Eventi

Isao Festival 27 “Il sacro attraverso l’ordinario” – XXVII ed.

• Bookmarks: 9


Da martedì 28 settembre a domenica 10 ottobre 2021  Torino, San Pietro in Vincoli, 28 – San Pietro in Vincoli Zona Teatro Racconigi, SOMS – Progetto Cantoregi – via Carlo Costa, 23  Progettato, ideato e realizzato da  IL MUTAMENTO  direzione artistica: Giordano V. Amato 

Fai tutto come se tutto dipendesse da te, come se Dio non ci fosse, metti tutto l’impegno che puoi,  sapendo che poi tutto viene da Dio, per cui stai tranquillo. (Ignazio de Loyola)

In collaborazione con 

Social and Community Theatre Centre dell’Università degli Studi di Torino 

DAMS dell’Università degli Studi di Torino – Museo Nazionale del Cinema di Torino  Rete Nazionale In Box – Progetto Cantoregi / Cuneiforme 

Istituto di studi storici Gaetano Salvemini – Associazione Arteria 

Centro Studi Sereno Regis – Coop. Arcobaleno – Associazione Il Tiglio Onlus 

Associazione Culturale Il Camaleonte – Salone del Libro Off 

Il Sacro Attraverso l’Ordinario (ISAO): la rassegna teatrale e multidisciplinare progettata, ideata e realizzata dalla compagnia Il Mutamento, torna a Torino e Racconigi per una ventisettesima edizione all’insegna dello scambio e dell’intreccio di forme artistiche, linguaggi, esperienze sociali. Nelle tredici giornate di eventi, da martedì 28 settembre domenica 10 ottobre si susseguiranno sedici appuntamenti con protagonisti del panorama teatrale provenienti da tutta la Penisola, con due spettacoli in anteprima nazionale, la proiezione di un cortometraggio, monologhi, reading, musica dal vivo e laboratori teatrali.

Tutti gli eventi (ad eccezione di quello del 29 settembre Racconigi) si terranno a Torino, presso l’ex-cimitero di Via San Pietro in Vincoli, 28. 

ISAO 27 intende rispondere al bisogno diffuso di partecipazione, alla necessità di superare paure e difficoltà e, con le dovute attenzioni, di tornare a dedicarsi non solo a eventi di puro intrattenimento, ma anche a occasioni di riflessione e di coinvolgimento, attraverso opere e iniziative incentrate sui temi che ci stanno a cuore.

La pandemia e i danni inferti alla cultura impongono una necessità: condividere un orizzonte, scambiare le nostre esperienze trascurando i ruoli e i confini disciplinari per ricostruire una comunanza più ampia; così, anche quest’anno, il festival consolida ed espande le sue collaborazioni e ricerca di proposito arricchenti contaminazioni, aprendosi al quartiere, alla città e oltre, per dare voce al disagio della vita ordinaria e non soltanto convalidarne la realtà, bensì riscattarla con la sublimazione dell’arte e della sua inclusività.

La kermesse si apre martedì 28 settembre a Torino (San Pietro in Vincoli) con l’anteprima de Il lutto ti fa bella, di e con Silvia Lemmi per una coproduzione delle compagnie Pilar Ternera (LI), Meridiano Zero (SS), Il Mutamento (TO); la pièce è incentrata sulla storia vera di un’insormontabile perdita, la cui elaborazione porterà risvolti a sorpresa tragicomici ed un messaggio incoraggiante.

Per mercoledì 29 settembre è fissato l’appuntamento presso il salone sociale della Società Operaia di Mutuo Soccorso (SOMS) di Racconigi, in collaborazione con il Progetto Cantoregi nell’ambito della rassegna multidisciplinare Cuneiforme che abbraccia le terre del cuneese tra letteratura, teatro, danza, musica, arti visive e sport: in scena Alla fine muoiono tutti di e con Marco Sanna e Francesca Ventriglia, che riprende motivi shakespeariani interrogandosi sulla loro attualità metateatrale. 

La giornata del 30 settembre vedrà presso San Pietro in Vincoli a Torino un primo spettacolo pomeridiano alle ore 17:00 ed uno serale alle 21:15. Il primo è l’opera di Alice Conti Orsòla e il pesciolino d’oro, favola tradizionale russa già trascritta da Puškin e qui ripresa come inedito postludio che con le marionette dipinge una grande allegoria dell’Europa contemporanea, spesso incapace di guardare oltre le sue frontiere. Le stesse tematiche declinate dal punto di vista degli immigrati si ritrovano sviluppate nel secondo spettacolo a cura de Il Mutamento: Glove, di Massimiliano Liotta e Giuseppe Bisceglia.

Il mese successivo si apre con un’anteprima nazionale: Alla ricerca di Kaidara, di Giordano Vincenzo Amato. Venerdì 1 ottobre alle ore 17 di sul palco di San Pietro in Vincoli andrà in scena questo adattamento della nota favola senegalese, mentre alle 21:15 si terrà la replica di Glove.

