela del Lavoro di Cosenza, ed permesso di disvelare il fenomeno dell’impiego di lavoratori in condizioni illecite da parte di diverse aziende dislocate la Regione Calabria (province di Cosenza e Crotone) e Basilicata (provincia di Matera) mediante l’attività di reclutamento da parte dei cd. caporali. L’attività investigativa ha consentito di ricostruire, a livello di gravità indiziaria ed in attesa dei successivi sviluppi, attesa l’attuale fase di svolgimento delle indagini preliminari, la condotta posta in essere dagli odierni indagati in un periodo che va dalla seconda metà dell’anno 2018 fino. al 2021, nonché di raccogliere, sul piano probatorio, le denunce dei lavoratori/ vittime innocenti di un sistema ben organizzato e strutturato.

L’indagine, sviluppata attraverso attività di tipo tradizionale anche di natura tecnica e correlati servizi di osservazione dinamica, le cui risultanze sono state corroborate dalle dichiarazioni rese dalle vittime successivamente escusse, ha cristallizzato la diffusione, in questo territorio, del fenomeno dello sfruttamento dei lavoratori, mediante l’attività di reclutamento dei C.d. caporali, permettendo di:

accertare il reiterato ricorso a minacce, anche di morte, e ad atti di violenza da parte degli per costringere le vittime identificate ad accettare 1a corresponsione di retribuzioni difformi alla nazionale e territoriale (dai 15 ai 30 euro al giorno a fronte di oltre 12 ore di lavoro nei campi), prospettando loro che in caso diverso sarebbero stati licenziati;

provare le responsabilità penali degli arrestati in ordine alle ripetute violazioni della normativa a tutela dei lavoratori in materia di igiene e sicurezza sui posti di lavoro (in quanto non sono stati mai sottoposti a visita medica neanche in caso di infortunio), orario di lavoro e riposi (che duravano tra i 10 e i 30 minuti). Addirittura, in un caso un è stata negata assistenza ad un lavoratore che si era stirato una gamba dopo aver caricato oltre 630 cassette di pomodoro;

documentare come i caporali esigevano la restituzione di parte dello stipendio dai lavoratori e soprattutto come istruivano gli stessi lavoratori nel caso di un eventuale controllo di polizia.

Nel corso delle investigazioni si è toccato dal vivo la drammaticità della piaga dell’intermediazione nel lavoro, al fine di sfruttare la manodopera di lavoratori di varie nazionalità (gambiana, nigeriana, rumena), costretti, per necessità e per bisogno, a subire condizioni di lavoro estenuanti, retribuito con paghe assai misere, sulle quali si approfittavano i “caporali”

Gli arrestati/ dopo gli accertamenti di rito, sono stati tradotti presso la Casa Circondariale di Casfrovillari o posti, al regime degli arresti domiciliari, nelle rispettive abitazioni, a diposizione di questa Autorità Giudiziaria.

Le misure eseguite, sia pure nella più volte citata fase delle indagini preliminari, costituiscono un’ ulteriore tappa del percorso di controllo di legalità che la Procura di Castrovillari intende realizzare. Particolare attenzione è stata e sarà ulteriormente destinata a tutte le forme di infiltrazione illecita nei circuiti economici e imprenditoriali al fine di garantire che i cittadini possano beneficiare di attività che non si fondino sullo sfruttamento parassitario.

Tale indagine segue quella, di recente posta in essere dalla Procura della Repubblica nel settore degli illeciti connessi alla materia tributaria e concorsuale.

L/ intendimento della Procura della Repubblica è quello di recuperare la fiducia dei cittadini nelle istituzioni, nella consapevolezza che solo il rigoroso rispetto della Legge, obiettivo primario ed inderogabile dell’ azione della Procura stessa, possa garantire vera libertà e consapevolezza dei diritti.

L’ azione della Procura della Repubblica, con il prezioso e leale contributo dell’ Arma dei Carabinieri e di tutte le altre forze di polizia, continuerà ancora al fine di realizzare l’ obiettivo della rigorosa verifica circa la ricorrenza di ogni forma di illecito.

Fondamentale, per conseguire quest’ obiettivo, è la collaborazione, consapevole e responsabile, dei cittadini che costituiscono il primo presidio di legalità di un sistema bene ordinato.

Va infine sottolineato che l’ operazione condotta in data odierna, secondo la valutazione di gravità indiziaria che andrà in seguito verificata, ha inteso porre un serio e determinato contrasto ad ogni forma di sfruttamento di esseri umani, sfruttamento realizzato talvolta da insospettabili soggetti operanti nel settore imprenditoriale.

I numerosi sequestri di complessi aziendali pure eseguiti costituiscono il segno tangibile che la Procura della Repubblica è impegnata, nel rispetto delle norme e delle garanzie dei cittadini, nell’ utilizzo sistematico anche degli strumenti di ablazione patrimoniale per il contrasto degli illeciti.

Ovviamente, l’ indagine sin qui svolta dal Pubblico Ministero, con la più volte ricordata, preziosa e determinante collaborazione dell’ Arma dei Carabinieri, sin qui posifivamente valutata da un giudice terzo, sarà doverosamente sottoposta alle ulteriori verifiche, con il contributo della difesa, che il sistema processuale prevede.

1 Nei Comuni di Crosia, Corigliano-Rossano, Celico, Spezzano della

2 Nel Comune di Policoro.

3 Nei Comuni di Snaongoli, Cirò Marina e Crotone.

4 Di cui 13 di nazionalità italiana, 1 di nazionalità rumena ed 1 di nazionalità bulgara.

Nel rispetto dei diritti degli indagati (da ritenersi presunti innocenti in considerazione dell’attuale fase del procedimento costituita dalle indagini preliminari del PM, fino ad un definitivo accertamento di colpevolezza con sentenza irrevocabile), al fine di garantire il diritto di cronaca costituzionalmente garantito

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