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L’albero di Giovanni Falcone arriva anche al Giardino di Borgo Molara

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L’albero di Giovanni Falcone arriva anche al Giardino di Borgo Molara Una talea del Ficus di via Notarbartolo, divenuto ormai il simbolo della rinascita di un’intera città, sarà piantumato all’interno del giardino di Borgo Molara, al termine della presentazione del libro “L’albero di Giovanni Falcone”, tratto da una storia vera, che si terrà domenica 19 maggio alle 17

Doppio appuntamento domenica 19 giugno, a partire dalle 17, al Giardino di Borgo Molara, con la presentazione del libro “L’albero di Giovanni Falcone” e la piantumazione di una talea del Ficus di via Notarbartolo, da cui la storia narrata nel libro trae origine.

Durante la presentazione, Alba Di Pasquale racconterà la storia dell’albero Falcone.

“Il Giardino di Borgo Molara è stato per noi e per l’intero quartiere una scommessa vinta – spiega Giuseppe Labita, presidente dell’associazione “People Help the People” che ha in gestione l’area – Si tratta infatti di un bene confiscato alle mafie che torna finalmente a disposizione dei cittadini. Poter ospitare una talea dell’Albero Falcone, che porta con sé quella memoria collettiva di cui tutti sentiamo il peso, diventa un segno concreto di rinascita in un luogo che è a sua volta simbolo della stessa lotta”.

Inspirandosi a questa storia vera, Rossella Drago, bibliotecaria della Biblioteca centrale della Regione Siciliana “Alberto Bombace” di Palermo, ha scritto, in collaborazione con Federica Terranova e la supervisione di Rosa Macaione, una bellissima fiaba, dedicata ai piccoli lettori, in cui il protagonista è proprio il Ficus, l’albero diventato un simbolo di riferimento importante per la nostra memoria collettiva. Grazie all’impegno di queste donne, Spazio Cultura Edizioni ha realizzato una originale pubblicazione editoriale, un albo illustrato da Simona Bartilomo, intitolato L’albero di Giovanni Falcone, già disponibile in tutte le librerie e presentato in anteprima al Salone Internazionale del libro di Torino.

Va sottolineato che le autrici hanno rinunciato alle royalties e anche la casa editrice donerà parte del ricavato della vendita del libro per la riqualificazione del Giardino di Borgo Molara, bene confiscato alle mafie e affidato a “People Help the People – APS“, che lavora alla realizzazione di un parco ludico-ricreativo per i bambini della città di Palermo.

All’incontro, oltre ad Alba Di Pasquale, saranno presenti: Rossella DragoSimona BartilomoGiuseppe Labita, presidente dell’associazione “People Help the People” e l’editore Nicola Macaione.

IL LIBRO

Gli alberi da sempre fanno parte dell’imaginario collettivo spesso con la funzione di guardiani silenziosi, presenze immaginarie e immaginifiche pronte ad elargire consigli sapienti. Nella realtà gli alberi sono davvero dei punti di riferimento all’interno della nostra vita quotidiana, essi scandiscono i nostri passi e colorano i nostri cieli; alcuni poi partecipano alla conservazione della nostra memoria storica grazie ad alcuni gentili umani che li preservano sempre e comunque. La storia racconta di un’umana extra-ordinaria e di un ficus, traccia vivente di una figura straordinaria entrambi prova che la cura delle cose comuni dovrebbe essere una sfida ordinaria.

LE AUTRICI

Rossella Drago, nata a Palermo (classe ‘72), è bibliotecaria presso la Biblioteca Centrale della Regione Siciliana “Alberto Bombace”.
Impegnata nelle attività di promozione della lettura, è volontaria lettrice “Nati per leggere” e appassionata sostenitrice dei dieci diritti del lettore di Daniel Pennac.

Alba Di Pasquale, nata a Palermo (classe ‘59). Ha lavorato presso un Istituto Bancario. Precedentemente era impiegata nell’Impresa di edile che si è occupata della costruzione del palazzo di via Notarbartolo dove appunto sorge l’Albero di Falcone.

Federica Terranova, nata in Puglia ma residente a Palermo (classe ‘89). Dopo gli studi classici, si è specializzata in valorizzazione dei beni culturali. Progettista di didattica culturale, è dedita alla promozione del patrimonio del turismo lento, naturalistico e sostenibile in Sicilia.

Com. Stam./foto

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