Temi cardinali di Rosso profondo di Luigi Lunari, in scena sabato 2 ottobre alle ore 21:15, sono la corruzione, la delazione, la pavidità, mali tutti di cui si libera, allorché gli viene diagnosticato quello incurabile, il neo-eletto Presidente del Consiglio, protagonista di questo spettacolo, il quale non avendo più alcunché da perdere ritrova gli ideali della gioventù e li persegue con rara coerenza tra lo sgomento del suo stesso entourage.

Domenica 3 ottobre è prevista una lunga giornata dedicata al teatro in diverse forme e per tutte le età: si comincia alle 10:30 con lo spettacolo di burattini Il cavaliere nel secchio di e con Pino Potenza, a cura de Il Granché. Dalle 15 alle 17 e dalle 17:30 alle 19:30, a diretto contatto col pubblico, Pino Potenza guiderà il laboratorio esperienziale dedicato alla credibilità scenica dell’attore teatrale. 

Il Granché è un progetto nato a San Pietro in Vincoli, giunto alla nona edizione e curato dell’Associazione Il Tiglio Onlus. Il suo obiettivo è quello di portare alla luce l’enorme forza creativa, troppo spesso celata, che nasce da situazioni di disagio sociale e/o individuale; connettere l’etica con l’estetica, operando in favore di quei cittadini in situazione di difficoltà, destinati all’invisibilità sociale. 

Il programma domenicale termina con il monologo tragicomico di Elena Griseri delle 21:15, L’allestimento, scritto da Francesco Scarrone e incentrato sulla decadenza culturale dei nostri giorni.

Lunedì 4 ottobre alle ore 20:30 si terrà la proiezione del cortometraggio di Andrea Bocchetti L’uomo lupo, una pellicola sull’impenetrabilità della follia e sull’incomunicabilità dell’intimo attraverso la storia vera di Andrea Soldi, ucciso nel 2015 durante un trattamento obbligatorio. 

Martedì 5 e mercoledì 6 ottobre alle 21:15 si rappresenta l’opera distopica di Alberto Pagliarino Adamo ed Etica, in cui un’applicazione per smartphone può costituire una svolta per l’umanità in crisi, nel bene, o più probabilmente nel male. Una coproduzione dell’associazione torinese Pop Economix, dell’Ente Nazionale di Normazione UNI e de Il Mutamento.

Giovedì 7 ottobre è la volta di Der Boxer, monologo di e con Michele Vargiu, per una produzione di Teatro Tabasco (SS), storia vera sull’assurdità delle leggi razziali nella Germania del Terzo Reich, con musiche dal vivo del duo Elva Lutza (premio Parodi e nomination Targa Tenco 2019).

Venerdì 8 ottobre alle 18:30 avrà luogo la Declamazione poetica a cura del Circolo Poetico Orfeo di Torino sul modo dell’uomo “cittadino” di vivere e sentire gli spazi urbani; alle 21:15 sarà proiettato il film dell’associazione Il Tiglio ONLUS Pietro Neggio, il re dei ciarlatani, realizzato con l’inclusione di trenta persone con disagi psichici, al fine di sensibilizzare la cittadinanza riguardo ai problemi della sofferenza mentale. La pellicola sarà proposta anche alle scuole della Città di Torino per accompagnare una riflessione inerente alle tematiche trattate. 

Anticipato dal reading Etnacity: pillole di musica medicina e parole nude delle 19:30, lo spettacolo teatrale del sabato sera (9 ottobre), Di calcio, di amore e di altre sciocchezze di Pino Potenza con Luca Lusso ritrae le vite di due fratelli legati dalla passione per il gioco, ma anche da uno squilibrato rapporto di tutela legale dell’uno nei confronti dell’altro.

La giornata conclusiva del festival, domenica 10 ottobre, propone una nuova e importante collaborazione con il primo appuntamento della rassegna L’alba dentro l’imbrunire, a cura di Valerio Vigliaturo, Direttore del Premio Inedito-Colline di Torino e Presidente dell’Associazione Culturale Il Camaleonte. L’iniziativa si realizza in collaborazione, tra gli altri, con Il Mutamento e con il Salone del Libro Off. In scena alle 21:15, lo spettacoloProceduradi Renato Gabrielli, che immagina un futuro in cui androidi copie di noi stessi ci pongono, non senza imbarazzo, allo specchio.

ISAO 27 è scorrere in alto e si candida, in questo annus horribilis, a essere uno dei luoghi in cui la sofferenza, l’apatia, la tristezza non si trasformano in rabbia e lamento ma, come in musica, fanno il salto di un’ottava per trasformarsi in poesia e in racconti di bellezza e di speranza. 

