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“Il contrasto alle mafie nella dimensione nazionale, regionale e locale”

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La Commissione parlamentare Antimafia ha promosso un incontro con gli organismi di contrasto delle mafie presenti a livello regionale e locale. E’ la prima volta che il Parlamento invita a fare il punto sullo stato della lotta alla criminalità organizzata nelle diverse istituzioni territoriali. Un’esigenza dettata dall’evoluzione dei poteri mafiosi che sta mostrando una incisiva delocalizzazione degli interessi criminali e un’indubbia capacità di radicamento in tutte le regioni d’Italia. Se è necessario adeguare e rafforzare le strategie di intervento attraverso la verifica e la condivisione dell’azione dei governi e delle amministrazioni locali, anche alla luce del ruolo di inchiesta e controllo della Commissione parlamentare Antimafia e della sua funzione di raccordo legislativo a livello nazionale, siamo sulla buona strada. L’incontro su “il contrasto alle mafie nella dimensione nazionale, regionale e locale” si è svolto a Roma nella “nuova aula dei gruppi della Camera” alla presenza delle più alte cariche dello Stato: Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, il  Presidente della Camera Laura Boldrini e quello del  Senato Piero Grasso. Per Laura Boldrini “questo momento  ha l’obiettivo di riunire gli sforzi di diverse istituzioni contro le mafie che continuano ad insinuarsi in modo capillare in settori nevralgici ponendo un’odiosa e pesante ipoteca sul futuro del Paese”. Dello stesso avviso, nel suo intervento, è stato Pietro Grasso: “la mafia – ha affermato – è un tema nazionale, riguarda il Paese in ogni sua componente: sociale, politica, economica ed istituzionale”. Il Presidente del Senato ha evidenziato anche la metamorfosi della criminalità organizzata che dà sfogo sempre meno ad episodi violenti, facendo abbassare l’attenzione su di essa, ma estendendo la sua presenza in attività economiche legali. A fare “gli onori di casa” è stata, da presidente della  Commissione parlamentare Antimafia, Rosy Bindi; artefice, rispetto all’attività dei suoi predecessori, di un’azione più pragmatica ed incisiva. L’esponente del Pd non ha fatto mistero di voler istituire in ogni capoluogo d’Italia una commissione antimafia per contrastare maggiormente il fenomeno.  Successivamente, su “l’azione dei governi regionali”, sono intervenuti Stefano Caldoro e Rosario Crocetta, rispettivamente  Presidente della regione Campania e Sicilia. Da entrambi è emersa la consapevolezza che oggi oltre al controllo della piazza prevale la dimensione immateriale: appalti, usura e soprattutto finanza e dunque occorrono  norme semplici, senza spazi discrezionali, insieme alla correttezza e concretezza – fondamentale – di ogni amministratore. “Cosa Nostra è stata sempre ‘il sistema’, un fenomeno sociale, politico economico che continua ad esistere”. Ed a proposito, il governatore siciliano ha dato una “stoccata” provocatoria alla magistratura: “faccia giustizia anche in Sicilia, al CARA di Mineo, e non si fermi a Mafia Capitale”. Il tema del ruolo dei sindaci è stato invece  affrontato da Giuseppe Falcomatà e Giuliano Pisapia, primi cittadini di Reggio Calabria e Milano. Falcomatà, giovane sindaco della città calabrese, ha chiesto all’assemblea ed alle autorità presenti, più sostegno allo Stato nella quotidianità dell’azione amministrativa, per dare risposte ai cittadini. Pisapia invece, seppur consapevole della necessità di dover tenere alta l’attenzione, chiede però di fare attenzione a non vedere ovunque il crimine organizzato: “se tutto è mafia, niente è mafia. Bisogna saper distinguere il vero dal falso”. I lavori sono proseguiti con l’intervento di don Luigi Ciotti su “Le associazioni interpellano le istituzioni nazionali e locali“. Il prete ispiratore  dell’Associazione Libera contro i soprusi delle mafie è apparso critico e netto nel suo pensiero: “Forse ci vogliono meno lapidi e più sostanza, ed una forte vicinanza dello Stato nel contrasto alla criminalità. Il consenso delle mafie può essere intaccato solo con serie politiche sociali, lavoro e diritti. E ricordiamoci che spesso le mafie non hanno dovuto nemmeno infiltrarsi,nel Nord Italia per esempio, le porte sono sempre state  spalancate come al sud“. Per don Ciotti, infine, le leggi che escono dal Parlamento non devono avere compromessi, poiché  ognuno di essi rappresenta  un regalo alle mafie. Di speranza, quasi a termine, sono state le parole di Nello Musumeci, il deputato all’Ars che presiede la Commissione antimafia della regione Sicilia: “Bisogna far recuperare la credibilità nella politica, quella fatta di alcuna collusione. Avere la dignità di andare avanti senza compromessi”.

 

 

 

 

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