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La storia di Godwill in attesa di “Top Gun: Maverick”L’orgoglio e l’umiltà di un top gun forte e gentile

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C’è grande attesa oltreoceano per l’uscita (Covid-19 permettendo) di “Top Gun: Maverick” (prodotto dalla Paramount Pictures). Sembra, almeno per ora, che il film con Tom Cruise uscirà il 2 luglio 2021.

Dopo più di trent’anni di servizio nella Marina, il Tenente Pete “Maverick” Mitchell (Tom Cruise) ha schivato gli avanzamenti di carriera che avrebbero messo a freno la sua libertà ed è ancora un pilota coraggioso pronto a spingersi oltre ogni limite. Quando viene chiamato ad allenare un distaccamento di allievi dell’accademia Top Gun per una missione specializzata che nessuno al mondo ha mai portato a compimento, Maverick incontra il Tenente Bradley Bradshaw, nome in codice “Rooster”, ovvero il figlio del suo amico, il Tenente Nick Bradshaw, detto “Goose”.  Alle prese con un futuro incerto e con i fantasmi del passato, Maverick deve confrontarsi con le sue paure più profonde, fino ad una missione che richiederà il sacrificio ultimo di quelli che sceglieranno di parteciparvi.
Mentre il mondo, Italia compresa, si prepara ad accogliere “Top Gun 2”, gli italiani ricordano, trascorsi più di tre anni dalla sua dipartita, il “top gun numero zero” Luigi Bonavolontà
Nato nel 1941 a Marigliano, in provincia di Napoli, Luigi – detto Goodwill – era un colonnello dell’Aeronautica Militare e istruttore di volo con quasi 5000 ore di vita vissuta in aria. Fu istruttore in Libia, a Cervia, Foggia, Sardegna, Rimini e Galatina. Era anche chiamato “Girmi” (marca di un famoso frullatore) in quanto praticava un tounneau (manovra acrobatica che consiste nell’effettuare una rotazione completa sull’asse longitudinale del volo) a 6 giri; come lui ci riuscivano in pochi, all’epoca lo superava solo un russo che raggiungeva i 9 giri.  I suoi migliori amici erano il Fiat G91Y, detto Yankee, tutti i componenti della famiglia dei G91, l’F84 e l’F104. Amato e rispettato dai suoi colleghi, era solito staccarsi i gradi dalla divisa perché secondo lui “non era il grado che faceva un buon pilota, il buon pilota si vedeva cloche alla mano“.  
Famoso per aver fatto volare gli ombrelloni della Riviera Adriatica, in pieno agosto, durante un volo radente con un suo allievo, causando un vortice d’aria talmente potente che portò via le attrezzature dei lidi. Ebbe numerosi encomi per aver ripreso gli aerei in momenti dove altri si sarebbero ammazzati. Una volta un allievo in preda alle convulsioni ad alta quota svenne bloccando la cloche e rischiando lo schianto al suolo; fortuna che accanto a lui c’era Goodwill, che sbloccò la cloche a pugni e fece un atterraggio di emergenza sotto la soglia limite.
Quando ho saputo che avrebbero fatto il sequel di Top Gun mi sono commossa – commenta la figlia, Marianna Bonavolontà -, non solo per il ritorno sul grande schermo dell’affascinante Tom Cruise, ma anche – e soprattutto – per la forte emozione legata al ricordo di mio padre, che è stato il top gun italiano per eccellenza“.  

Com. Stam.


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