ISAO FESTIVAL 27 – il sacro attraverso l’ordinario –

PROGRAMMAZIONE COMPLETA

Martedì 28 settembre 

h. 21:15 | San Pietro in Vincoli 

Il lutto ti fa bella Pilar ternera (LI) 

(spettacolo in anteprima) 

Scritto da Silvia Lemmi 

Collaborazione drammaturgica Francesco Niccolini 

Regia Emanuele Gamba 

Con Silvia Lemmi 

Coproduzione Pilar Ternera (LI), Meridiano Zero (SS), Il Mutamento (TO) 

Io penso che l’attore abbia un compito nella vita, arduo ma splendido: quello di consolare. Consolare dei nostri lutti, degli abbandoni, delle malattie, della vecchiaia e della morte.” 

Piera Degli Esposti 

Il primo ottobre del 2017 ho perso il mio compagno, il padre di mia figlia, dopo anni di cure, preoccupazioni, e di passaggi da una terapia intensiva all’altra. Il giorno dopo il funerale mi sono guardata allo specchio e mi son detta: “Ce la fai, ce la fai!!! Sei forte, sei una leonessa come ti hanno scritto gli amici di Facebook. Sorridi e fanculo cazzo di morte”. E quindi dopo una settimana dall’evento nefasto ero già a lavoro, su un palco con un bel sorriso stampato sulla faccia. Dopo un mese ero al pronto soccorso. 

E quello fu l’inizio di un’elaborazione del dolore che ha ‘riacceso’ la mia amica ipocondria, per anni tenuta faticosamente a bada. E via con le analisi: emocromo, transaninasi, dosaggi ormonali, gastroscopia, colonscopia, elettrocardiogramma, risonanza alla cervicale, mammografie, pap-test, audiotest, test hv ecc. 

E poi via con le cure: gastroprotettori, integratori vitaminici, calmanti, granuli omeopatici, fiale, fiori di Bach, punture di piante energizzanti, il santo ansioten, l’agopuntura, i massaggi shatzu, i massaggi craniosacrale, l’osteopatia, la cristallo terapia, la psicoterapia, il Counselling e altre cose che mi vergogno a scrivere. Se faccio il conto di quanto ho speso mi prende un colpo. Non lo farò. Mi basta sapere la cifra approssimativa. 

Poi un giorno il mio medico curante, quello labronico sempre abbronzato, quello che sta per andare in pensione, quello che ti guarda due secondi e ti fa la ricetta, quello che in genere dice ‘stai bona un c’hai nulla, prenditi du goccioline’, un giorno mi guarda per 10 secondi e dice. “Ma te un fai teatro?”. Io: “Si e allora?”. “E allora prendi du’ goccioline e scrivi uno spettacolo e vai sul palco, vedrai ti passa tutto”. 

E quindi grazie a quest’ultima ricetta del dottore ho scritto questo spettacolo, ‘la mia terapia intensiva’, un modo non solo per rielaborare il dolore, questo la mia mente lo aveva già fatto, ma soprattutto una strategia per far capire al mio sistema parasimpatico che andava tutto bene e che ancora avevo l’opportunità di fare, dire, vivere. 

In questo monologo racconto un percorso costellato da momenti drammatici ma talmente tinti di assurdo da diventare comici, nelle diverse fasi del lutto: la non realizzazione o meglio il non capire un cazzo dei primi giorni, la rabbia verso lui, la malattia, Dio, il destino, l’universo, la paura di morire anche io, l’illusione di superarla con facilità, la disillusione di non averla per niente superata, poi il dolore vero e la tenerezza pura per una vita che non c’è più. E infine, scrivendo, anche l’accettazione che c’est la vie e che ogni giorno va vissuto come se fosse l’ultimo. 

Non ho paura della morte. È solo che non vorrei essere lì quando succede.” Woody Allen 

Mercoledì 29 settembre 

h. 21:15 | SOMS – Racconigi 

In collaborazione con Progetto Cantoregi – Cuneiforme 

Alla fine muoiono tutti Meridiano Zero (SS) 

Di e con Marco Sanna Francesca Ventriglia 

Coproduzione Meridiano Zero (SS), Pilar Ternera (LI), Il Mutamento (TO) 

… poi in certi pomeriggi mi guardavo recitare, in una scena stanca, in una scena vuota. La cera colava e il cuore piangeva, la cera colava e il cuore piangeva…” 

F. Fiumani “avevo tutto” 

Se è vero che ogni spettacolo nasce dal buio, anche quando in realtà in scena c’è la luce, questo viene da un buio feroce. Tre riflessioni che affrontano ognuna una diversa tragedia shakespeariana. Macbeth, Amleto, Otello, per molti sono ormai grandi titoli da cartellone senza più alcun legame con l’esistenza reale. Allora noi che ne tentiamo ancora una valorizzazione forzata e compiaciuta, non siamo altro che grottesche e mostruose caricature? 

