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L’inventore del sonoro al cinema era siciliano. Attraverso una mostra inedita la Regione celebra Giovanni Rappazzo

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L’Assessore Samonà : “Un atto di giustizia storica, un’opportunità per conoscere il genio siciliano”

Palermo – Il creatore del sonoro al cinema era un siciliano, Giovanni Rappazzo nato a Messina nel 1893 e morto nel 1995 dopo aver ricevuto, appena un anno prima, la nomina di Grande Ufficiale al Merito della Repubblica Italiana come primo ad aver brevettato il cinema sonoro.

E a lui è dedicata la mostra “Rappazzo, l’inventore del cinema parlante” che si inaugura al Museo Riso di Palermo giovedì 16 Dicembre alle 18.


“Una mostra che è anche un atto di giustizia storica – sottolinea l’assessore regionale dei Beni culturali e dell’Identità siciliana, Alberto Samonà – per dare il giusto merito a un figlio della Sicilia che si è distinto per la genialità della sua invenzione. Purtroppo non sempre la storia riconosce i reali meriti e spesso prevalgono rapporti di forza e dinamiche economiche. A Giovanni Rappazzo il merito dell’intuizione e dell’invenzione. Una mostra importante perché restituisce la verità storica negata, attribuendo la paternità del sonoro nel cinema a questo grande siciliano”.


Durante la giornata inaugurale, l’attrice Erika La Ragione, racconterà brani della storia di Rappazzo mentre il cinema in bianco e nero verrà celebrato con una sonorizzazione “live” di Angelo Sicurella per un inedito video su Beckett, di Martino Lo Cascio che della mostra ha curato l’allestimento sfruttando uno spazio del museo in chiave fortemente iconica e minimalista.
“Bisogna finalmente restituire a Giovanni Rappazzo ciò che è di Rappazzo. La mostra – dice il curatore Martino Lo Cascio – è solo il primo passo per riscattare un’ingiustizia storica e restituire visibilità a chi per primo ideò e costruì i prototipi funzionanti del sonoro nel cinema. E che riuscì anche a brevettarli, esattamente 100 anni fa, collezionando solo rifiuti e silenzi assordanti. Purtroppo la paternità della creazione, i diritti d’autore, la fama meritata, gli furono negate per una serie di vicissitudini, ma anche di raggiri di cui fu vittima. Come già con Meucci per il telefono, le grandi aziende d’oltreoceano riuscirono, infatti, a farla franca e “sbancare” i botteghini accaparrandosi l’invenzione del secolo».

La mostra è un’iniziativa dell’Associazione Culturale Nottedoro con il patrocinio dell’Assessorato dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana.

Anche il regista Marco Tullio Giordana, che firma una bella introduzione al catalogo, sostiene «Magnifica dunque l’idea di ricordare Giovanni Rappazzo e rendere omaggio ai suoi talenti, sottraendolo all’oblio o alla celebrazione dei soli specialisti».

L’allestimento si compone di 11 tavole che raccontano altrettanti episodi biografici dell’inventore messinese. L’odissea di questo straordinario siciliano scorre attraverso le opere di 11 disegnatori italiani: da Acciari a Allo, Cesalli, Ferrara, Ferraris, Massenzio, Melegari, Nobile, Oliveri, Raimondi, Sbacchi. Undici tavole di grande impatto visivo ed emotivo in stile “graphic novel”.

Autori conosciuti e affermati ed altri meno noti, disegnatori di Milano, Genova, Bologna, Firenze, Napoli, Palermo, Messina, le stesse città delle peregrinazioni del nostro inventore, che rendono onore all’inventore attraverso un panorama variegato di opere rese nell’arte del fumetto/illustrazione. Tecniche diverse e propensione al gesto artistico che si compongono in un insieme armonioso.

“Strisce” ricche di appeal e capaci di divulgare la storia misconosciuta di Rappazzo affinché lo spettatore ne custodisca e preservi la memoria. Una stringata opera corale, contemporanea, che nelle intenzioni dell’Associazione Nottedoro dovrebbe spingere soprattutto i giovani a coltivare e investire energie e risorse nelle proprie intuizioni, creazioni, sogni.

La mostra sarà visitabile dal 16 Dicembre al 16 Gennaio negli orari di apertura del Museo Riso.

Com. Stam.

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