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Così, il pittore Pensovecchio, ricorda le Torri Gemelle

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Era martedì mattina 11 settembre del 2001, quando terroristici islamici su 4 aerei s’impadronirono dei comandi e, invertendo la rotta si diressero verso la Casa Bianca, il Pentagono e le Torri Gemelle a Manhattan e, volontariamente, fecero schiantare due degli aerei contro le Torri Nord e Sud del World Trade Center di New York.

Tragedia terribile che causò la morte di circa 3000 persone. A distanza di venti anni, il noto pittore palermitano, Ignazio Pensovecchio, a ricordo di quel disastro, ha realizzato un’opera dal titolo “La Statua della Libertà” (vedi foto).  «S’ode un lamento per la morte di John… dal profondo emerge la meraviglia che tace ogni espressione di cultura e di umano… erano le due gemelle di New York, un mito che portò visi sbiancati, resta l’inconscio della morte… solo morte. Il vento portò via il subconscio, l’assist seminò pieno di sgomento. Già combattono con la semplicità di Colombi e la prudenza dei Leopardi. Tutto crolla!… Il boato lascia una scia di polvere desolata, resta rabbia, dolore e… speranza. Nelle Torri risuona il lamento: “oh Dio, mio Dio, Dio mio!… Silenzio di morte. Attoniti si cercano mille e più bare e la speranza secca gli occhi di pianto, le ferite ardenti fumavano, mentre sopravanza, più che il perdono, l’odio, rabbia e disperazione ovunque. Che follia!…». Antonino Di Lorenzo, un ammiratore del Maestro Pensovecchio, così lo descrive: “Autore perfettamente figlio del suo tempo che si muove in una società “liquida”, esprime nelle sue opere un messaggio di armonia e di speranza insistente nel reale”.

Francesco Verruso

Com. Stam.

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