Non c’è il tentativo di parlare a qualcuno, le parole cadono semplicemente al suolo ancor prima di superare la ribalta. Quel qualcuno dedito all’ascolto semplicemente non c’è più o non ascolta. Shakespeare sapeva per chi scriveva, ne conosceva i gusti, i difetti, condivideva sogni e incubi, noi no, non lo sappiamo più. La necessità di queste tre riflessioni rifiuta di sacrificarsi sull’altare della speranza di notorietà, ma preferisce perdere nel buio coordinate e direzioni. Non cerca consenso attraverso una messinscena, ma canta lo spaesamento, il senso di esclusione, di squilibrio che sono le uniche emozioni che sentiamo di poter condividere, noi che agiamo, con voi che guardate. Sulla scena opere altissime di cui rimangono solo gli avanzi. 

Macbeth e Lady Macbeth ormai vecchi e rintontiti che intrecciano il loro quotidiano fatto di ricette e cruciverba con il loro passato di assassini, non più in grado di distinguere fra i fatti a loro accaduti, le notizie di cronaca nera, e la pura fantasia. Amleto, un altro Amleto, uno di meno, come se esistesse un numero finito di possibilità d’interpretazione. Amleto che spera si arrivi un giorno alla fine, al punto in cui non rivivrà più, perché troppo stanco di essere incarnato, distorto, esaltato, smembrato. Questo Amleto inizia dalla fine, dando per scontati gli avvenimenti che tanto sono sulla bocca di tutti, la storia che è poco più di una chiacchiera, i personaggi che semplicemente non si presentano in scena. 

Otello e Desdemona sono due artisti mediocri, senza fantasia e senza talento ma con un desiderio disperato di ambedue le cose. Sono a Cipro e non succede nulla. Lontani quei tempi in cui i Turchi assediavano le coste, non è rimasto nulla neanche una fortezza da difendere. Solo la noia di chi sa di essere nel posto sbagliato al momento sbagliato. Cipro come metafora dell’agognato luogo di residenza, in cui passare un breve periodo di “studio” e concentrazione, una scelta quasi obbligata a cui l’artista contemporaneo è costretto nella giungla di bandi, residenze, call, casting, giri a vuoto e promesse mancate. 

Giovedì 30 settembre 

h. 17:00 | San Pietro in Vincoli 

Orsòla e il pesciolino d’oro |Ortika (TO/MI) 

Ideazione, regia, costumi e marionette Alice Conti 

Disegno sonoro Dylan Alexander Lorimer 

Disegno luci Alice Colla 

Foto di scena Erik Ragni 

In scena Alice Conti 

Coproduzione Teatro della Caduta (TO), Il Mutamento (TO) 

Ora ritornatene al mare azzurro, 

per quanto è immenso libero và. 

Alexandr Pushkin 

“La vecchia seduta fuori, vicino al mastello rotto.” Così si chiude la favola del pesciolino d’oro. L’anziana moglie del pescatore torna in riva al mare dove il marito ha lasciato i suoi attrezzi di lavoro dopo averla abbandonata. Immaginiamo che questo ritorno si svolga al termine della favola russa trascritta da Pushkin i cui protagonisti spinti dalla febbre di accumulare ricchezza e dal non sapersi accontentare hanno alla fine perso tutto. 

“Il pesciolino d’oro” è una favola che ci ricorda come la ricchezza non faccia la felicità e che per essere felici nella vita sia necessario saper scorgere la bellezza in ciò che ci circonda. Saper dare valore a quello che c’è, imparare a prendersene cura. Qui comincia la nostra azione. 

Orsòla si prepara per pescare da sola, a sopravvivere a se stessa. Dopo un accumulo famelico di ricchezze e sfarzi che non l’ha minimamente avvicinata alla felicità è ripiombata nella miseria. Per narrare questa storia inedita il vecchio mastello si trasforma nell’Oceano mare azzurro della favola, come un Mar Mediterraneo rotto, e da lì la vecchina pesca infine il pesciolino d’oro a cui vuole fare la pelle. Con l’intenzione di mangiarselo la vecchia sventra il pesciolino – un fagotto avvolto in una coperta termica – e vi trova una bimba dalla pelle scura. La sputa, la rianima, la scaccia come un insetto, infine la guarda in viso e la culla. Immaginiamo l’anziana moglie del pescatore come una vecchia Europa depressa e abbrutita che non sa di essere fragile, che nella sua corsa all’opulenza ha scordato il valore e il funzionamento delle relazioni umane. Un’anziana sprofondata in una pelliccia di animali morti e confort, avviluppata nella sua solitudine. Orsòla – nomen omen – non ha mai parlato con un pesce, sulla riva su cui abita i pesci si tengono fermi in gabbia, non possono circolare. Ma questo pesciolino parla e non sta al posto suo, non si lascia mangiare, non si lascia confinare. Impone la sua presenza libera con l’evidenza e la forza ineluttabile della giovinezza, della vita che si rinnova. 

La presenza in scena della manipolatrice a vista permette di far intuire un ulteriore livello della storia: discreta come una badante essa introduce la storia del pesce d’oro e la racconta a questa anziana signora. 

h. 21:15 | San Pietro in Vincoli 

Glove Il Mutamento (TO) 

Autori Massimiliano Liotta, Giuseppe Bisceglia 

Regia Giuseppe Bisceglia Musiche Marco Piccirillo 

Coproduzione Il Mutamento (TO), Pilar Ternera (LI), Meridiano Zero (SS) 

Nato dal lavoro sul territorio con i giovani immigrati di seconda generazione della zona Aurora di Torino nord, Glove è una deviazione, un altro modo di vedere il mondo. Appunto, Glovo diventa Glove. 

