Spettacoli

Il Sicilia Jazz Festival continua con successo con grandi nomi

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In scena in una prima nazionale Samuel e Orchestra Jazz Siciliana con arrangiamenti inediti e direzione del Maestro Domenico Riina feat. Roy Paci e Johnny Marsiglia Ai nastri di partenza di partenza anche il Jazz Village con I Conservatori siciliani ed i musicisti residenti

Palermo 13 settembre. Tra gli elementi qualificanti che rendono esclusivo il programma di questa prima edizione del Sicilia Jazz Festival vi sono certamente le produzioni originali di progetti musicali che riguardano l’Orchestra Jazz Siciliana e solisti di riconosciuto valore. Il primo di tali progetti è probabilmente anche il più insolito perché ne è protagonista il cantante torinese Samuel Romano, in arte semplicemente Samuel, artista che ha conquistato fama e popolarità con un rock alternativo che dialoga volentieri col pop, con l’elettronica, con la techno, con l’hip hop e con molte altre declinazioni della musica contemporanea. Il Sicilia Jazz Festival è frutto della collaborazione tra l’Assessorato Regionale del Turismo, dello Sport e dello Spettacolo, il Comune di Palermo, i Conservatori di Musica del territorio regionale e la Fondazione the Brass Group, avvenimento unico per un festival a livello nazionale, e si pone come ulteriore obiettivo la sinergia strutturale tra le istituzioni didattiche, i musicisti del territorio e le maestranze locali. L’organizzazione artistica e la produzione del Sicilia Jazz Festival è affidata alla Fondazione The Brass Groupente a partecipazione pubblica. Ed il Brass Group è stato ideato daIgnazio Garsia come gruppo di ottoni – da cui “The Brass Group” – ed è l’unico ente italiano di produzione di musica jazz e la sua Orchestra Jazz Sicilia – The Brass Group rappresenta per legge 1 febbraio 2006, n. 5, la prima e unica orchestra di jazz a partecipazione pubblica. In scena martedì 14 settembre alle ore 21.30 il concerto Samuel e Orchestra Jazz Siciliana diretta da Domenico Riina, feat. Roy Paci e Johnny Marsiglia. Samuel è co-fondatore e voce dei Subsonica, leggendaria band che 25 anni fa aveva dato uno scossone innovativo al panorama musicale nazionale proponendo un’insolita miscela di tradizione pop-rock italiana e nuove sonorità elettroniche con testi aggressivi, libertari e fortemente aderenti alla realtà del mondo circostante. Una band che dopo una storia lunga ormai un quarto di secolo mantiene freschezza e forza espressiva. Parallelamente all’impegno di frontman dei Subsonica (hanno da poco terminato una trionfale tournée), Samuel da alcuni anni ha intrapreso una fortunata carriera solista pubblicando un paio di album, “Il codice della bellezza” del 2017 e “Brigata bianca” del gennaio di quest’anno, che hanno avuto il plauso della critica e notevole riscontro di pubblico. Mettere dunque assieme una blasonata orchestra jazz ed un artista apparentemente così estraneo al linguaggio improvvisato poteva apparire una notevole incongruenza ma così non è, come spiega lo stesso Samuel: «Prima di dedicarmi alla musica che abitualmente faccio coi Subsonica o da solista ho studiato a lungo e con passione canto jazz. Per me è stato un decennio di fondamentale importanza per la mia formazione artistica sia perché ho appreso gli elementi fondamentali del jazz sia perché ho avuto modo di conoscere, studiare e innamorarmi di artisti meravigliosi a me prima sconosciuti. Di quel periodo ricordo bene che nella mia formazione vocale un ruolo importante lo hanno avuto Chet Baker e Al Jarreau, anche se i loro rispettivi stili sono certamente assai distanti dal mio. Certo le canzoni che eseguiremo con l’Orchestra Jazz Siciliana, tutte tratte dai miei due album solistici, sono nate con una veste sonora del tutto differente da quella di un contesto jazz ma il bello della musica sta proprio nello riscoprire armonicamente i miei brani quando cambia la loro forma. Una canzone, se ha carattere e spessore, mantiene intatta la propria bellezza quale che sia l’arrangiamento in cui viene eseguita. Inoltre, a spingermi a confrontarmi con un’orchestra di rango come la OJS e con una bacchetta prestigiosa come quella di Riina è stato un esperimento analogo compiuto alcuni anni fa con una marchin’ band di ottoni». Con Samuel e con la OJS sul palco ci saranno anche come ospiti speciali un paio di artisti siciliani: il trombettista Roy Paci ed il rapper Johnny Marsiglia. «Al di là dei rapporti di amicizia che ci legano – aggiunge Samuel – la loro presenza è ampiamente motivata dal fatto che entrambi hanno collaborato a “Brigata bianca”. Roy lo conosco da tempo e lo apprezzo non soltanto per il suono dei suoi strumenti, tromba e flicorno, ma anche per la genialità di certi suoi arrangiamenti; di Johnny mi affascina il calore ed il colore fortemente siciliano del suo canto rap. In realtà, se fosse stato possibile avrei voluto altri amici siciliani con me, ad esempio Colapesce con cui abbiamo scritto e interpretato “Cocoricò” nel mio ultimo album. Per certi versi, io mi sento molto siculo sia perché ho scoperto che alcuni rami della mia famiglia provengono da Palermo e da Marsala sia perché per molti anni ho praticamente vissuto nella vostra città ove ho intrecciato amicizie bellissime che durano tuttora sia, infine, perché da un paio d’anni organizzo un festival estivo alle Eolie che ha la particolarità di svolgersi su barconi che girano per l’arcipelago».

