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MARCO COSTANTINI – “L’ANGELO DI STOFFA”

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Breve recensione del libro di Marco Costantini a cura di Ilaria Solazzo.

Federico Bini vive a Lavinio insieme alla nonna Sandra e la madre Vanessa e soffre della mancanza del padre, un uomo che ha deciso di sparire senza lasciare traccia. Nonostante la sua assenza, la famiglia gode della protezione di un pupazzo di stoffa, un angelo protettore che nonna Nannarella, madre di suo padre, ha regalato a Federico quando era piccolo.

Al pupazzo, però, si scuciono le braccia e Federico non ha il cuore di rivelare la notizia alla nonna per non causarle una sofferenza. Pronto a ripararlo o a ritrovarne uno simile, passa in rassegna i negozi di giocattoli della sua zona, finché in uno di questi incontra la piccola Rebecca. Nasce, in lui, un amore a prima vista.

Senza essere riuscito nel suo intento il giovane decide di fare visita al collezionista dal quale nonna Nannarella aveva preso il pupazzo. Non lo trova, ma al suo posto conosce Zii Nello, il vicino di casa dell’uomo: un anziano senza famiglia, altruista e sempre pronto a rivolgere una preghiera a Dio. Anche questa volta Zii Nello non si tira indietro e decide di aiutare il giovane permettendogli, grazie al suo contributo, di trovare un sostituto del suo angelo ormai monco.

Poco dopo, l’anziano sparisce improvvisamente. Federico lo ritrova in uno spiazzo di campagna, inerme. In quel momento scopre che Zii Nello soffre della morte di Daniele, suo figlio, e capisce che l’anziano sta vivendo un lutto ancora irrisolto. Nel tentativo di salvarlo, il giovane perde il pupazzo appena ritrovato. Quale sarà il finale di questa inattesa congiuntura? Riuscirà adesso l’angelo a proteggere Zii Nello e Federico?

Lo scrittore Marco Costantini ha raccontato con delicatezza una storia molto particolare. Purtroppo sono tante le persone ma anche i personaggi famosi che proprio come Federico non hanno visto nelle mura domestiche la costante presenza del proprio padre. In casi come questo ci si aggrappa con forza alle figure femminili della famiglia quali la nonna e la mamma. In situazioni difficoltose ci si affida a oggetti disponibili che assumono un valore alto a livello affettivo come accaduto al pupazzetto di Federico

Intervista

Ilaria Solazzo, giornalista pubblicista e blogger, ha intervistato, oggi, per noi de “Il giornale l’ora” la Dottoressa Sheyla Bobba.

Ilaria – Che emozioni ha suscitato in te la lettura di questo libro?
Sheyla Bobba – Bella domanda e più articolata di quanto si possa immaginare! Conosco Marco da qualche anno, l’ho visto lottare per essere l’uomo che è oggi. Conosco la splendida Maria Rica, moglie e braccio destro. Sapevo dell’esistenza di questo testo e, ancor prima di leggerlo, lo volevo. Lo volevo anche come editrice, infatti Marco Costantini con L’angelo di stoffa è il primo autore (oltre a me medesima) edito dalla mia Casa Editrice, SBS Edizioni. Permettimi, Ilaria, di divagare un istante e ringraziare la mia giovane e brillante editor, Ginevra Lupo, preziosissima.
Quando è arrivato il testo e ho cominciato a leggerlo ho ritrovato la forza e la semplicità dell’autore, l’amico che conosco. La sua umiltà e anche, mi perdonerà se lo dico, il suo senso di colpa, lo ha abbondantemente sanato, ma ancora non è del tutto convinto…
La potenza di questo romanzo sta nell’umanità dello scrittore e nella storia stessa, nell’ammissione delle proprie debolezze, dei bisogni reali. Nel valore dei “vecchi e sempre attuali” principi, insomma nel bene. Senza mai essere bacchettoni, al contrario, dando libertà di essere se stessi ad ogni personaggio.

Ilaria – Quali trovi siano i punti di forza di questo romanzo? 
Sheyla Bobba – Come editore ho puntato su Marco perchè crede in quello che fa e quindi ama il suo libro e ha le capacità, la voglia e la costanza di diventare uno scrittore: che non è colui che scrive solo un libro, ma è la persona che lo porta al mondo. Una differenza abissale.
Come lettrice riconosco che è un libro potente, semplice e lineare. Non ricerca parole contorte. Arriva dritto al punto. E c’è qualcosa in più: ci sono i nonni, queste splendide figure che la pandemia, in questi due anni, ha estirpato in gran parte. Un lutto devastante, che va ben oltre la nostra casa, la storia è un prezioso e imprescindibile punto di partenza per ogni nascita, vita, progetto… si deve cominciare sempre dalla storia. Un lutto che ci lega tutti, e questo libro ci ricorda anche cosa abbiamo perso, e ci insegna a custodirlo.

Ilaria – Ha anche a tuo avviso una parola che può racchiudere bene tutto il libro?
Sheyla Bobba – Ovviamente famiglia. Ma badate bene, l’amore che c’è tra Zii Nello e Federico non è dato da legami di sangue, ma dall’amicizia, quella che ti dona, poi, una famiglia.

Ilaria – Perchè i lettori, a tuo dire, dovrebbero acquistare il libro e leggerlo il prima possibile?
Sheyla Bobba- Per vivere una storia di famiglia, appunto. Come dicevo serve per stringere forte quel legame che, a volte, neppure comprendiamo, tra le persone che abbiamo accanto e che troppo spesso diamo per scontate. L’angelo di stoffa, inoltre, è un perfetto dono di Natale.

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