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L’agricoltura gelese boccheggia

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Dighe con carenze strutturali, invasi con ridotta capacità di approvvigionamento, assenza di investimenti e canoni consortili esosi mettono a repentaglio centinaia di posti di lavoro. “Serve un tavolo di confronto permanente aperto a tutti i soggetti interessati”

Un incontro urgente per affrontare la drammatica situazione dell’agricoltura gelese». Lo chiede con forza la Cisl di Agrigento, Caltanissetta, Enna. Per il segretario generale cislino Emanuele Gallo e per il rappresentante zonale Cisl Gela, Giuseppe Pellegrino «il confronto non è più rimandabile. Il Sindaco Cristoforo Greco coinvolga, per competenza, l’Assessorato regionale all’Energia, la deputazione nazionale e regionale, l’imprenditoria locale, le forze sociali e un rappresentante degli agricoltori. La dura crisi che si registra nelle nostre campagne non ha bandiere ma bisogno dell’apporto di tutti».

«Da troppo tempo – proseguono Gallo e Pellegrino – gli agricoltori dei territori di Gela, Niscemi, Butera e Mazzarino attendono risposte concrete per risollevare un settore allo stremo che sconta note carenze strutturali. Ogni anno, al termine della stagione delle piogge, che per l’80% concentra le sue precipitazioni tra autunno e inverno, si registra l’afflizione della carenza idrica con invasi vuoti e dighe che sfruttano appena il 25% della loro capacità di stoccaggio delle acque».

Per il segretario generale della Cisl di Ag, Cl, En «queste deficienze sono vergognose ed offensive per ogni agricoltore. Le dighe Comunelli, Cimia e l’invaso di contrada Disueri hanno un potenziale di scorta idrica di ben 41,6 milioni di mc. Purtroppo solo la miseria di 8 mc è disponibile a causa dell’insabbiamento dei bacini nonché dell’assenza di manutenzione. Per Disueri è stato poi finanziato un progetto per intervenire sulla lesione delle pareti. Tutto però rimane drammaticamente fermo».

«Il passaggio di gestione di queste dighe dall’Assessorato regionale all’Agricoltura a quello dell’Energia – aggiunge Emanuele Gallo – ha poi peggiorato la situazione. Visti i risultati sarebbe stato meglio lasciare tutto com’era puntando piuttosto ad interventi risolutivi. A proposito: che fine hanno fatto gli investimenti programmati per le dighe siciliane e inseriti nel Patto per Il Sud? Le somme sono disponibili perché non vengono utilizzate? E’ superfluo richiamare l’insostituibile funzione dell’agricoltura per l’ecosistema e per l’economia tutta. Come ritengo sia noto quanto sia diventata feroce la concorrenza dei paesi extra Ue che sono liberi dall’osservanza delle tante e vincolanti norme comunitarie».

«L’agricoltura di Gela, Niscemi, Butera e Mazzarino combatte battaglie a mani nude e deve anche sopportare la costante crescita di canoni consortili, vessatori e immotivati, ché non corrispondono i servizi lautamente pagati. La tensione generata dagli incrementi tariffari ha provocato la forte presa di posizione di alcuni agricoltori che, esasperati, sono arrivati al punto di querelare l’Assessorato regionale all’Agricoltura. Tutto ciò sta decretando la morte della politica alla quale chiediamo un sussulto d’orgoglio – conclude Emanuele Gallo –. L’istituzione di un tavolo permanente, sollecitato al Sindaco di Gela, Cristoforo Greco, è una buona occasione per rendersi utili. A repentaglio ci sono centinaia di posti di lavoro e larghe fette dell’economia del territorio gelese». Caltanissetta,

Emanuele Gallo Segretario generale CISL Agrigento, Caltanissetta, Enna

Com. Stam.


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