Giunto alla sua seconda giornata, il Sicilia Jazz Festival entra nel vivo e oltre ai concerti al Teatro di Verdura attiva la programmazione nell’area del jazz village che si estende tra il Real Teatro Santa Cecilia ed i complessi monumentali di Santa Maria dell’Assunta e di Santa Maria dello Spasimo. Il cartellone è un compendio abbastanza esaustivo del miglior jazz siciliano e riguarda un po’ tutte le generazioni che si sono succedute nel tempo. A queste eccellenze si aggiungono anche il contributo fondamentale dei conservatori e istituti musicali della Sicilia (Scarlatti di Palermo, Corelli di Messina, Scontrino di Trapani, Bellini di Catania e Toscanini di Ribera), ciascuno dei quali presente con interessanti progetti affidati a formazioni costituite da prestigiosi docenti e dai giovani talenti che fanno parte dei propri vivai. Segue programma dettagliato del Real Tatro Santa Cecilia, del Complesso Monumentale Santa Maria dello Spasimo ed il Complesso Monumnetale  Sant’Anna (dalle ore 18 in poi, abbonamento giornaliero 5 euro, settimanale 10 euro, validi per tutti i concerti dei tre siti).  Così il coinvolgimento di importanti siti storici quale attrattiva turistica della città di Palermo, come il Teatro di Verdura, il Complesso Monumentale di S. Anna,il Complesso Monumentale Santa Maria dello Spasimo ed il Real Teatro anta Cecilia e non basta. Verranno così coinvolte le Marching Brass Street Band e la Zebra Marching Band che gireranno lunghe le vie del centro storico per far respirare aria di musica e note in jazz come segno tangibile di vita e di movimento, proprio subito dopo il periodo del lockdown, un periodo di dura prova per tutti gli artisti ed il mondo dello spettacolo. All’interno del Festival, sarà organizzato anche un Jazz Village che si realizzerà in Piazza Sant’Anna, Piazza Croce dei Vespri e Piazza Teatro Santa Cecilia. “Ci sono tutti i presupposti perché Palermo diventi la capitale del jazz nel Sud Europa. Abbiamo pensato e voluto il Sicilia Jazz Festival come appuntamento catalizzatore non solo degli appassionati di questo genere musicale – che sono moltissimi – ma come vero e proprio evento culturale itinerante. I siti storici della capitale siciliana diventeranno palcoscenico naturale per la rassegna che, grazie ai nomi di prestigio internazionale in cartellone, sarà uno dei più importanti appuntamenti del nostro “bellissimo settembre” – annuncia il presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci. Per l’assessore regionale al Turismo Sport e Spettacolo, Manlio Messina: “Il Sicilia Jazz Festival è il primo grande avvenimento di musica dopo ben 50 anni quando si visse quel meraviglioso evento di Palermo Pop, il festival che nei primi anni ‘70 fece approdare il grande jazz in Sicilia o quando uno dei più leggendari giganti del jazz, Miles Davis, si esibì allo Stadio della Favorita durante uno dei festival europei più spettacolari, il Fusion Time del 1986. Ritorna finalmente il grande appuntamento in musica voluto fortemente dall’attuale amministrazione regionale, e l’assessorato che ne rappresento ne promuove l’iniziativa con l’intento, ne sono certo, di farne un festival a cadenza annuale quale volano ed attrattiva di grande significato culturale per il turismo della nostra Isola e per una fattiva ripresa economica dopo il lockdown causato dalla pandemia”. Il sindaco di Palermo Leoluca Orlando dichiara: ”Il Sicilia Jazz Festival è una rassegna a livello internazionale che conferma protagonista un genere musicale simbolo di arricchimento e contaminazione positiva fra culture e sensibilità diverse. Palermo, ormai da anni, anche attraverso il jazz, grazie all’eccellenza internazionalmente riconosciuta del Brass Group che opera nelle prestigiose sedi del Teatro Santa Cecilia e dello Spasimo, promuove anche così il cambiamento culturale che contraddistingue la città riconosciuta ormai come una delle capitali mondiali del jazz.”