Idris è un giovane immigrato di seconda generazione, indossa un grosso zaino sulle spalle e pedala per le consegne. La scena si ambienta in una Torino dei mercati, quello di Porta Palazzo, con i suoi prodotti, le sue etnie, i suoi linguaggi, e nelle zone adiacenti, quello del Balon e il vecchio suk (ora spostato), la roba vecchia, la roba nuova, tutto un po’ vintage. 

Lo sguardo dei vecchi meridionali sugli immigrati, uguale a quello che i piemontesi riservavano loro cinquanta anni prima. Lo sguardo della piazza, i resti di un mercato sempre più pulito, che non rinuncia però ai suoi personaggi storici: dal tossico al rom, Porta Palazzo è come un porto. Testimone che Glove raccoglie da “Il Signor Gesù sta arrivando”, primo spettacolo su Porta Palazzo di Max Liotta. 

Il nostro Idris è un personaggio passivo, protagonista riflesso degli altri personaggi, che incrocia mentre fa le consegne. La consegna è sacra, anche sotto la pioggia. 

Venerdì 1 ottobre 

h. 17:00 | San Pietro in Vincoli 

Alla ricerca di Kaidara Il Mutamento (TO) 

(spettacolo in anteprima) 

Drammaturgia e regia Giordano V. Amato 

Con Amandine Delclos 

Costumi e scenografie Delfina Martel 

Scenografia Claudio Albano 

Produzione Il Mutamento (TO) 

Tre giovani eroi, Hammadi, Hamtudo e Demburo, partono alla ricerca del misterioso Kaidara. Il loro sarà un viaggio ricco di avventure e di strani incontri. L’introvabile Kaidara abita luoghi straordinari e può apparire improvvisamente sotto le spoglie di un umile mendicante, o di un vecchietto deforme, dispensando a ognuno premi e castighi, secondo i propri meriti. 

La nostra messa in scena prende spunto da una delle opere più significative della cultura africana tradizionale. Pubblicato per la prima volta nel 1968 da Amadou Hampaté Bâ e Lilyan Kesteloot, il racconto iniziatico fa parte della letteratura tradizionale Peul del Ferlo senegalese, come dei Peul del Macina. Il pantheon Peul indica Gheno come Creatore del mondo, una figura dall’autorità incontrastata, che corrisponde al padre di famiglia della società tradizionale. Da Gheno deriva una schiera di geni, sorta di cinghia di trasmissione, e tra questi il nostro Kaidara. 

“Kaidara”, sotto la parvenza di favola per bambini, dispensa insegnamenti profondi e attuali; per essere compresa è necessario tranquillizzare la mente e aprire il proprio cuore all’ascolto, rendendolo simile a quello di un bambino. Solo così potremo comprendere pienamente il significato di questa grande avventura. 

h. 21:15 | San Pietro in Vincoli 

Glove Il Mutamento (TO) 

(replica) 

Sabato 2 ottobre 

h. 21:15 | San Pietro in Vincoli 

Rosso profondo Teatro Scientifico (VE) 

Di Luigi Lunari 

Diretto e interpretato da Roberto Vandelli 

Musica dal vivo Andrea Cortelazzo 

Un uomo politico, proprio il giorno in cui viene nominato Presidente del Consiglio, riceve la notizia che una malattia gli lascia pochi mesi di vita. Decide quindi di tornare a quelli che erano gli ideali nei quali credeva da giovane. Così scende in piazza e comincia a parlare con la gente. E lo fa apertamente, semplicemente dicendo quello che pensa. E la gente lo ascolta. E questo preoccupa i suoi compagni di partito. Il suo progetto si scontra con le esigenze di tutti i partiti che, considerandolo un pericolo, decidono di ostacolare a tutti i costi il suo piano… Un testo dove il tragico e la commedia si fondono dando vita a un susseguirsi di colpi di scena. Di quale coraggio un uomo si dimostra capace quando sa di essere in punto di morte? In questo lavoro si affrontano i temi della corruzione, della delazione e dell’arricchimento indebito e altri ancora che degradano la politica, e non da oggi. Metafora non solo di un partito, ma di un costume, di una società intera. 

