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Gelarda: ” tariffe in aumento e disservizi, lo strano caso della Piscina comunale”

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A fronte dell’aumento del 150% dei biglietti di ingresso per i privati, e del contestuale aumento del 25% delle tariffe degli spazi acqua a carico delle società sportive, la piscina di Palermo continua ad offrire un servizio insufficiente.

“Ancora una volta la struttura di viale del Fante è al centro dell’ennesimo disservizio – afferma il capogruppo della Lega al consiglio comunale Igor Gelarda -. Nonostante la recente chiusura per diverse settimane dovuta a guasti banali, mai risolti e sempre tamponati con interventi che richiedono lentissime procedure burocratiche, il comune di Palermo ha inviato una nota a tutte le società sportive sollecitando il pagamento anticipato trimestrale di tutti gli affitti degli spazi acqua della piscina comunale, pena la sospensione delle concessioni. In una lettera aperta inviata all’assessore dello sport, le società natatorie lanciano il grido di allarme contro il comune di Palermo. Un grido che non è mai stato ascoltato, dato che negli ultimi mesi si registrano un’infinità di problemi che si sono susseguiti sull’impianto. È assurdo che negli ultimi mesi la piscina sia rimasta sempre chiusa. Una volta è colpa della legionella, una volta lo sciopero dei dipendenti, una volta la temperatura dell’acqua o il grado di cloro. L’ultimo disservizio ha colpito la pompa che ha messo fuori servizio la vasca interna”.

Nel frattempo, le società natatorie hanno sollevato l’ennesima vicenda che riguarda il provvedimento emanato dalla Regione Sicilia, con il quale si sospendeva il pagamento degli spazi acqua delle società sportive nel periodo che va dal marzo 2020 al dicembre 2021, per i danni di inattività o attività ridotta a seguito della pandemia. Provvedimento che non è mai stato reso realmente operativo. “Una beffa che si aggiunge al danno – dice Gelarda – che va a colpire non solo chi vorrebbe usufruire di un bene comune con il ticket di ingresso, ma c’è anche la preoccupazione per l’aumento indiscriminato che colpisce le società sportive e che avrà come conseguenza diretta un crollo degli iscritti nella prossima stagione sportiva. La domanda allora è una semplice e diretta: ma il Comune ci è o ci fa? Si rende conto di avere l’unica struttura valida che potrebbe essere il fiore all’occhiello degli impianti sportivi della città e fa di tutto per boicottare ciò che amministrato in maniera differente funzionerebbe bene? A Palazzo delle Aquile probabilmente amano l’autolesionismo. Non ci sono più parole”, conclude Gelarda.

Com. Stam.

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