I Conservatori siciliani fiore all’occhiello del Sicilia Jazz Festival.

Spazio ai giovani talenti e ai musicisti residenti

Una peculiarità del Sicilia Jazz Festival è quella di dare ampiospazio ai giovani, ai talenti, agli studenti che studiano con dedizione e professionalità la musica jazz esibendosi nelle orchestre o con i propri ensembles.Così il Sicilia Jazz Festival ha coinvolto i Conservatori del territorio siciliano che si esibiranno in diverse esibizioni con protagonisti i propri allievi accompagnati dai Maestri dei propri Dipartimenti Jazz. Una vera vetrina in musica per il Conservatorio “Alessandro Scarlatti” di Palermo, “Arcangelo Corelli” di Messina, “Antonio Scontrino” di Trapani, e gli istituti superiori di studi di musica “Vincenzo Bellini” di Catania e “Arturo Toscanini” di Ribera. Un valore aggiunto per il festival, aver presenti tutti i conservatori e tutti i giovani della Sicilia che metteranno in scena tante produzioni compreso le formazioni cameristiche di jazz. Nell’arco di una intera settimana, l’area del Jazz Village verrà animata da note in jazz, già a partire dalle ore 18.00 sino a tarda sera. Il Village coinvolge una vasta area del centro storico di Palermo che circonda il Complesso Monumentale di Santa Maria dello Spasimo, sede della Orchestra Jazz Siciliana – The Brass Group, il Real Teatro Santa Cecilia, unico teatro pubblico storico che esiste al mondo destinato al Jazz ed il Complesso Monumentale Sant’Anna. Altra novità assoluta per un festival: per la prima volta ai concerti del 16 e 19 Settembre verranno interamente eseguite le tesi finali con cui i due studenti, Mauro Patti ( Batteria e percussioni Jazz)  e Alfonso Pace ( Pianoforte jazz), hanno  conseguito, con il massimo dei voti e la lode ( 110 e lode),  la laurea al Corso Accademico di Primo Livello nell’A.A. 2020/21, in modalità anti-covid e quindi in assenza di pubblico in sala. Poiché a causa della pandemia da COVID -19,  a decorrere dal mese di Marzo 2020, tanti studenti hanno dovuto affrontare una prova così importante come l’esame di laurea senza la presenza del pubblico e il sostegno e la gratificazione dei loro stessi familiari in sala, durante il Festival verrà organizzata, alla fine del concerto, una proclamazione pubblica dei due studenti laureandi, a cura dell’Istituto superiore di Studi Musicali “Arturo Toscanini” di Ribera , da dedicare simbolicamente a tutti gli studenti dei Conservatori Italiani e al settore dell’Alta Formazione Artistica Musicale che sono stati molto penalizzati dalle inevitabili restrizioni attuate a causa della pandemia mondiale  e con l’auspicio per tutti di una ripresa sempre maggiore delle attività didattiche e artistiche in presenza. Per cui una particolare attenzione viene data ai giovani che studiano musica con un appoggio morale e concreto per il futuro. Grazie al Sicilia Jazz Festival, saranno tutti gli iscritti ai conservatori che avranno una importante occasione nel godere annualmente di un palcoscenico, una vetrina internazionale dove esibirsi ed esprimersi in musica. Questo perché il Sicilia Jazz Festival crede nei giovani, crede nel loro talento permettendo di esprimersi musicalmente accanto ai grandi nomi di artisti internazionali. Quello del festival vuole essere anche un servizio per la collettività, per la comunità, una dimensione di aggregazione, di espressione e di libertà in musica, un momento importante di espressione artistica e musicale per gli studenti. Un servizio utile anche alla gente in generale per ascoltare le musiche ed i linguaggi del nostro tempo. Ciò in cui da sempre, da quasi cinquant’anni, la Fondazione The Brass Group trova l’espressione maggiore. Altro momento particolare, il Sicilia Jazz Festival lo dedica ad una figura importate della musica siciliana. Verrà realizzato un concerto in memoria di Lelio Giannetto, un omaggio ad un grande artista che ha speso una intera esistenza alla musica. In collaborazione con Curva Minore, sarà messo in scena il concerto Instant Composers pool con la Sicilian Improvisers Orchestra. Inoltre, il Sicilia Jazz Festival crede molto anche alle figure artistiche ed ai musicisti residenti, tant’è che sarà dedicato ampio spazio agli artisti del territorio siciliano.

