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Disastro ambientale. Crocetta? Come Cuffaro e Lombardo

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[dropcap size=big]D[/dropcap]r. Bonelli ci dia un quadro generale e un suo parere sulla politiche ambientali poste in essere dal governo Crocetta.

Bocciatura piena senza se e senza ma. Politiche di vera e propria desertificazione ambientale e sociale, a discapito del popolo siciliano. Io per metà appartengono a questa terra,  mio padre è siciliano doc, e sono molto legato a questa stupenda regione. Rosario Crocetta è semplicemente un voltagabbana puro, perché durante la campagna elettorale faceva proclami che ad oggi sono solo promosse andate al vento. Aveva detto no alla colonizzazione della Sicilia, basta con le trivelle, basta con il petrolio e poi? Andando al potere ha stretto il patto con l’asso mineraria , ha dato il via libera a decine di autorizzazioni per distruggere l’ambiente. Una calata di autorizzazioni inquietanti, oltre 40, nelle aree più delicate dell’ecosistema. Sul versante mare ci sono due aree strategiche una che va da Siracusa verso Malta, e l’altra che va nell’altra direzione, aree che  i pescatori siciliani sanno benissimo quanto sono importanti per l’economia ittica.  Li si stanno concentrando autorizzazioni che mettono in serio rischio l’ecosistema. Si fanno uso di esplosivi, esplosivi che determinano danni terrificanti su alcune specie, come il tonno rosso e il gambero bianco.

Sulle trivellazioni cosa possiamo dire?

Sul versante trivellazioni pensiamo che sia avvenuto un patto malefico che ha voluto le energie rinnovabili a differenza di quello che succede in Europa, rilanciando con forza le trivellazioni. Se questa cosa l’avesse fatta Berlusconi i dirigenti di centrosinistra sarebbero scesi in piazza con il coltello tra i denti per mettere alla gogna il cavaliere. Siccome l’ha fatto un uomo di sinistra, quale è Crocetta, la sinistra dei ben pensanti rimane indifferente. Io , ho iniziato a fare ambientalismo da giovane, spesso andavo a passeggiare con la mia ragazza su di un’area verde a Roma, appena ho saputo che  volevano buttare 1 milione di metri cubi di cemento, lì sono diventato verde. Lo sono diventato per un fatto ideale, romantico. Oggi la Sicilia, terra di cultura, terra di storia, è oggetto di colonizzazione di multinazionali canadesi, irlandesi e americani, e nessuno batte ciglio.

Se parliamo di americani, come non fare riferimento al Mous dr, Bonelli…

Quello è un altro esempio di svendita della Sicilia, Crocetta ha dimostrato tutta la sua valenza politica e il suo amore per la Sicilia su questa delicata faccenda. L’Italia decenni fa disse no a Sigonella, invece in questo caso si è detto si a discapito della salute di milioni di siciliani. L’inquinamento elettromagnetico scaturito dalle parabole potentissime del mous è spaventoso.

Molti dicono che non ci sono rischi per la salute, è vero?

Sono stronzate. Ho sentito a proposito di stronzate, una dichiarazione di Zichichi che affermava:  “L’inquinamento elettromagnetico è come un dolce farsi cullare dalle onde, è peggio bere un tazza di caffè”. Ora siccome ci sono studi scientifici autorevoli, specialmente sull’inquinamento elettromagnetico ad alta frequenza  stabiliscono alterazioni forte sul tessuto emopoietico, e lì le frequenze sparate sono altissime, ci troviamo di fronte a una situazione inaccettabile. Le politiche ambientali di Crocetta non esistono, su questo terreno non esiste alcuna differenza tra Totò Cuffaro e Raffaele Lombardo, continuità assoluta. Invertendo i fattori il prodotto non cambia, il prodotto qual è? Un processo di desertificazione  in atto in questa regione. In Sicilia ci sono tre siti inquinati, Priolo, Mellili, Augusta, Gela e Milazzo. Su questi siti non sono stati  attivate  le procedure obbligatorie, previste per legge, della definizione del danno ambientale. In altre parole, se io sverso una quantità di petrolio a mare, e lo faccio continuamente io sono costretto a pulire. La legge italiana permette alle industrie di inquinare senza nemmeno fare pagare i danni ambientali. Ci inquina dovrebbe pagare i danni. La procedura di definizione del danno ambientale non è mai stata avviata da  Crocetta . Ovviamente sarebbe problematico per chi ha fatto profitti su profitti a discapito dell’ambiente, uscire milioni di euro per riparare a danni irreparabili. La regione non ha il  piano di risanamento dell’area obbligatorio, c’è una procedura di infrazione europea. Perché non si fa? Abbiamo scritto a Crocetta ben due volte, ma non abbiamo avuto alcuna risposta.

Ma quali sarebbero le multinazioni pronte a “spirtusare”?

Tantissime, tra queste la Pura petrolium, Northern Petroleum, Petrol Celtic, Britisch Gas. Ed Eni secondo voi sta a guardare? Certo che no. Alcune di queste aziende, infatti, hanno una partecipazione consistente con Eni. Per esempio  la Petrol celtic ha una partecipazione a maggioranza di Eni. Solo nel tratto tra Siracusa e Malta il danno per la pesca sarebbe di 150 milioni di euro per un anno.

 

Sulle foreste abbattute e sule biomasse cosa possiamo dire?

Le biomasse come principio astratto sono un fatto positivo, le biomasse dovrebbero nascere in quelle aree agricole dove il contadino non sa come smaltire il residuo dei legami, o dei letami per produrre energia. Il problema è che si è avviata una speculazione terrificante, tale per cui si abbattano foreste, o arriva l’olio di palma dall’Indonesia che sta distruggendo quei territori, nulla a che vedere con la salvaguardia dell’ambiente. Quando si fanno grossi impianti di biomasse ci troviamo di fonte a speculazioni ambientali. La biomassa ha un grande senso per una filiera corta, 5/10 aziende agricole che unendosi fanno un impianto di smaltimento, tanto di cappello per loro. A Crocetta porteremo un premio Attila nei prossimi giorni, una pianta preziosa dal valore simbolico. Mai l’ambiente è stato offeso cosi tanto cosi come durante il governo del rivoluzionario.

La regione ha istituito le riserve, non informando gli ambientalisti che ne pensate?

Non informa i cittadini cosa ancora più grave. Le riserve non sono più il luogo in cui si fa politica di conservazione della natura, ma sono diventate luoghi in cui si spartiscono i posti. La politica clientelare nelle riserve la fa da padrone. A volte si tratta di stipendifici, dove la meritocrazia non è conosciuta. Il clientelismo è il braccio armato della mafia, dando vita alla mafia.

Progetti programmatici dei Verdi?

Noi vorremmo un Green New Deal per la Sicilia, un rilancio dell’economia siciliana basata sulla green economy. A  chi mi dice che esistono le ecomafie io rispondo che la mafia sta dove ci sono i soldi, la mafia sta anche nella sanità pubblica, bisogna semmai cacciare la mafia,  facendo giusta informazione e trasparenza. La Sicilia deve essere valorizzata per il turismo facendo un grande piano d’accoglienza, un piano forte a sostegno dell’agricoltura. L’abbandono delle terre agricole produce morte nei campi, l’ennesima tassa assurda è quella dell’Imu sui terreni agricoli, colpo di grazia per un settore in estrema crisi.

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