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Il sistema Saguto ed il (possibile) arrembaggio dei sequestri…conseguenze?

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Non fa mistero che non mi sia sottratto a dare il mio punto di vista (sulla Legge e la sua applicazione) in tempi cdd “di pace”.
Così è stato nel marzo 2014, ad alcuni congressi sul punto, e nelle ormai celebri puntate delle Iene nel 2015.
Sino ad oggi ho mantenuto il mio più stretto riserbo su quanto sta adesso accadendo, per buon senso, prudenza o – se vogliamo – per dovere.
Ma la proporzione delle notizie oggi di pubblico dominio impone una riflessione che altrimenti trasformerebbe il buon senso e la prudenza di cui sopra in semplice “codardia”.
Ed un avvocato che imperituramente continua a credere nella Giustizia, nel Giusto e nella verità, nel diritto del Popolo ad essere difeso, ciò non può permetterselo, se non altro per il proprio bene, perché si esporrebbe ad un ulcera da fare ridere una comitiva di helicobacter.
È dura affermarlo, ma ormai, alla luce di quanto si legge in questi giorni dalle intercettazioni telefoniche ed ambientali (oltre ad una spontanea sensazione di nausea) la cennata riflessione e’ inevitabile, questa insaziabile bramosia di denaro non può non far credere con seria convinzione che alcuni “recenti” sequestri di prevenzione in cui il proponente NON È LA PROCURA siano stati dettati da ragioni diverse dal diritto e la norma di Legge.
Il sospetto che dietro il simulacro di una “apparente” attività volta al rispetto di precetti e canoni normativi possa esserci la metafora della trivella alla ricerca di una nuova vena d’oro non può non venire.
Dio non voglia che in altre circostanze questi sequestri non ci sarebbero stati, l’offesa al diritto, all’uomo ed al buon senso sarebbe irreparabile…auri sacra fames diceva Virgilio.
Leggo in questi giorni (Giornale di Sicilia del 22/10/15 a firma di Riccardo Arena) che durante una conversazione del 26 luglio u.s. con l’avv. Pierfrancesco Cascio il Prof Provenzano avrebbe affermato” «Mi hanno assegnato la direzione strategica di questo miliardo e 600 milioni, lì di Corleone. Ora si è creato uno spazio per altri due-tre coadiutori giudiziari. C’è un budget significativo, di 1500 euro ciascuno al mese…».
Il riferimento è – naturalmente – al sequestro di cui hanno parlato tutti i TG prima delle vacanze estive (il sequestro Virga, di cui la Dssa Saguto era relatrice)
Già l’assegnazione “di fatto” della “direzione strategica” è agghiacciante in sé.
Non tanto la direzione ma la “strategia” deve preoccupare, che è lecito credere (da ciò che si legge dalle intercettazioni) non sia esattamente quella di “gestione tesa – se possibile – ad implementare il profitto” .
I nomi sono e dovevano essere “nuovi”, segnale di un atteggiamento non “arroccato” sempre sui soliti noti.
La brama di incarichi endofamiliari, la disperazione per i conti in rosso, un estratto conto della carta di credito da 18 mila euro al mese (repubblica 22/10/15) non sono segnali rassicuranti sulla serenità con cui sono stati valutati i sequestri degli ultimi mesi.
Live Sicilia (articolo del 21/10/15 a firma Riccardo Lo Verso) pubblica alcuni stralci di intercettazioni che – sul punto – appaiono davvero inquietanti.
“Tu hai preso i soldi dalla borsa?”, chiede il padre al Magistrato che replica: “Io ho preso solo quando c’erano i pezzi da cento, non so quanti erano precisamente, una parte l’ho levata”. Il padre – “C’erano due, tre mazzettine di quelle” – sembra non trovare il denaro. Mezz’ora dopo, il 20 agosto scorso, richiama la propria figlia: “Tutto a posto… ci sono tre roselline
Niente di “delittuoso” certamente ci saranno prelievi bancomat di pari importo nei giorni precedenti che giustificano queste risorse
Il 2 settembre le cimici piazzate dentro il Palazzo di Giustizia (sigh!) captano un dialogo tra la Dssa Saguto e l’avv. Cappellano Seminara (sempre Live Sicilia, articolo del 21/10/15 a firma Riccardo Lo Verso).
