Musica

Intervista con Carlo Audino

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“Lady Laura”, nuovo singolo di Carlo Audino, racconta un ricordo di giovinezza dell’autore. Nonostante la sua timidezza, un giorno decise di avvicinarsi il più possibile a Laura, una compagna di scuola.

Dopo averla seguita fino al portone di casa, deciso a dichiararsi, si trovò davanti un portiere robusto, con abiti e occhiali neri, che con voce roca, lo intimò ad allontanarsi, altrimenti lo avrebbe picchiato! Carlo Audino, riuscito comunque a conquistare la bella Laura qualche tempo dopo e in barba al portiere, scrive questa canzone per fissare quell’aneddoto così importante per la sua storia. Chitarra, cori e canto sono realizzati da Carlo Audino, mentre Riccardo Taddei ha suonato le tastiere, Simone Ceracchi il basso e Luca Fareri la batteria.

Ciao e grazie per essere qui con noi oggi. Hai voglia di raccontarci chi sei quando non vesti i panni del cantautore? Come passi le tue giornate, cosa ti piace fare nel tempo libero?

Sono molto curioso e quindi quando trovo qualche attività che non conosco inevitabilmente mi attira a se come una calamita. E così, quando non canto o suono, mi dedico principalmente all’informatica, dove a maggior ragione vale il precedente discorso sulla curiosità magnetica. Poi ci sono momenti della giornata dedicati all’attività fisica, che divido tra una veloce camminata di una decina di chilometri, oppure un’oretta di nuoto nella piscina vicino casa. Qualche volta mi dedico a ristrutturare un casolare di campagna dove quest’anno ho provato l’ebbrezza di coltivare qualche ortaggio. Vado su di giri quando a qualche familiare si rompe un elettrodomestico perchè mi piace smontarlo tutto, alla ricerca del difetto, e poi rimontarlo. Qualche volta, ahimè, avanza qualche pezzo ma altre tutto fila liscio! Ci sono giorni dove adoro ozieggiare e altri fare una passeggiata per negozi. Settimanalmente si va al cinema e, molto più spesso, si mangia fuori, in qualche ristorante tradizionale ma anche orientale. Se in giro c’è odore di musica live allora è fatta: si va li! Infine va precisato che quando meno te lo aspetti, in ogni luogo o tempo, può capitare di avere una particolare sensazione o emozione e da li si torna ad indossare i panni del cantautore nella sua fase creativa.

Quanto c’è di personale nel tuo singolo “Lady Laura”? In che modo questo pezzo ti rappresenta?

Ascoltando “Lady Laura” bisogna immedesimarsi in un ragazzo timido quale ero io nei primi anni di Ginnasio ed emozionarsi (meglio “spaventarsi”) nel trovarsi davanti una figura inaspettata che ci separa dall’anima candidata-gemella di cui vogliamo scoprire di più e dalla quale vorremmo farci notare. Ed invece appare come in un thriller questo portiere che, tutto sommato, fa il suo lavoro ma forse si rivolge a me in un modo un po’ troppo crudo tale che mi spaventa e mi farà tornare all’attacco più prevenuto e più deciso di prima. Le tinte di questa canzone sono abbastanza nostalgiche. Se ne percepisce il sapore quando si paragona il battito del proprio cuore dovuto allo spavento del tetro portiere apparso all’improvviso con il ricordo nostalgico, appunto, del proprio battito cardiaco quando si correva per gioco nei campi oppure quando, gridando “vado io! Vado io!” si scendevano le scale per aprire a qualcuno che bussava alla porta di casa. Sono flashback della propria vita, quasi a ripercorrerla in poche strofe. Ovviamente sono emozioni che può provare un ascoltatore che, come me, ha passato gli anta, perchè ormai tra videocitofoni, spioncini digitali e consolles da gioco non se ne capisce quasi neanche più il senso. Infine c’è la parte descrittiva di Laura: si capisce che è una ragazza con i capelli nerissimi, molto bella e, probabilmente, molto romantica. E poi c’è il protagonista che si ricorda di lei con una canzone. Non ho voluto forzare la mano sul perchè si voglia “far volar via i nostri ricordi” che invece Laura si era tanto raccomandata di non dimenticare. In effetti la realtà della storia spiega in modo più evidente la causa di ciò: purtroppo la versione originale alla fine recitava “ed ora ho il tuo sorriso tra i fiori” proprio perchè lei venne sconfitta da un tumore al seno che è ritornato molto più aggressivo di quattro anni prima, quando era stata operata con presunto successo. Ma non avevo voglia di far intristire l’ascoltatore e quindi ho lasciato che Laura vivesse ancora la sua splendida vita terrena, almeno nella mia fantasia musicale di questa canzone, e che venisse dimenticata da me perchè era passato del tempo che noi non ci frequentavamo più. Ognuno aveva preso strade diverse e forse era meglio che ciascuno rimuovesse i ricordi dell’altro. Rimane nella struttura sommaria del brano una sommaria descrizione di una breve vita sovrastata dall’oscurità della tetra figura del portiere.

Come è stata la lavorazione del videoclip?

Il videoclip di Lady Laura mi vede comparire circa nel 99.9% dei fotogrammi che lo compongono. Ho cercato di rappresentare la parte del tetro “portiere nero come i suoi occhiali” su un terrazzo panoramico. La ripresa ondeggiante che mi ha fatto Sabrina (la mia camerawoman) adducendo il motivo della non-stabilità-dell-immagine al fatto che la camera pesasse come un macigno, l’ho lasciata sia ad indicare l’emozione al cospetto del portiere e sia a rimarcare le parole del canto “….mi trema ancora un poco la voce…” (e non solo, aggiungerei!). Infine, visto che nella canzone nella seconda parte prende risalto il coro, e, non avendo avuto modo di contattarne uno che mi sarebbe piaciuto inserire nel video, mi sono dovuto arrangiare con una animazione di sette “Laura”. A questi sette personaggi femminili dovevo dare una volto ed allora, grazie alle doti da truccatrice della mia assistente Sxbrxxx, ho fornito il soggetto al software di animazione di una Laura un po’ mascolina e molto somigliante al cantante stesso.  Quindi da quello che risulta sul video (non dalla canzone) si potrebbe pensare anche che la Laura hostess in verità sia un altro uomo travestito! Beh, un modo come un altro per intrecciare ancora di più le idee a chi pensava che la canzone fosse abbastanza scontata! 🙂

Che cosa ne pensi dei talent-show?

Sono sicuramente divertenti ma non bisogna prenderli sul serio altrimenti si rimane male oppure, al contrario, ci si illude. Come i tradizionali festivals, nei talents bisognerebbe farsi conoscere tramite 3-4 minuti messi a nostra disposizione, quindi praticamente impossibile, tranne casi molto particolari. Quindi tutto sommato mai rinunciare a parteciparvi ma da affrontare con una buona carica di positività ed ottimismo.

Possiamo sperare in un futuro EP?

Si, vorrei pubblicare il mio primo EP con 4-5 brani e spero di riuscire entro la fine di quest’anno. Comunque sto pianificando varie uscite di EP ed album a partire già dal prossimo anno. Nel frattempo continuo per un po’ il ritmo di un singolo al mese, comprensivo di videoclip.

Com. Stam.

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