Politica

Fondi strutturali e riforme, gli strumenti per creare “Un’altra Sicilia”

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Un’altra Sicilia è possibile. Bisognerebbe vivere il Mediterraneo come punto di forza, se si guarda all’Europa, oggi così distante, e non solo a causa dei km. Il pomeriggio del primo aprile trascorso a Sala delle Lapidi è stato un momento di incontro tra volti delle istituzioni e cittadini, un momento per confrontarsi su cosa lega il Mezzogiorno all’Europa, su quali siano le difficoltà oggettive per il Sud nel confrontarsi con le istituzioni europee e sul bisogno di cambiare direzione sia a livello locale che a livello nazionale con politiche del fare. Hanno partecipato e preso la parola Salvatore Orlando (presidente del Consiglio Comune di Palermo), Salvo Andò (presidente nazionale Labdem), Maurizio Scaglione (presidente della fondazione “Il Mediterraneo”), Michela Giuffrida (europarlamentare PD), Fabrizio Ferrandelli (deputato regionale) e l’ospite d’onore Gianni Pittella (presidente del gruppo S&d in Parlamento Europeo). In un mondo in cui l’interdipendenza coinvolge ogni livello di governo, il Mediterraneo svolge un ruolo politicamente importante. L’idea è quella di creare una rete che dia la possibilità di sfruttare le risorse che il Mezzogiorno offre. L’incontro è stato preceduto da una tappa a Catania e sono previste assemblee in altri comuni. È importante sfruttare i fondi strutturali, evitando che sui nuovi non decidano le Regioni come monadi ma che i governatori del Sud, di concreto, decidano insieme. Così conclude Gianni Pittella: «Noi siamo con Renzi e con il suo tentativo di riformare l’Italia. Renzi ci sta provando; non è giusto bloccare, con manovre di palazzo, il suo tentativo».

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