Musica

Intervista a Daniele Pistone

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Fuori da  mercoledì 30 giugno il nuovo singolo di Daniele Pistone dal titolo Il suono di questa città. Il cantautore, originario di Saronno ma globetrotter nell’animo, torna con un pezzo dalle sonorità frizzanti e dal ritmo serrato che ci racconta l’epoca della pandemia vissuta da un musicista. Daniele Pistone parla così del suo pezzo: “La città è Lisbona. 

Il suono è la musica che non ha mai smesso di percorrerla. Il tempo è quello della pandemia. Centinaia di musicisti stipati nelle loro case, ognuno suonando la propria musica in attesa del grande ritorno per le strade della ridiscente città. Così nasce la storia di Frankie, chiuso nella sua stanza. In bilico tra sogno e realtà, riesce a sentire l’eco di questa musica cadere dalle nuvole e rimbalzare tra le strade, le mura, i palazzi, e senza esitare afferra la sua tromba e inizia a suonare, in una notte che come un sogno vorrebbe non finisse mai”

Ciao Daniele e grazie per essere qui con noi oggi. Hai voglia di raccontarci chi sei quando non vesti i panni del cantautore? Come passi le tue giornate, cosa ti piace fare nel tempo libero?

A dire il vero non mi sento così cantautore da distinguere le due parti. Negli ultimi sette anni la mia vita è girata solo ed esclusivamente attorno alla musica. Fare quello che faccio è la mia rutine. Nel tempo libero, suono, e quando sono occupato, probabilmente sto suonando.

Quanto c’è di personale nel tuo singolo “Il suono di questa città”? In che modo questo pezzo ti rappresenta?

C’è tutto di personale. Anche le cose che ho rubato e inserito nel brano, le reputo personali. Fa tutto parte di un processo di vita, di cose vissute e assimilate, consciamente o non, di cose che si vorrebbero fare, ma c’è sempre un “ma” di mezzo, di cose che sono state fatte, ma sarebbe stato meglio non fare. Non che la canzone parli propriamente di questo, ma se lo carica addosso come tutte le cose che scrivo. Penso sia una regola, che vale per qualsiasi artista.

Come è stato il lavoro in fase di produzione?

È stato un duro lavoro. Ho riregistrato lo stesso brano almeno 4 volte. La prima volta ho cercato di farlo con altri musicisti. Mi piaceva l’idea di aver un sound “live”. Ma il risultato non rispecchiava le mie aspettative, o comunque in testa avevo altro. Cosi ho pensato di fare tutto da solo. Il processo è stato lungo e sofferto, tanto che al terzo tentativo ho mollato il colpo. Ho dovuto aspettare quasi un anno prima di rimettermici. Le parti che avevo in testa funzionavano tutte, ma rendere il pezzo fluente e facile all’ascolto mi ha fatto penare. Comunque credo di esserci riuscito abbastanza bene… no?

Hai voglia di raccontarci un aneddoto interessante sui tuoi viaggi in giro per l’Europa?

Posso raccontarvi l’inizio. Dopo quasi 9 anni di fabbrica mollo tutto e decido di farmi un giro. Non sapendo dove andare scelgo come prima tappa Barcellona. Mio fratello ci aveva vissuto per un anno una decina di anni prima. Questo mi faceva sentire vagamente tranquillo, contando che, ormai abituato ad uno stipendio fisso con monolocale annesso e la mamma che vive a pochi Km mi sentivo un po impaurito dal viaggiare solo. Insomma, salgo in macchina alle 23, entro in autostrada e inizio a piangere come un bimbo. Mi ricompongo. Arrivato in Francia, panico. Un casello ogni 15 min. Ci stavo lasciando la liquidazione. Esco dall’autostrada, panico 2.0. Non avevo il Gps. Peripezie e bestemmie, mi lascio la stronzissima Francia alle spalle. Ormai vicino alla prima metà continuo perseverante. Giungo a Barcellona senza aver dormito un minuto. Un motorino si affianca, il ragazzo bussa e dice: “fermati, hai bucato”. Due giorni prima un amico mi avvisò di fare attenzione. È una tecnica per rubare la gente. Mix di panico isteria e pentimento, ma col c***o che mi fermo.  Affero il coltello da campeggio e faccio credere al ladro in borghese che l’avrei aperto in due. Dopo qualche centinaio di metri molla il colpo. Dopo un altro centinaio, mi fermo. Non avevo mai cambiato uno pneumatico prima. Un paio d’ore a sudare duramente. Concludo l’operazione con il grasso dell’auto pure sulle gengive. Si avvicina un anziano colmo di pena per lo spettacolo e mi offre un fazzolettino per pulirmi le mani.

Possiamo sperare in un futuro EP?

Credo che non possiamo sperare in un futuro, quindi tanto meno in un EP mio. Se lo farò, farò un album. Ma ho come la sensazione che l’album appartenga già ad un altra generazione.

Com. Stam.

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