Com. Stam. Rosanna Minafò

Info programma completo www.siciliajazzfestival@live.it, info biglietteria www.bluetickets.it.

Programma “Jazz Village” 14 settembre 2021

Teatro Santa Cecilia

Toscanini Jazz Quintet

a cura dell’Istituto superiore di Studi “Arturo Toscanini” di Ribera

I brani del repertorio del Toscanini Jazz Quintet, la cui scelta e gli arrangiamenti sono stati il frutto di sperimentazioni all’interno delle lezioni guidate dal maestro Fulvio Buccafusco, seguono un filo conduttore stilistico con sonorità che si avvicinano all’even eights e ad un linguaggio jazz più contemporaneo.

Maria Concetta Maggio – voice

Marco Caterina – sax

Marco Cervello – piano

Rosario Montalbano – bass

Giuseppe Oliveri – drums

The Melody Book

L’elemento melodico viene trattato con particolare delicatezza e rivisto attraverso il filtro delle esperienze di Gebbia nel campo della musica improvvisata e radicale e dell’approccio minimalista di Spitaleri influenzato dai pianisti scandinavi. Pur mantenendosi acustico, il duo riecheggia nella sua purezza ed essenzialità e si estende sino a sonorità ambient e simil-elettroniche che affiorano dal particolare trattamento di un mèlos portato fino alle sue estreme conseguenze.

Gianni Gebbia – sax

Diego Spitaleri – piano

Umberto Porcaro Trio

Nel Blues si parla spesso di incroci e anche in questo caso sono le strade di questi tre artisti che si sono incrociate per realizzare un progetto nuovo e per certi versi inedito nel panorama del blues moderno. Per una volta mescolare non è sinonimo di assemblare a caso ma anzi è un saper dosare con gusto blues, ballads, gospel-soul e anche un paio di strumentali di impronta jazz, con un risultato sorprendente.

Umberto Porcaro – guitar & voice

Davide Femminino – bass

Emanuele Rinella – drums

Chiesa dello Spasimo

Jazz Quartet – The Music of Kenny Garrett

a cura del Conservatorio Alessandro Scarlatti di Palermo

Un progetto nato dall’interesse e dalla curiosità di esplorare uno dei principali alto-sassofonisti più imitati al mondo grazie al suo timbro (uno dei più riconoscibili) e alle sue straordinarie doti musicali. Il repertorio, eseguito per la prima volta in occasione della laurea in sassofono jazz del band leader Marco Fiscella, è composto da arrangiamenti originali di brani di Kenny Garrett.

Marco Fiscella – sax

Vincenzo Piccione Pipitone – piano

Damiano Vitrano – bass

Benedetto Ribaudo – drums

Dualism

a cura del Conservatorio Alessandro Scarlatti di Palermo

Un duo che, in un’estetica prettamente Modern Jazz, sviluppa elementi di ricerca e sperimentazione desunti dal Progressive, dall’Elettronica e da alcune pratiche ritmiche proprie della World Music e della Latin. In una formazione aperta e notevolmente votata all’interplay, tali sperimentazioni trovano di volta in volta soluzioni molto originali e fortemente caratterizzate dai trascorsi artistici dei due componenti.

Roberto Macrì – piano

Federico Gucciardo – drums

Kimigrama

a cura del Conservatorio Alessandro Scarlatti di Palermo

Kimigrama è una collaborazione tra sette musicisti del Conservatorio Alessandro Scarlatti di Palermo. Il loro sound è ricco di molteplici influenze tra jazz, hip-hop, elettronica e soul. Il settetto non si identifica nei confini di un genere musicale ben preciso, il loro obiettivo è quello di trasmettere pura energia.

Noemi Palumbo – voice

Letizia Guastella – sax

Salvo Cheerio – trumpet

Federico Termini – keyboards

Roberto Campo – guitar

Gabriele Indelicato – bass

Giulio Scavuzzo – drums

 Chiostro di Sant’Anna

Corelli Jazz Band – Orchestra Stabile del Conservatorio “A. Corelli” di Messina

a cura del Conservatorio A. Corelli di Messina

Dal 2017 la Corelli Jazz Band è diretta da Giovanni Mazzarino, che ne è anche l’arrangiatore, e nel composito repertorio della band si trovano composizioni di musica afroamericana, riletture di capolavori della storia jazzistica, brani che spaziano dagli anni ’50 alla contemporaneità, guardando senza preclusioni l’intero spettro dell’universo musicale.

Giovanni Mazzarino – composer, director

Rosalba Bentivoglio – special guest

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