Il Presidente conversa di architettura, parla di “rifare la casa di nuovo… non se ne parla… incomprensibile… tu sei, colpa tua…”. “Perché?”, le chiede l’avv Seminara “Tu hai dato disposizioni di niente… a Lorenzo non è arrivato nulla”. “Ma che stai dicendo?… la scorsa settimana prima di partire, no però hai ragione lo sai perché? Perché loro hanno fatto i pagamenti… oggi che cos’è… quindi ieri, perché per un problema di provvista o lo passavano lunedì o lo passavano ieri…”. “Ma tutti glieli hai dati?”. Ed ancora : “Certo tutti, tutto quello che c’è”.
In riferimento ai provvedimenti più recenti : “Deve pagare le tasse tanto per cambiare non è che io sono migliorata perché Lorenzo non lavora più da te, anzi peggio, non può essere meglio”.
Sempre Live Sicilia da conto che “Lo stesso giorno di settembre da un’altra parte e con altri interlocutori si parla ancora di soldi. Protagonista è Carmelo Provenzano, professore a Enna, nel giro delle amministrazione giudiziarie, pure lui indagato. Le microspie captano Provenzano mentre chiede a Roberto Nicola Santangelo, altro amministratore: “Mi devi fare una cortesia, se ce la fai puoi prelevare 2000 euro, anche col bancomat, anche di meno… che poi ti spiego… dobbiamo fare partire un po’ il circuito”. Di quale circuito parlava? La Procura di Caltanissetta è al lavoro. “
Orbene tutte queste circostanze tracciano – indubbiamente (ed al di là ed a prescindere dal disvalore penale dei fatti a queste sottesi) – uno scenario inquietante.
E’ – v’è da chiedersi ADESSO prima che sia troppo tardi -uno scenario sufficiente a minare la serenità di Chi ha disposto il sequestro di interi patrimoni ? Si tratta di elementi (indipendentemente dall’epilogo che avranno le indagini in corso) bastevoli a dubitare della serenità di Chi, animato solo dalla voglia di Giustizia, dall’applicazione integerrima e puntuale di un disposto normativo, utilizzando strumenti (giustamente) assai penetranti e senza possibilità di riesame immediato, ha disposto il sequestro di milioni di euro e nominato fiduciariamente gli amministratori di fatto e di diritto di questi patrimoni?
La portata di quanto sta oggi divenendo di pubblico dominio non consente più di (prudentemente) appoggiarci al celebre brocardo per cui “vedremo cosa verrà fuori dalle indagini e valuteremo”
Non lo consente alla Classe Forense, alla Magistratura, agli Organi di Informazione, alla società civile, al semplice cittadino.
Perché quello che è venuto fuori è già (almeno eticamente) gravissimo.
Intollerabile, ma soprattutto pericoloso.
Perché nella storia i moventi che hanno spinto l’uomo a compiere gesti talvolta terribili sono sempre gli stessi, l’amore, il rancore, il potere, ma anche il denaro e la necessità.
Prima di chiudere sia consentito ripercorrere alcuni passaggi del cdd “Codice Antimafia”
Chi ha il potere di proporre il sequestro ?
I Titolari Del Potere Di Proposta (art. 5, 17 d.lgs. n. 159/11) sono : 1 Il Procuratore Nazionale Antimafia (solo personali), che ha anche il potere di applicazione di magistrati alle DDA per seguire singoli procedimenti patrimoniali – art. 105) 2) Il Procuratore della Repubblica ove ha sede il distretto di Corte di Appello ove la persona dimora (Per i pericolosi “semplici” il procuratore del circondario) 3) Il Questore 4) Il Direttore della Direzione Investigativa Antimafia
Appare di tutta evidenza come la Procura della Repubblica ha e dispone di un circuito informativo completo di dati.
Informazioni convergenti rispetto ad indagini, storie personali e patrimoniali derivanti dalle informative di tutte la FFOO.
Quanto sequestri NON SONO STATI proposti dalla Procura della Repubblica durante gli ultimi caldissimi mesi?
Da Chi sono stati proposti?
Tra gli altri, anche da Amministratori Giudiziari?