Domenica 3 ottobre 

h. 10:30 | San Pietro in Vincoli 

Il Granché 

Il cavaliere nel secchio 

Di e con Pino Potenza 

Spettacolo di burattini adatto a bambini da zero a novantanove anni! Silvestro una sera di un gelido inverno va dal carbonaio con la speranza che questi a credito gli dia un po’ di carbone per scaldare la sua piccola casa, il carbonaio non gli dà il carbone ma un fortissimo spintone che lo fa volare fin nel paese dei monti Rifei. Qui viene accolto da una zanzara parlante e da un cane che lo informano che se vorrà ritornare nel suo paese e nella sua casa dovrà prima superare delle prove e soprattutto dovrà impegnarsi a liberare i monti Rifei dal Signore delle colline oscure che col suo sacco trasforma le creature dei monti Rifei in suoi crudeli servitori. Da qui iniziano incontri e avventure e con l’aiuto di Arlecchino, Silvestro riuscirà e superare tutte le prove e le avversità e potrà ritornare a casa con la giusta ricompensa… 

Il lavoro del teatrante 

Dalle h. 15.00 alle h. 17.00 | San Pietro in Vincoli Zona Teatro 

Dalle h. 17.30 alle h. 19.30 | San Pietro in Vincoli Zona Teatro 

Laboratorio esperienziale a cura di Pino Potenza 

Il teatro è un incontro tra pubblico e attori e per incontrare il pubblico è necessario prima che anche gli attori si incontrino per cercare il comune interesse e le forme con cui e per cui raggiungere il pubblico e raccontare in scena quanto si desidera dire e comunicare. Per fare questo gli attori dovranno essere credibili e apparire sinceri. Il lavoro del teatrante è la continua ricerca della credibilità e della sincerità necessaria per raggiungere il pubblico. 

In questo nostro incontro proveremo a comprendere quali possano essere alcune strade per l’attore per mettere in atto quella credibilità necessaria al personaggio e all’insieme del dramma teatrale. Questo incontro prevede la sperimentazione di esercizi fisici collettivi e alcune brevi messe in scena di situazioni che verranno scelte durante l’incontro; un incontro-laboratorio in cui tutti saremo attori e in quelle brevi messe in scena proveremo a trovare quella credibilità e quella sincerità che è alla base del lavoro del teatrante. 

h. 21:15 | San Pietro in Vincoli 

L’allestimento 

Monologo tragicomico per una attrice 

In scena Elena Griseri 

Testo Francesco Scarrone 

Adattamento e illustrazioni Elena Griseri 

Italia, Anno Domini 2000 e un po’, ghigliottinati i fondi alla cultura, teatri che abbassano i sipari, cinema che spengono i proiettori, case editrici scoperchiate dall’uragano socio culturale degli ultimi 30 anni. Tra mancanza di fondi economici e decadenza culturale, è sempre più difficile riuscire a barcamenarsi, lo stato di emergenza COVID 19 ha poi dato il colpo di grazia. 

Una attrice di consumata esperienza racconta come avrebbe voluto mettere in scena la tragedia di Euripide, “Ecuba” e di come non ci sia riuscita. Forse, se fosse stata una tronista o la “sorella del grande fratello”, e se avesse sparato in rete “Ecu-bona” e avesse ottenuto migliaia di like, o se ancora fosse stata l’amica del fratello, del cognato, del cugino, del vicino di casa di qualcuno che conta, forse sarebbe riuscita nel suo intento. 

Gli argomenti dell’attrice sono invece poco allettanti: parla di contenuti, di bravura, di passione, di impegno, di dedizione… merce che ormai non interessa più a nessuno. Non potendolo realizzare, l’attrice decide di raccontare il suo sogno a chiunque lo voglia ascoltare. Senza palcoscenico, senza attori, scenografie, musich , luci, ma con tutta sé stessa e lo spettacolo prende forma dalle sue parole. 

La storia di Ecuba si mischia con quella del mancato allestimento in un caleidoscopio di emozioni, situazioni drammatiche, comiche e colpi di scena che lasciano di volta in volta gli spettatori divertiti, stupefatti, confusi, sorpresi. emozionati. Perché è questo che fa il teatro. 

Soldi o non soldi, fondi o non fondi, finché qualcuno vorrà raccontare, e qualcun altro starà lì ad ascoltare, questa sorgente di vita non si esaurirà mai. Questo spettacolo è dedicato a coloro che lottano sempre e comunque per realizzare i loro sogni. 

Lunedì 4 ottobre 

Il Granché 

h. 20.30 | San Pietro in Vincoli 

L’uomo lupo 

Cortometraggio Regia di Andrea Bocchetti 

Torino, 2015. Andrea Soldi, un ragazzo che soffre di schizofrenia, è ucciso durante un trattamento obbligatorio. Il film, in parte attraverso una ricostruzione immaginaria, racconta i momenti che precedono la sua morte. Tratto da una storia vera. Il film, mescolando le due dimensioni dell’allucinazione e della realtà, intende portare ad espressione l ́apparente impenetrabilità dell’universo della follia, fatto di solitudine, fragilità e silenzio, ma anche di innocenza, purezza di sentimenti e voglia di vivere. La vita di Andrea, come quella di ognuno, è ricca di incontri, dialoghi e persone amate. O almeno, fino a quando il mondo, che non è in grado di capirlo, non bussa alla sua porta con tutta la violenza del pregiudizio contro lo “stran(ier)o”. 

