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Libri e cinema da Zō con “Centoventisei”  di Ezio Abbate e Claudio Fava e “L’amico americano” per la rassegna su Wim Wenders

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Il 4 luglio in calendario da Zō Centro culture contemporanee di Catania, la presentazione di “Centoventisei”, romanzo di Ezio Abbate e Claudio Fava, e la proiezione de “L’amico americano”, quarto e ultimo film della rassegna “Il cinema di Wim Wenders: visioni del mondo”

Lunedì 4 luglio doppio appuntamento da Zo centro culture contemporanee di Catania: alle ore 19 verrà presentato “Centoventisei” di Ezio Abbate e Claudio Fava, Mondadori editore; alle 21 sarà proiettato “L’amico americano”, quarto film della rassegna “Il cinema di Wim Wenders: visioni del mondo”.

“Centoventisei” di Ezio Abbate e Claudio Fava racconta i preparativi per la strage di via D’Amelio a Palermo del 19 luglio 1992, quando la mafia uccise il giudice Paolo Borsellino e la sua scorta. A partire da quella Fiat 126 imbottita di tritolo. Letture a cura di David Coco e Liborio Natali. L’incontro è organizzato insieme con le librerie Legatoria Prampolini e Vicolo Stretto di Catania. Ingresso libero.
Il libro. Un vecchio killer in disarmo, una sospettosissima moglie al nono mese di gravidanza, un balordo che vuole farsi mafioso. Accade tutto in una notte d’estate palermitana. Attorno al furto della “centoventisei” si accende un crescendo di presentimenti, equivoci, rivelazioni, fughe. Sullo sfondo, l’ombra densa e a tratti grottesca di Cosa Nostra e dei suoi progetti di morte. Finché la notte si spegne in un’alba limpida e imprevedibile. Claudio Fava ed Ezio Abbate scrivono un racconto di fulminante efficacia in cui, senza mai citarla, alludono ai preparativi della strage di via D’Amelio. Prendono distanza dalla cronaca degli eventi, ma mettono in scena tre personaggi nella cui vita e nella cui personalità vediamo il mondo di chi è nato sotto la mafia ed è abituato a ragionare e ad agire secondo lo schema “ubbidisco o muoio, uccido o vengo ucciso”.
“Centoventisei”, in libreria dal 28 giugno, diventerà uno spettacolo teatrale prodotto dal Teatro Stabile di Catania e dal Teatro Biondo di Palermo.
Claudio Fava (Catania, 1957), giornalista, è inviato per i maggiori magazine italiani. Scrive per il cinema (“I cento passi”, David di Donatello 2001 per la migliore sceneggiatura), per la televisione (fra le altre, la serie “Il capo dei capi”) e per il teatro. Tra i suoi libri: “Nel nome del padre” (1996), “Il mio nome è Caino” (1997), “La notte in cui Victor non cantò” (1999), “Teresa” (2011), “Mar del Plata” (2013), “Prima che la notte” (con Michele Gambino, 2014), “Il giuramento” (2019) e “L’isola” (con Michele Gambino, 2020). Attivamente impegnato in politica, attualmente è presidente della Commissione Antimafia siciliana.
Ezio Abbate (Cassino, 1979), sceneggiatore, è fra i creatori delle serie tv “Suburra”, “Curon”, “L’ora”, “Squadra mobile”, “Le mani dentro la città”, e “I diavoli”. Ha scritto soggetto e sceneggiatura dei film “Banat” (2015, presentato alla Settimana Internazionale della Critica di Venezia) e “Frontiera” (vincitore del David di Donatello 2019 per il miglior cortometraggio).

La rassegna “Il cinema di Wim Wenders: visioni del mondo”, all’interno del KinEst Fest, festival del cinema dell’Europa centrorientale, organizzato dall’associazione Dolina Miru, si chiude con “L’amico americano” del 1977, con Bruno Ganz e Dennis Hopper, durata 2 ore e 6 minuti. Il film è tratto dal romanzo giallo di Patricia Highsmith “Ripley’s Game”. La storia parte dal personaggio di Tom Ripley (Dennis Hopper), ma il protagonista dell’opera è Jonathan Zimmermann (Bruno Ganz), un corniciaio di professione, che si ritrova, suo malgrado, immerso in una vicenda torbida, a contatto con la malavita. In questa intricata storia due trame si intrecciano: la prima è costituita dal mercante statunitense di quadri che cerca di vendere le opere del suo protetto ad un prezzo “gonfiato”, grazie alla trovata di spacciarlo per morto; la seconda è la malattia che colpisce il corniciaio e che lo porterà a fare il killer per sopravvivere. I piani dell’organizzazione malavitosa falliranno grazie alla sorprendente amicizia sorta fra Ripley e Zimmermann. Il protagonista tuttavia non riuscirà ad assaporare un po’ di serenità per lo scampato pericolo, poiché la malattia lo stronca in breve tempo. Il film è stato definito un “thriller esistenziale”, puntualizzando che in questa versione cinematografica del libro della Highsmith, più che i fatti, conta il malessere che suscitano. Un film che riflette sulla morte, sull’amicizia e guarda al cinema americano con “occhi europei”. Come in altre sue opere, anche qui Wenders affronta un tema a lui particolarmente caro, ossia l’enigma della vita.

Biglietto: € 5 euro. Informazioni e prenotazioni: 3479348300.

Zō Centro culture contemporanee: piazzale Rocco Chinnici, 6 – 95129 – Catania.

Com. Stam./foto

L’amico americano di Wim Wenders

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