Musica

Intervista con Pizzi

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Dal 2 luglio  disponibile in rotazione radiofonica “AEROPLANO” (Duemme musica), il nuovo singolo di GIANCARLO PIZZI.

Aeroplano è un brano nato dall’esigenza di comunicare che, arrivati a un certo punto della vita, si sente la necessità di circondarsi di persone sincere e amici veri, gli unici autentici passeggeri da portare a bordo, appunto, dell’aeroplano. Come in qualsiasi grande viaggio, in questo caso la vita, ci lasciamo sempre qualcosa o qualcuno alle spalle ed è giusto che esso rimanga nel passato.
 
Spiega l’artista a proposito del brano«Ogni mio brano nasce dall’esigenza di scrivere e comporre. “Aeroplano” è stato scritto in una notte, cercando quelle poche parole in fondo alle mie fasi meditative. Come tutto l’album, è stato scritto abbracciando la solitudine, una condizione che, secondo il mio punto di vista, può dare molto a ogni individuo. “Aeroplano” è stata registrata per metà in Nuova Zelanda, facendo la parte ritmica con Michael Barker e terminando poi le registrazioni nel Verde studio di Marco Fabi a Roma. Spero che questo brano sia utile a qualcuno (come dice Max Gazzè: “una musica può fare”), che possa avere qualche spunto riflessivo e che trasmetta forza, positività e coraggio.»

Ciao e grazie per essere qui con noi oggi. Hai voglia di raccontarci chi sei quando non vesti i panni del cantautore? Come passi le tue giornate, cosa ti piace fare nel tempo libero?

Il mio tempo libero lo dedico prevalentemente nella gestione della libreria di famiglia, la cura della campagna dove abito e alle scalate in montagna. Non ho moltissimo tempo libero nelle mie giornate, ma quando ho possibilità, lo faccio giocando a tennis, sport che amo fin da bambino. Il tennis è un’ottima palestra mentale, aiuta a tenere molto alta la soglia di concentrazione anche nel quotidiano.

Quanto c’è di personale nel tuo singolo “Aeroplano”? In che modo questo pezzo ti rappresenta?

Ogni mio brano rappresenta quello che sono, insegnamento fondamentale del maestro Mogol “dire sempre la verità”. Ho provato a testimoniare quello che penso della mia vita oggi, un grande ed affascinante viaggio in volo in alta quota.

Come è stata la lavorazione del videoclip?

Il videoclip lo abbiamo girato in maniera del tutto spontanea e quindi molto vicina alla realtà provando ad essere autentici anche davanti a una videocamera. Abbiamo fatto le riprese nei pressi di Sulmona, precisamente sul Monte Plaja di Introdacqua. Simbolicamente, il monte ha un logo che trae spunto grafico dal tracciato delle mura megalitiche situate sulla cima. Si tratta di due cerchi concentrici che sono anche il simbolo del mio disco “Open”, ma cosa del tutto casuale. Nell’interno della stanza di legno “K2”, c’è un aeroplano in volo legato ad un filo sottile, che metaforicamente, descrive il viaggio. In ogni grande viaggio può esserci una destinazione, ma l’essere appesi ad un filo rappresenta il rischio o l’instabilità che è parte dell’esistenza umana e vero carburante della vita.

Hai mai pensato di prendere parte a qualche talent?

No! Trovo la competizione fortemente controproducente per ogni forma di arte ed anche motivo di divisione. L’idea di competere con un altro artista che ha fatto qualcosa in cui crede o fatto semplicemente qualcosa per necessità, mi lascia molto perplesso. Io penso che ogni artista debba esprimersi liberamente e non, come accade nei mercati discografici, scrivere e comporre in funzione alle richieste dei mercati stessi. L’arte come l’amore deve combaciare con la libertà.

Possiamo sperare in un futuro EP?

Sicuramente il 30 Settembre 2021 uscirà il mio primo album “Open” composto da 8 tracce inedite più “Aeroplano”.

Com. Stam.

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