L’uomo lupo è un film sull’incomunicabilità dell’intimo; e soprattutto è un film sulla violenza che il senso comune e le istituzioni usano nei confronti di coloro che, anche se solo per fragilità, non sanno conformarsi alla cosiddetta “normalità”. A seguire incontro e confronto con la famiglia di Andrea Soldi. 

Martedì 5 ottobre 

h. 21.15 | San Pietro in Vincoli 

Adamo ed Etica Pop Economix (TO) 

Di Alberto Pagliarino 

Con Alberto Pagliarino, Fabrizio Stasia e la voce di Esther Ruggiero 

Regia e supervisione drammaturgica Alessandra Rossi Ghiglione 

Documentazione e supervisione giornalistica Nadia Lambiase Paolo Piacenza Coproduzione Ass. Pop Economix (TO), UNI Ente Nazionale di Normazione, Il Mutamento 

2029. L’Occidente vive la terza crisi economica globale, la più devastante da quando se ne abbia memoria.” 

La multinazionale Next crea Etica, un’app in grado di dare la soluzione a qualsiasi quesito: qual la donna che dovrei sposare? Il lavoro più giusto? Che taglio di capelli il migliore per me? Dentro i laboratori della Next si sviluppa la vicenda di Doc e Adam, il primo l’inventore di Etica, il secondo la cavia che deve sperimentarla. Mentre si evolve la dinamica dei due protagonisti, al di fuori della Next scoppiano le vicende grottesche dell’Occidente vinto dalla crisi: l’avvento di Etica nel mondo diventa una nuova speranza per l’umanità o forse una possibile fine?” 

Mercoledì 6 ottobre 

h. 21.15 | San Pietro in Vincoli 

Adamo ed Etica Pop Economix (TO) 

(replica) 

Giovedì 7 ottobre 

h. 21:15 | San Pietro in Vincoli 

Der Boxer Teatro Tabasco (SS) 

Un monologo di e con Michele Vargiu 

Musiche originali Elva Lutza (Gianluca Dessì, Nico Casu) 

Una produzione Teatro Tabasco (SS) 

Berlino, 9 Giugno 1933. Le pareti della birreria Bock contengono tante di quelle persone che sembrano dover esplodere da un momento all’altro. L’aria è impregnata del fumo di sigari e sigarette e del vociare confuso degli astanti. In quell’ambiente rumoroso e sovraeccitato di Fidicin Strasse sta per disputarsi la finale nazionale per il titolo dei pesi medi di pugilato. L’incontro comincia e sotto gli occhi stupefatti dei presenti accade qualcosa di incredibile: un pugile giovanissimo e veloce stende in sole sei riprese quello che era il gran favorito dalla folla. Il ragazzo si muove sul ring come se danzasse ed è bello come un Dio. Il pubblico, specialmente quello femminile, è in visibilio. Lui, quel campione che danza sul ring, si chiama Johann Trollmann. E’ il nuovo campione di Germania. Ma c’è un problema: è uno zingaro. Da quel momento Johann diventerà un nemico giurato del regime nazista tedesco, che proprio nella boxe vedeva la più alta espressione per l’affermazione della supremazia della razza ariana. Un “nemico” amato e idolatrato dal popolo, che in lui non vede lo “zingaro” che il regime cerca con ogni mezzo di denigrare, ma un campione capace di emozionare e far sognare. “Der Boxer” (“Il Pugile”, in lingua tedesca) racconta, in un monologo febbrile e appassionato, la grande e vera storia di un giovane uomo che – con la sola forza della sua determinazione – è riuscito a sfidare la follia del Terzo Reich e a farsi amare da un popolo intero, sfidando l’assurdità delle leggi razziali. Una storia appassionante e crudele, in tournée dal 2019 in tutti i teatri d’Italia, resa ancora più straordinaria dalle musiche dal vivo del duo Elva Lutza (Premio Parodi e nomination Targa Tenco 2019). 

Venerdì 8 ottobre 

h. 18.30 | San Pietro in Vincoli 

Il Granché 

Declamazione poetica a cura del Circolo Poetico Orfeo (TO) 

Una declamazione poetica sul modo di vivere e sentire gli spazi urbani; un’indagine poetica del rapporto fra l’uomo e la sua città. Un’iniziativa dedicata all’incontro, alla lettura, alla poesia, al teatro. Il pubblico è invitato a portare la propria esperienza pratica e poetica per una creazione letteraria unica; è invitato a portare con sé un bicchiere, una coperta e un testo che desidera condividere, per trascorrere una notte volta alla celebrazione delle parole stampate, per raccontare le proprie emozioni attraverso l’arte. 

h. 21:15 | San Pietro in Vincoli 

Pietro Neggio, il re dei ciarlatani (Italia, 2020 / 76 minuti) 

Associazione Il Tiglio ONLUS 

con il sostegno di: FCA Group S.p.A., Associazione Culturale Zampanò, Cooperativa Sociale L’Arcobaleno, Il Mutamento, Associazione Nazionale Museo del Cinema, Centro Studi Sereno Regis 

