Musica

intervista a “INANNA”

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CHANGE” è un energico inno ambientalista in cui INANNA canta e parla facendosi portavoce dei giovani difensori del pianeta. Lo stile dark-pop con influenze Medio-Orientali rende il pezzo unico, poderoso e misterioso. “Change” non è solo una canzone, ma una vera e propria protesta contro l’inazione.

Con Inanna la musica diventa simbolo, e un simbolo è un’immagine che fa qualcosa, una rappresentazione che agisce. “Change” è stata scritta e composta da Inanna, prodotta e mixata da Joshua F.Williams e masterizzata da Scott E.Olivier.

Ciao Annalisa (Inanna) e grazie per essere qui con noi. Ci racconti cosa ha fatto scoccare la scintilla tra te e la musica?

Grazie a voi dell’intervista! La musica è sempre stata presente in famiglia (mia madre cantava e suonava la chitarra, mia nonna suonava il violino, mio nonno era appassionatissimo di musica classica), perciò non ricordo di essermi innamorata della musica in un determinato momento “scintilla”; è stato più che altro un lungo processo di sperimentazione ed individuazione del “cosa” e sul “come” volevo esprimermi. Ho composto le prime canzoni originali all’età di circa 6 o 7 anni, da piccola cantavo costantemente. Con i miei nonni mi divertivo ad inventare canzoni sul momento e registrare spettacoli dove cantavo, ballavo e recitavo. Da adolescente ho cantato in varie band locali, tra cui una punk band di tre ragazze. Dopo aver cantato in vari gruppi sia in Italia che in Spagna (dove ho vissuto per più di 10 anni), ho avviato la mia carriera da solista intorno al 2012. Ma il culmine dell creatività e dell’indipendenza come cantante e compositrice è arrivato circa 2-3 anni fa, quando ho cominciato a produrre i miei pezzi da sola. Ciò mi ha portato ad avere una grande libertà espressiva. E mi ha permesso di trovare un solido “perché” dietro le mie creazioni: perché e per chi canto? Cosa voglio che la mia musica trasmetta? Dopo molti anni ed esperienze, sento che finalmente i miei pezzi mi rappresentano davvero. La scintilla è scoccata nel 2019, a Los Angeles, con la nascita di Inanna.

Change” è un brano che ti rappresenta personalmente?

Moltissimo. Forse il pezzo che finora mi rappresenta di più tra tutti i singoli lanciati. Da un po’ volevo scrivere qualcosa che osasse di più, un brano senza scuse, e che presentasse Inanna nella sua totalità: l’oscurità derivata da chi é spettatore di ciò che sta succedendo, la forze della reazione, la speranza e tutti i dettagli estetici e sonori che caratterizzano questo progetto, “ingredient” mediorientali inclusi.

“Change” parla dell’imminente necessità di cambiamento, di rabbia, ma anche di presa di coscienza e capacità di attuare e modificare assieme ciò che non va. Il pezzo presta voce alla gioventù che difende il pianeta Terra e lotta per un futuro sostenibile. È un pezzo poderoso e coinvolgente, una canzone-protesta contro l’inazione, ma allo stesso tempo un incitamento al cambiamento. Ho voluto fare della mia musica una forma di attivismo, e sento che Change fino ad ora ne è “l’attivista” principale.

Com’è nata l’idea del video? 

Il video musicale di “Change” è stato una vera sfida ed un’avventura. Interamente autoprodotto e frutto di fantastiche collaborazioni, è stato ideato e creato dall’italiano Alex Bordoni (residente a Los Angeles come me). Ho lavorato con Alex anche per altri 3 video precedenti, ed ogni volta mi soprende la sua capacità e talento nell’interpretare al meglio la mia visione, con una narrativa e effetti visuali sempre impeccabili. Volevo che il video rappresentasse allegoricamente il messaggio ecologista, ma che fosse anche un modo di presentare l’estetica ed lo stile di Inanna per chi non l’avesso incontrato prima: l’immagine mitologica “antica” della “dea” viene inserita in un contesto distopico futurista, dove un ragazzino (a rappresentare l’umanità) riceve conoscenza dalla “dea” sul come restaurare equilibrio sul pianeta e aiutarlo a rigenerarsi.

Alex mi ha presentato la proposta di una location desertica nei dintorni di LA, ed assieme abbiamo deciso di “trasportare”la figura di Inanna (in questo caso un’aliena) ad un futuro non lontano.

Le riprese sono state una vera avventura, poiché nel giorno in cui avevamo stabilito girare siamo stati sorpresi da una grande tempesta di sabbia che non ci ha permesso di continuare. Abbiamo dovuto ricominciare daccapo la settimana successiva. È stato un onore lavorare di nuovo con Alex e per la prima volta con il team di Yhellow, liderato da Lorenzo Diego Carrera (anche lui italiano) per gli effetti speciali (l’astronave-piramide è meravigliosa e sognavo di uscire da una struttura del genere dai tempi del film Stargate).

Musicalmente cosa ti piace dell’Italia e cosa dell’America? 

Manco dall’Italia dal 2006 (mi sono traferita a Barcellona subito dopo l’università e a Los Angeles 3 anni fa), quindi non riuscirei a fare un paragone. Ciò che adoro dell’atmosfera angelina è lo spirito di avventura, di incoraggiamento, la positività e l’appoggio che ci si dà tra artisti. Non pensavo fosse così, ma da quando sono arrivata mi sono sentita molto benvenuta, appoggiata, stimolata e sempre molto incoraggiata da amici e colleghi. Chiaramente non posso generalizzare, ma ho l’impressione che molta gente si trasferisce a Los Angeles per diventare la migliore versione di se stesso: ciò mi dà energia e mi fa sentire in costante crescita e ricerca. Dell’Italia per ora mi mancano la serietà e grande talento dei professionisti di alto livello (anche qui ce ne sono tantissimi, ma proprio perché ce ne sono tanti, è più difficile capire subito quali sono i professionisti seri con cui vuoi lavorare). Non a caso per i miei video mi sono affidata ad un team molto italiano 

Hai mai pensato di prendere parte a qualche talent?

A dire la verità non ci ho mai pensato. Non vedrei questo progetto e stile in quel contesto ed in quel tipo di piattaforma. Il mio scopo è entrare in contatto con persone che la vedono come me e che vogliono allearsi, attraverso l’arte e la musica, per il bene del pianeta Terra.

I miei brani sono un mezzo per promuovere cambiamento e per elaborare le emozioni connesse allo stato attuale e al futuro del pianeta. Vorrei sempre andare al di là della performance o del far vedere come canto o mi muovo, il mio obiettivo è trasmettere un senso di meraviglia verso la natura ed una presa di responsabilità verso il futuro della stessa.

Possiamo sperare in un futuro disco?

Certo! Ho molto da dire su queste tematiche. Sto pianificando lanciare una collezione dei miei singoli rimasterizzati più uno o due inediti in Autunno. La collezione si chiamerà “Acrotopia”. Dopodiché, per il prossimo anno, sicuramente lancerò un nuovo album. Fin ad ora ho preferito lanciare solamente singoli, uno ogni due o tre mesi circa, in modo da far conoscere al pubblico il mio stile e messaggio ed avere uno scambio immediato con i primi fans su ogni singola canzone. Ciò è servito molto per definire e rifinire il progetto, ma ora sono pronta per produzioni più intense.

Com. Stam.

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