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Le politiche culturali e l’uso delle risorse dell’amministrazione Ruvolo

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In relazione alle notizie veicolate a mezzo stampa nei giorni scorsi aventi ad argomento la stagione teatrale del Regina Margherita occorre indicare i corretti confini della questione. L’intendimento di questa Amministrazione è quello di offrire alla Città percorsi culturali di qualità che consentano di intrecciare storia e arte locale con storia e arte sovra locali, promuovendo le competenze e le professionalità interne, e aprendosi a proposte nuove che dalla stessa città abbiano origine.

L’esperienza della Chiamata alle Arti e di Caltanissetta Capitale ha consentito di intercettare forze che negli anni hanno lavorato sottotraccia e che in quest’ultimo anno hanno trovato visibilità: le edizioni di Piazza a Colori, la mostra d’arte Estrazioni e Astrazioni, la rassegna Sicilia dunque penso sono soltanto alcune delle manifestazioni che questa Amministrazione ha incoraggiato con successo, sostenendo l’attività di associazioni e gruppi di cittadini volenterosi che, per il bene comune, si sono impegnati riuscendo ad essere veri protagonisti.

Inoltre, la capacità organizzativa e la capacità di costruire reti nazionali e internazionali già attuata dai promotori di KalatfilmFest e Musicalmuseo, oggi pubblicizzata su RAI5, sono per noi punti di riferimento per nuove iniziative. La disponibilità a condividere progetti innovativi costituisce, in ogni caso, una modalità di approccio che si inquadra in un progetto-città aperto e dinamico. Da ultimo: il progetto Museo moncadianodiffuso, proposto dall’Associazione Alchimia, ha costruito le condizioni perché Caltanissetta diventasse capofila di una rete di Comuni storici; la Rete Museale del Centro Sicilia si è fatta promotrice di una riunione tra tutte le reti museali regionali, che si svolgerà proprio a Caltanissetta il 13 febbraio. La stessa presenza di Moni Ovadia a Caltanissetta ha origine da un incontro avvenuto in occasione della prestigiosa mostra tenutasi a giugno presso la Galleria civica d’arte di Palazzo Moncada, Erranza e Approdi.

I recenti articoli e le dichiarazioni di una parte degli operatori del mondo dello spettacolo lanciano allarmi che contrastano con una linea di trasparenza e collaborazione che si è tenuta con tutti, anche con quanti lamentano un disinteresse che, nei fatti e con atti pubblici, è dimostrato non esserci.

Questa Amministrazione, nei limiti di un Bilancio e di una politica che negli anni ha tolto progressivamente luoghi e risorse alla Cultura, si sta impegnando e anche in questo caso, con l’apporto di associazioni e cittadini volenterosi a far rivivere spazi dedicati alla unicità del patrimonio librario e artistico, come la Biblioteca e Palazzo Moncada. Nel corso dell’anno 2015 ben dieci mostre si sono succedute presso la Galleria civica d’arte, presentazioni di libri e una rassegna di conferenze hanno popolato la Biblioteca e le nuove sale del Piano nobile. Per non dire del lavoro di selezione del fondo librario antico ancora in corso. Su questi iniziative che riguardano tutti indistintamente, perché riguardano la memoria storico-artistica, sono stati impegnati i residui di una programmazione fitta e costante che, comunque, ha previsto anche il sostegno a manifestazioni decennali che oggi devono confrontarsi con nuove proposte e nuovi operatori.

Quando si gestisce denaro pubblico, soprattutto se si fa della Cultura un proprio obiettivo strategico, occorre guardare ai tanti aspetti che compongono il variegato intreccio di arti e identità: dalla devozione popolare alla musica classica, dal divertimento dei bambini, al restauro del patrimonio artistico. Ciascuno può fare la sua graduatoria di preferenze, ma chi guarda ad un progetto-città deve cercare un equilibrio ponderato e deve cercare di creare la condizioni perché i progetti continuino a camminare sulle proprie gambe, specie nel caso di iniziative la cui gestione è legata ad attività imprenditoriali.

Caltanissetta è ricca di giovani attori, registi, cantanti, pittori, poeti, musicisti, ballerini, di giovani studiosi e ricercatori, e il loro talento e la loro professionalità attendono di essere valorizzati e attendono di trovare, prima nella propria città e poi, ci si augura anche all’esterno, una possibilità per costruire un percorso di sperimentazione e di gratificazione personale.

Ad esempio, la proposta teatrale con la presenza di Moni Ovadia sarà un valore aggiunto. Infatti, il Maestro ha già dato la sua piena disponibilità per organizzare incontri e aprire le prove dello spettacolo che sarà realizzato presso il Teatro Regina Margherita. Potrebbe essere un’occasione di confronto per le tante compagni teatrali che operano sul territorio. Per non dire che proprio da una buona campagna abbonamenti potranno essere trovate risorse per sostenere progetti locali qualificanti per la città.

Mantenere le attività secolari come la Settimana Santa, conciliare l’eterogeneità dell’offerta, la qualità delle tante proposte, la volontà incoercibile di tornare a guardare ai luoghi della cultura, sapendo che le risorse Regionali e Nazionali non fanno della Cultura un servizio necessario, impone delle scelte.

Non è il caso di alimentare polemiche con chi, oggi, si lamenta sapendo di forzare la mano rispetto ad una impostazione che vuole “scardinare” il sistema dei monopoli clientelari.

Si stanno attivando tutti quegli strumenti della partecipazione, compresa la Consulta della Cultura, per i quali saranno i cittadini ad individuare le priorità e valutare verso quali obiettivi strategici indirizzare la politica culturale, sociale ed economica per la Città. Le considerazioni potranno essere fatte in comune e nelle sedi di un confronto libero e sereno che guardi all’interesse generale.

Infine, volendo chiarire nello specifico la questione del Festival Città di Caltanissetta, sin dal 2012 a oggi le Amministrazioni hanno assegnato, per ogni anno, un sostegno economico di € 15.000, fatta eccezione per l’anno 2014, quando a marzo ne vennero assegnati € 17.000. Anche quest’anno, in un incontro propedeutico svoltosi in Comune, si è concordato con l’organizzatore di mantenere lo stesso impegno di spesa di € 15.000 a fronte dei continui tagli che il Bilancio ha dovuto subire negli anni.

KKKKK
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