Musica

Intervista con gli Xtrasensory

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Dopo l’anteprima sul sito di Sky TG24 è disponibile ovunque il video per Zero, ultimo singolo degli Xtrasensory. 

Un nuovo capitolo dove convivono due anime che lottano tra di loro fino a fondersi in un mondo che affonda le sue radici dentro influenze stratificate e complesse, tra progressive e alt-rock. Gli Xtrasensory ci portano esattamente ad un bivio, e la scelta sulla strada da prendere sta solo all’ascoltatore.

Gli Xtrasensory sono un gruppo progressive rock italiano formatosi nel 2020 a Milano e attualmente composto da Aiden Lionwolf (cantante e chitarrista) e Luna Fennec (cantante e bassista).  Il loro sound, moderno e dinamico, raccoglie influenze da diversi generi musicali e alla base del loro stile c’è una concezione fortemente progressista. Hanno iniziato a fare musica subito dopo il diploma e ciò che li ha spinti ad intraprendere questo percorso è l’istinto irrefrenabile di esprimere artisticamente la loro profonda essenza. Con i loro testi, generalmente, trattano tematiche complesse, mettendo insieme introversione ed estroversione. Dediti alla costante ricerca di caratteristiche sonore non convenzionali, realizzano e sviluppano prodotti musicali, e contenuti di contorno, con l’obiettivo di far crescere costantemente il loro progetto. Nel 2020, Aiden e Luna, hanno dato via al progetto Xtrasensory e nellottobre dello stesso anno è stata pubblicata Prediction, la loro prima produzione. 

Ne abbiamo parlato direttamente con loro.

1)Come avete lavorato con Stefano Bedini, e qual è la connessione tra il brano e il video?

Stefano è il proprietario dello studio nel quale abbiamo prodotto Zero. Lui si è occupato delle operazioni tecniche per le registrazioni, ma anche del mix e del mastering. Avevamo già avuto modo di affidarci a lui per Prediction, il nostro precedente singolo.Il video è fortemente legato al testo del brano. Entrambi sono basati su un grande conflitto interiore tra più versioni di noi stessi, racchiudendo molteplici messaggi contrastanti e raccontando di un evoluzione positiva e vittoriosa dopo una lunga fase buia e dolorosa della vita.

2) Vi ricordate ancora quale è stato il vostro primo incontro?

Certamente. Ci siamo incontrati di persona per la prima volta nell’estate del 2018 a Marina Di Ragusa.

3) Cosa vi portate dietro, se vi portate dietro qualcosa, della scena rock degli anni Novanta?

Gli anni novanta sono stati ricchissimi di cambiamenti in ambito musicale, e non solo per la scena rock. Tra le band che hanno particolarmente rappresentato quel decennio ce ne sono alcune che amiamo. Tra queste possiamo citare Nirvana, Foo Fighters, R.E.M., ecc.

4) Quanto è importante la dimensione live per una band? E per voi? Cosa pensate di quelle band che esistono solo in teoria, e usano le basi dal vivo?

I live per una band sono fondamentali e secondo noi rappresentano la parte più bella di questo lavoro. Non c’è nulla di male nell’utilizzare alcune tracce registrate insieme agli strumenti suonati dal vivo, anche se è decisamente tutto più bello e di maggior valore quando ogni parte è totalmente eseguita sul momento. Nel caso in cui vengono messe delle intere basi sulle quali cantare o suonare un solo strumento, beh, non si può di certo parlare di band o di live a 360 gradi, ma se ciò accade non per scelta artistica e/o progettuale ma per assoluta necessità, non toglie di certo meriti all’artista in questione se le sue opere sono di valore e se mette l’anima in quello che fa.

5) Come state in questo momento?

Stiamo benone e non vediamo l’ora di fare i prossimi passi avanti per nostro progetto.

Com. Stam.

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