La norma prevede ampi poteri – anzi – decisivi poteri in capo al Tribunale in materia di sequestri.
Il Tribunale – infatti – ordina,anche d’ufficio, il sequestro dei beni dei quali il proposto risulta poter disporre, direttamente o indirettamente, quando il loro valore risulta sproporzionato al reddito dichiarato o all’attivita’ economica svolta ovvero quando, sulla base di sufficienti indizi, si ha motivo di ritenere che gli stessi siano il frutto di attivita’ illecite o ne costituiscano il reimpiego.
Orbene, continua la Legge “Se ricorrono i presupposti, il tribunale dispone il sequestro dei beni di cui si chiede la confisca e fissa un’udienza in cui il procedimento viene trattato nel contraddittorio tra le parti. Il tribunale fonda la sua decisione su uno standard probatorio diverso da quello penale, potendo fondare la propria decisione su indizi concreti e concordanti, nonché su presunzioni, come la evidente sproporzione tra le entrate lecite del nucleo familiare del proposto ed il valore effettivo dei beni dallo stesso direttamente o indirettamente controllati. Possono essere usati dalle parti come fonti probatorie: documenti, perizie, collaboratori di giustizia, intercettazioni ecc. Possono essere utilizzate anche dichiarazioni rese in altri procedimenti o dichiarazioni scritte.”
Secondo l’art 24 : Il decreto di confisca può essere emanato entro un anno e sei mesi dalla data di immissione in possesso dei beni da parte dell’amministratore giudiziario. Nel caso di indagini complesse o compendi patrimoniali rilevanti, tale termine può essere prorogato con decreto motivato del tribunale per periodi di sei mesi e per non più di due volte.
Ai fini del computo dei termini suddetti e di quello previsto dall’articolo 22, comma 1, si tiene conto delle cause di sospensione dei termini di durata della custodia cautelare, previste dal codice di procedura penale, in quanto compatibili.
Il termine resta sospeso per il tempo necessario per l’espletamento di accertamenti peritali sui beni dei quali la persona nei cui confronti è iniziato il procedimento risulta poter disporre, direttamente o indirettamente
Secondo quanto detto – se raccordato alle riflessioni fondate sulle intercettazioni pubblicate dagli organi di informazione sopra citati – il legittimo dubbio oggi si annida su due comparti diversi :
1) da un lato i sequestri (che avrebbero implicato Amministrazioni Giudiziarie ed incarichi, se recenti, ancora per lungo tempo)
2) Dall’altro la proroga dei procedimenti pendenti per le ragioni di cui sopra si è detto (la proroga implica ovviamente la prosecuzione delle Amministrazioni e degli incarichi)
Oggi, quel che sta emergendo, un dubbio però lo stimola (e valga precisare che di dubbio si tratta giammai di certezza che potrà venir fuori solo alla fine di un equo, paritetico e sereno giudizio penale, se vi sarà).
E se………………..……?
E se così fosse però l’offesa al diritto ed ai cittadini tutti sarebbe grandissima ed il tempo ne farà soltanto da amplificatore di proporzioni e risonanza.
Lo stesso discorso vale per le nomine degli Amministratori dei recenti patrimoni in sequestro qualora si abbia il dubbio che nonostante la nomina formale gli Stessi potessero riconoscere a “strateghi” informali Direzioni logistico-operative così piegandosi a logiche poco giuridiche, economiche ed aziendali.
E’ bastevole questo dubbio per rimuoverli immediatamente?
Tali elementi sono da ritenere sufficienti a nutrire dubbi in ordine alla prossima serenità di gestione?
Questi quesiti non possono restare a lungo senza risposta.
Perché in un momento di così grande sfiducia in una delle Istituzioni più importanti e delicate del Sistema Statale, occorrono risposte.
Ma le stesse potranno restituire fiducia al cittadino solo se saranno, concrete ma soprattutto rapide ed efficienti.
Così lo Stato potrà riparare presto e bene la falla che sembra essersi aperta nel sistema e restituire al Popolo (nel cui nome la Giustizia è – appunto – Amministrata) fiducia in un sistema di regole da rispettare TUTTI chi le vive e Chi le applica.

Andrea Dell’Aira


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