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La Cassazione: il comune non sempre risponde della macchia d’olio sulla strada

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Il comune non è sempre responsabile se il motociclista cade a causa di una macchia d’olio sulla strada. L’ente pubblico non può infatti essere ritenuto responsabile se non ha avuto il tempo di ripulire il manto stradale, pure osservando tutta la sua diligenza.

A queste conclusioni è giunta la Corte di cassazione nell’ordinanza 6826 del 2021, che ha affrontato il tema della responsabilità per danni da cose in custodia in capo al comune, ai sensi dell’articolo 2051 del codice civile. Secondo i giudici romani l’ente locale non è responsabile dei danni subiti dall’utente della strada, se fornisce la prova liberatoria che l’evento è stato provocato da cause esterne e improvvise create da terzi, non conoscibili e non eliminabili immediatamente, anche usando l’ordinaria diligenza, proprio come nel caso affrontato nell’ordinanza 6826. Un motociclista fa causa al Comune di Roma chiedendo il risarcimento dei danni subiti a causa di una caduta dovuta alla persita del controllo della sua moto per una macchia d’olio sul manto stradale. Il giudice di primo grado ha accolto la domanda, mentre la corte d’appello, a cui si è poi rivolto l’ente locale, ha ribaltato la sentenza a suo vantaggio. Il motociclista fa allora ricorso in Cassazione, ma anche i giudici supremi gli danno torto, in quanto egli è caduto pochi minuti dopo che un camion addetto alla raccolta della spazzatura aveva rilasciato la perdita d’olio, quindi nell’impossibilità oggettiva da parte del servizio di manutenzione del comune di pulire, esonerando pertanto l’ente locale da responsabilità per cose in custodia, ai sensi dell’articolo 2051 del codice civile.

Ciro Cardinale

CS

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