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Elezioni nuova governance Fondazione/Flag

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Anche al fine di fare chiarezza sull’argomento, al netto dello strappo politico in seno alla visione d’azione  territoriale,

di seguito i punti programmatici e finalità politiche che avevano portato alla mia personale candidatura nq di Sindaco della Città capoluogo, peraltro sede giuridica della Fondazione/Flag presso il Comune di Trapani e logistica presso i locali comunali del Lazzaretto.

1. Portare a compimento la programmazione corrente del Flag, nell’ambito di una continuità d’indirizzo gestionale già foriera di risultati (l’A.C. di Trapani, interpretando a pieno il ruolo di Città capoluogo – così come nel Distretto Turistico, che sempre più si afferma vincente in Sicilia occidentale con la strategia della destinazione West Sicily, affrancandosi dagli onerosi vettori commerciali tradizionali – con grande generosità ha investito enormi energie, anche politico-professionali delegando propri rappresentanti, seppur privandosi del completo servizio alle attività comunali proprie). In tale direzione occorreva (e sempre occorre adesso), da subito e concretamente, alzare il livello del confronto con il governo regionale per l’impiego concreto dei fondi destinati (oggetto dunque di apparente proroga nella rendicontazione) evitando rischi contabili e finanziari anche in danno di terzi, oltre che il mancato completamento delle opere a causa dei ritardi di alcuni Comuni Soci;

2. Al pari e da subito occorreva (e necessita) cominciare a pianificare la strategia di candidatura per la prossima finestra di finanziamenti, anche ricercando alleanze con altri partner, territori e Flag;

3. Necessita elevare l’azione politica della Fondazione/Flag dal livello burocratico gestionale all’elaborazione di una piattaforma politica non solo rivendicativa (es. tutela delle aree di pesca sempre più minacciate – ndr parco eolico Renexia – rivisitazione delle quote tonno anche a tutela del pesce azzurro, etc) ma che contempli anche adeguatamente ammortizzatori sociali dedicati al comparto;

4. Alzare pertanto il confronto sul futuro della pesca mediterranea anche in sede nazionale ed europea, attesa la particolare dimensione internazionale/frontaliera data dalle condizioni geo-politiche delle nostre marinerie. La provincia di Trapani non può essere solo “porto sicuro” per i diritti e le libertà delle persone costrette a migrare ma deve essere anche destinataria di azioni istituzionali nazionali ed internazionali di tutela e sicurezza delle imprese che dai nostri porti si avventurano rischiando di non avere un “ritorno sicuro alle loro case”, nonché di misure per il contrasto alla concorrenza sleale nel mediterraneo da parte di paesi senza regole. Tanto a tutela e sicurezza degli operatori e del diritto – dignità lavorativa degli addetti e delle loro famiglie, filiera compresa, quanto alla salvaguardia delle risorse biologiche e della biodiversità. Gli Stati Generali della Pesca, invero già proposti ad inizio estate, tanto alla precedente presidenza del Flag quanto ai comuni ed alle parti sociali, possono e debbono essere un luogo di analisi, confronto ed elaborazione programmatica permanente e di vasta scala, con l’intento sopratutto di fare assolutamente sintesi unitaria d’azione, non solo tra il pubblico ed il privato ma anche ai vari livelli istituzionali;

5. Il territorio, anche nel comparto pesca (con occhio attento alla tutela della piccola pesca e dunque alla particolare cultura storica e tradizionale che rappresenta) non solo va difeso, rivendicandone le potenzialità, ma rilanciato e promosso anche in seno al tema, oggi più sensibile della tracciabilità-qualità della generale filiera agro-alimentare (dunque anche salute/dieta mediterranea) ma anche promozionale, quale ulteriore attrattore della filiera turistica e culturale.
 
Dal punto di vista della lettura politica della corrente fase, non v’è dubbio che per il recente appuntamento in via Mafalda di Savoia, oggi definito con l’elezione del collega Quinci – al quale rinnovo gli auguri – si rileva la presenza di uno “scenografo” di non elevata statura che,  raccogliendo talune forme di dissenso e distinguo, ma anche invidie ed astio politico, ha intessuto un asse tra Mazara-Marsala e San Vito Lo Capo-Valderice con la sponda di Federpesca/Confindustria. Nessuna particolare amarezza da parte mia, ma la rinnovata determinazione ad arginare il subdolo intento di provare a buttare a mare il lavoro di ricucitura territoriale svolto dalla mia Amministrazione in questi anni e su più fronti, da quello degli enti locali oltre la visione del campanile alla ricomposizione unitaria del privato sociale frammentato, dalla valorizzazione turistica del sistema territoriale alla sua tutela  e per l’esaltazione qualitativa della filiera agroalimentare e dell’ittico nonché a supporto e per i progetti strategici ed innovativi in cantiere. Sinceramente mi dispiace per lo scenario offerto ai privati ed alle categorie rappresentate, che rassicuro poter contare sempre sul mio impegno di servizio e per lo sviluppo territoriale.
 
Si può anche perdere una battaglia ma non certamente intendiamo arrenderci al perseguimento di una rivoluzione politica e culturale, che intanto parte dai Cambia-Menti. Il territorio unito può vincere e alzando lo sguardo anche osare.  Di certo non ci interessa più di tanto godere del favore dei vertici politici e imprenditoriali oggi espressi e protagonisti a diverso titolo in questa vicenda. Continueremo dal basso un lavoro di confronto con le varie comunità, gli operatori economici della piccola pesca e delle piccole e medie imprese, svolgendo anche una funzione attenta di vigilanza in seno al governo del Flag volta a tutelare gli interessi della piccola pesca e delle marinerie, senza remora stigmatizzando non auspicabili conflitti d’interesse.

Com. Stam.

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