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Le unioni civili e il diritto all’adozione

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Ci ho pensato tanto. Tantissimo. Avevo già espresso la mia opinione ma oggi la esprimo ancora una volta. E’ un argomento troppo importante per fare finta che non esista. Io sono a favore delle unioni civili. Chi vuole contrarre matrimonio, indipendentemente dall’orientamento sessuale, deve essere assolutamente libero di farlo. Non sono convinta che il vincolo del matrimonio cambi l’amore che c’è all’interno di una coppia, ma il mio è il punto di vista di una persona privilegiata. Sono privilegiata perchè posso scegliere. Scegliere di sposarmi e quindi regolarizzare la mia posizione, scegliere di non farlo e vivere bene comunque. Mi basta svegliarmi una mattina, andare in comune, pagare due marche da bollo e, a quel punto, avrò un marito. E lui avrà una moglie. Sono una rompiscatole comunque, quindi, di fatto, al povero fidanzato non cambierebbe nulla e nemmeno a me cambierebbe nulla: lui continuerebbe a tirarsi la coperta la notte, costringendomi a dargli le gomitate mentre dorme per avere ciò che mi spetta, ovvero la mia parte di coperta. Parliamoci chiaro: a me dei gusti sessuali delle persone non importa un fico secco. No davvero, è una cosa che non riesce a interessarmi. Sei uomo e ti piacciono le donne? Bene. Sei donna e ti piacciono gli uomini? Bene. Sei uomo e ti piacciono gli uomini? Bene. Sei donna e ti piacciono le donne? Bene. Che siate donne o uomini, l’unica cosa che mi importa è che non vi piaccia il mio di uomo. Per il resto, amatevi e siate felici. Sempre. Se l’Italia non ha ancora approvato le unioni civili tra persone dello stesso sesso, un motivo ci sarà. Io non sono esattamente una persona religiosa e non sono esattamente una persona che ha molta stima per la Chiesa, ma la Chiesa esiste e ce l’abbiamo dentro casa e ciò non gioca a nostro favore. Sarebbe bello che la Chiesa non interferisse nelle questioni del nostro paese, ma non so se questo accadrà mai. Se un giorno accadrà, farò il bagno dentro la Fontana di Trevi per festeggiare, in barba alla polizia, al vivere civile e a qualsiasi legge vieti di fare il bagno nelle fontane pubbliche. Al massimo, mi arresteranno e sarò fuori nel giro di tre ore. Sulle adozioni, altro tema scottante, molto scottante e non solo le adozioni omogenitoriali, tutte le adozioni. Adottare, in Italia, è un processo lento e faticoso che richiede nervi saldi e una buona dose di sopportazione che, per dire, io non ho. Io manderei tutti a quel paese dopo mezzora che mi stanno addosso; anzi, forse a mezzora non ci arriverei. Credo che l’adozione non sia per tutti. C’è gente che può e gente che non può. Io, per esempio, non potrei. Non avrei la forza, il coraggio, la tenacia, la pazienza. Non riuscirei ad essere giudicata, setacciata, indagata. No, non ho nulla da nascondere, non ho scheletri dentro l’armadio, ma io questa sono. Non so neanche se, in futuro, potrei essere una brava madre. Tempo fa, qualcuno mi ha detto che il mio fidanzato sarebbe un papà fantastico. Io non sono proprio stata nominata, come se, nel caso, il figlio se lo facesse da solo. Ma questo è. Ecco, l’ho detto: non credo che tutti possano essere dei buoni genitori. E questo non ha nulla a che vedere con l’orientamento sessuale. Non è questione di essere gay o etero. E’ che prima di avere un’etichetta sulla base del sesso della persona con cui ci accoppiamo, siamo persone e le persone -fortunatamente aggiungerei – non sono tutte uguali. Ogni caso, andrebbe preso singolarmente, ogni coppia andrebbe valutata per quello che è. Ho letto un post di recente in cui c’era scritto che gli etero non sono genitori migliore dei omosessuali perchè, d’altronde, la Franzoni è eterosessuale. Io, da eterosessuale, con tutto il rispetto, non mi identifico con una signora che è stata condannata per l’omicidio del figlio di tre anni. Che lei sia etero o meno, resta il fatto che è un’omicida. Anzi, un’infanticida che, per quanto mi riguarda, è pure peggio. Non che sia meglio uccidere un adulto, ma uccidere un bimbo indifeso, per di più sangue del proprio sangue, mi da dei brividi che difficilmente riuscirei a spiegare. Questa classificazione di genere mi fa ribrezzo: il voler a tutti i costi distinguere le categorie in base alle scelte sessuali. Etero buoni, gay cattivi da una parte e gay buoni, etero cattivi dall’altra. Eh no, non è così che funziona. Siamo persone. Persone tutte diverse l’una dall’altra, alcuni sono buoni, altri cattivi. E siccome la vita non è una favola, non è detto che alla fine siano sempre i buoni a vincere. Direi comunque che tutta sta manfrina sulle adozioni non è necessaria visto che il tipo di adozioni di cui si parla sono le adozioni del figlio del partner. Io ho un figlio, tu sei il mio partner, ma non il padre del figlio e vuoi riconoscerlo e adottarlo. Questo è, per farla breve. L’adozione del figlio del partner, in Italia, è consentita soltanto all’interno del matrimonio. Se io avessi un figlio, il mio fidanzato non potrebbe adottarlo. Qualora il mio fidanzato venisse elevato allo step successivo, ovvero quello di marito, invece potrebbe farlo. Se le coppie dello stesso sesso non possono (ancora) sposarsi, vien da se che non possono nemmeno adottare il figlio del partner. Logico, non fa una piega. Sono dell’idea che le conquiste si ottengano un passo per volta e che, una volta ottenuto il diritto di sposarsi, verrebbe probabilmente da se anche il diritto di adottare il figlio del partner. Ovviamente, tutto il (legittimo) disordine che è stato creato per ottenere il diritto di sposarsi, è passato in secondo piano perchè sono state messe in mezzo le adozioni e, come sempre in questi casi, i diritti dei bambini. Capirai, i diritti dei bambini hanno risvegliato anche Madre Teresa di Calcutta, visto che per diritti dei bambini si intende quella cosa che si tira fuori quando non si sa più che dire. Io penserei prima alle unioni civili e, una volta ottenute quelle, penserei al resto. Sono dell’idea, però, che adottare il figlio del compagno non sia per tutti. Etero o gay che siate. C’è chi può e chi non può, dipende dal singolo e non dall’orientamento sessuale. Così come non è per tutti, riuscire ad amare il figlio di un compagno, avuto da una precedente relazione. Cenerentola docet. Impariamo a non farci la guerra. Impariamo a non dire che le nostre scelte, di qualsiasi tipo, sono migliori di quello di un altro. Impariamo a rispettarci l’un l’altro per quello che siamo e non per il sesso della persona con cui andiamo a letto.

di Gilda Serafini

 

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