Musica

Intervista al duo “Naima”

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Fuori da mercoledì 31 marzo l’EP di debutto di naima. duo lombardo formato da Lorenzo Rocca e Nader Ismail.

La musica che prende vita all’interno del disco omonimo, pur avendo forti radici nel cantautorato italiano, si dirama abbracciando influenze diversissime, dal jazz all’indie, passando per l’elettronica, la dance e il pop.

Benvenuti e grazie per essere qui con noi. Come nasce il vostro duo?

Ciao a tutti e grazie dell’opportunità che ci offrite con questa intervista. Il nostro duo nasce dalle ceneri di un progetto precedente, Name Your Daughter che aveva avuto origine tra i banchi universitari dove io e Nader ci siamo conosciuti. Con i NYD scrivevamo canzoni in inglese e la nostra attitudine era un po’ più sperimentale e chiusa nei confronti del pubblico, in stile “chi ci ama ci segua”. Ovviamente erano in pochi ad amarci e infatti il gruppo ebbe vita breve. I Naima si sono formati invece come dichiarazione d’amore (e di intenti) verso la musica pop, qualsiasi cosa voglia dire, nelle sue mille sfaccettature.

Seguite la scena musicale lombarda? Come vi inserite all’interno di essa?

Conosco la scena musicale della mia città soprattutto, Lodi, e un po’ quella di Milano. L’underground milanese dal poco che ho sentito è molto colorato e vario, Milano mi piace proprio perché è sempre stata una città vibrante. Mi sento più a mio agio a parlare di Lodi, dove ho suonato per molti anni e dove ho militato in diversi gruppi prima di approdare a Naima. Ci sono tanti progetti davvero validi secondo me, nel lodigiano. Gli Abitude, dove suonavo fino a pochi anni fa come tastierista, hanno nel cassetto un album davvero bello (l’ho ascoltato in anteprima!) che spero proprio vedrà la luce a breve. Un altro gruppo bravissimo sono i Vetro, che sono nostri amici e che stimiamo molto. Non so come ci inseriamo tra queste band, ma coincidentalmente Nader, ormai lodigiano d’adozione, mi dice sempre che c’è un collegamento, come un filo rosso che unisce tutti questi artisti. Sarà la nebbia della provincia…

Quanto sono importanti i social nella riuscita di un progetto musicale?

Parlate con la persona sbagliata. Non ho un bel rapporto con i social, sicuramente offrono opportunità interessantissime ma penso che esigano un prezzo molto pesante: tanto è vero che in quelle giornate che non riesci a staccarti e salti da un social all’altro per ore arrivi a sera che ti senti stanco e svuotato. Nader ha un approccio molto più positivo e costruttivo a riguardo, invece, e ci troviamo a parlare di quello che ci chiedete abbastanza spesso. Purtroppo, penso che abbia ragione lui nella misura in cui i social sono sicuramente indispensabili per la riuscita di un qualsiasi progetto, musicale e non, e starci dietro con impegno e dedizione come richiedono è un lavoro a tempo pieno.

C’è un artista con cui sognate di poter avviare una collaborazione?

Sono tantissimi, anche rimanendo nell’ambito della musica italiana. L’anno scorso abbiamo pubblicato due cover, reinterpretazioni se vogliamo, una dei Baustelle e una di Mahmood. Questi sono sicuramente tra i primi artisti che vengono in mente dato che sono entrambi alla base delle nostre influenze, nonché dei veri e propri maestri in quello che fanno. Un altro grandissimo della nuova guardia è Motta, mi piace moltissimo il modo in cui scrive, onesto e crudo.

Qualche nuova uscita prevista per il 2021?

Non abbiamo niente di definito e datato, ma abbiamo mille progetti in ballo. Stiamo arrangiando i pezzi del primo di disco in una nuova formazione a quattro, il che è davvero una novità entusiasmante che sta prendendo molto del nostro impegno e delle nostre energie, ma siamo soddisfattissimi dei risultati e sono sicuro che ai primi concerti sapremo stupire chi ci segue. Abbiamo anche tantissime canzoni in via d’arrangiamento, è sempre difficile fare la cernita perché siamo innamorati un po’ di tutte ma qualunque cosa decideremo di pubblicare sarà il meglio del meglio. Un saluto a tutti, e grazie di nuovo!

Com. Stam.


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