Il film è la storia di Pietro Neggio, personaggio immaginario già protagonista di una pièce teatrale, attore di teatro e pacifista, vissuto a Gassino T.se nella prima metà del ‘900. Alla lavorazione hanno preso parte in tutte le sue fasi, dalla sceneggiatura alla recitazione, 30 persone con disagio psichico e mentale insieme ad attori, artisti, insegnanti provenienti dalla società civile. Gli obiettivi, che riteniamo raggiunti, sono stati costruire senso di appartenenza, di comunità e di solidarietà partecipando ad un progetto comune e condiviso; educare e sensibilizzare il gruppo rispetto alle singole individualità e all’incontro con l’altro, riconoscendo e rispettando le proprie ed altrui fragilità. Ora, a lavoro pressoché terminato, intendiamo procedere per sensibilizzare la cittadinanza ai problemi legati alla sofferenza mentale mediante quest’opera in cui sono coinvolte persone con disagio mentale. 

Il Film sarà proposto alle scuole della Città di Torino per accompagnare una riflessione inerente alle tematiche del disagio e della sofferenza psichica. 

Sabato 9 ottobre 

h. 19.30 | San Pietro in Vincoli 

Il Granché 

Etnacity: pillole di musica medicina e parole nude 

Brani e Reading originali di Kris Ma Davide Fassio a seguire 

Cerchio di canti medicina 

h. 21:15 | San Pietro in Vincoli 

Di calcio, di amore e di altre sciocchezze 

Drammaturgia e regia di Pino Potenza 

Con Pino Potenza Luca Lusso 

Per noi il calcio è il gioco del pallone. Così Enzo apre lo spettacolo immediatamente incalzato da suo fratello Carmine, più grande di 5 anni, e di cui Enzo ha la tutela legale e che accudisce con affetto e paziente comprensione. Entrambi hanno una gran passione per il calcio, ma Carmine nonostante il suo autismo relativo e il suo comportamento infantile dimostra di essere un fuoriclasse. Insieme sono ingaggiati da una squadra semiprofessionale. E in campo di gioco Enzo tutela e si prende cura del fratello maggiore. 

Ma le cose a volte non vanno nel loro verso… e durante una partita entrambi sono causa, oggetto e fine di una rissa epica a seguito della quale saranno entrambi squalificati. Dopo questa rissa le autorità andranno a indagare sulla vita di entrambi. La scena si apre proprio mentre nell’anticamera del tribunale stanno aspettando che il Giudice confermi o revochi la tutela che Enzo esercita sul fratello Carmine. 

Così rivolgendosi a un ipotetico usciere, che non compare in scena, a questi raccontano le gesta della loro vita di fratelli… la loro infanzia, dove e quando e come hanno scoperto il calcio, e di quanto piacesse loro giocarci a pallone, e attraversano la loro vita di fratelli e il forte legame che li unisce sono in attesa che il Giudice li chiami… 

La conclusione sarà il conseguente epilogo di quanto entrambi raccontano e esprimono sul calcio, sull’amore e sulle sciocchezze con cui avranno intrattenuto l’indifferente usciere che li ha pazientemente ascoltati. Perché Per noi il calcio è il gioco del pallone. 

Domenica 10 ottobre 

h. 21.15 | San Pietro in Vincoli 

in collaborazione con ISAO Festival 

Rassegna L’alba dentro l’imbrunire 

Diretta da Valerio Vigliaturo, Direttore del Premio Inedito-Colline di Torino Prima edizione 

Procedura 

Di Renato Gabrielli Voce di Massimiliano Speziani Daniele Gaggianesi Regia Renato Gabrielli 

In un futuro non lontano sarà possibile commissionare la costruzione di credibili repliche di noi stessi, capaci di sopravviverci. Ma ai candidati verrà richiesto di seguire una complessa procedura. Uno, sessant’anni, benestante e filantropo, si sottopone a una serie di sedute volte a perfezionare un androide, L’Altro, che vuol essere la sua copia esatta all’età di trent’anni. Qualcosa nella procedura però si inceppa, costringendolo a fare i conti con aspetti dolorosi e imbarazzanti del suo passato. 

INGRESSI 

ISAO FESTIVAL 

San Pietro in Vincoli Zona Teatro: intero 8,00 € / ridotto 5,00 € 

Ridotti: soci Il Mutamento, professionali, residenti Circoscrizione 7, over 65, under 18

Ingresso unico per tutti gli eventi de IL GRANCHÉ: 5,00 € 

SEDI 

San Pietro in Vincoli Zona Teatro – via San Pietro in Vincoli 28 – Torino 

SOMS – Progetto Cantoregi – via Carlo Costa 23 – Racconigi (CN) 

IL MUTAMENTO ZONA CASTALIA 

Com. Stam.

9 recommended
comments icon0 comments
0 notes
120 views
bookmark icon

Write a comment...

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *