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Nel Master Round Vicenza e Milano vincono, di misura, in trasferta. Nel Playoff Round Edera e Cittadella sfruttano il fattore “casa”

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Padova ed Asiago arrivano ad un soffio dall’imporre il pari alle due big del campionato che vincono entrambe con una sola rete di vantaggio. Il Cittadella si conferma squadra più in forma nel gruppo delle inseguitrici

Era solo questione di tempo, ne eravamo certi. La settimana scorsa era iniziata questa seconda fase di campionato che sì, ci aveva dato qualche indicazione, ma sapevamo che non sarebbe stato tutto da prendere come linea definitiva. Il turno di ieri ha, come una mano che con un pennello spazza via residui superficiali, mostrato la realtà dei fatti. Con Ferrara fermo ai box sembrava che Milano (alla sua prima gara nella seconda fase) e Vicenza l’avrebbero fatta da padrone nel Master Round, mentre dall’altra parte, nel Playoff Round c’era attesa per l’esordio del Trieste e soprattutto per l’incontro/scontro tra Cittadella e Verona. Ecco! Se pensate che tutto sia andato secondo i piani e che questa fase di stagione sia una semplice transizione prima dei Play Off scudetto, vi sbagliate di grosso. Dopo qualche settimana turbolenta, che ha anche messo a dura prova la tenuta fisica e mentale delle squadre, la questione si fa sempre più interessante ed i risultati di questo sabato sera non possono che confermarlo. Tantissimo equilibrio e risultati in bilico fino all’ultimo assalto: spettacolo!

Ospiti irriverenti – Era da poco tramontato il sole, ma il Pala Raciti di Padova era già illuminato a giorno per accogliere l’HC Milano. Una sfida niente male tra i ritrovati Ghosts e la corazzata meneghina. I padroni di casa alla terza gara consecutiva tra le mura amiche, tra Coppa e campionato, avevano l’obbligo di provarci e mostrare a tutti di aver ritrovato lo smalto di inizio stagione. E poi in gare come queste non si ha nulla da perdere e tanto vale lanciarsi a capofitto. L’inizio coraggioso del Padova però non è dei più fortunati perché un retropassaggio in balaustra di Calore si tramuta in un assist perfetto a Fiala che, da metà campo esatta, se ne va indisturbato verso la porta (nel più classico dei “rigori”) e blocca il cronometro dopo solo un minuto e mezzo. Una rete fulminea che fa strabuzzare gli occhi e fa pensare ad una sabato davvero da incubo per Padova. Il Milano prende in mano il gioco e chiama agli straordinari Laner che si fa trovare pronto, mentre i suoi compagni tentano comunque di ribaltare le azioni, ma senza successo. La metà del primo tempo si avvicina ed i patavini commettono fallo, e non è mai conveniente quando difronte si ha un avversario del genere che non si fa pregare: così dopo un paio di miracoli di Laner, arriva il raddoppio di Belcastro che su assist di capitan Banchero spiana la strada ai rossoblu. I padroni di casa devono accettare la situazione e tenere duro. I restanti minuti scorrono tra affondi milanesi e timide ripartenze venete. Prima del riposo il Milano ha ancora la possibilità di giocare un power play, ma stavolta la trama difensiva dei Ghosts funziona. Dopo la pausa si torna in pista ed i meneghini ricambiano il favore concedendo una superiorità che però Padova, nonostante vada in un paio di occasioni vicino al gol, non riesce a sfruttare. Ripristinata la parità numerica, gli ospiti tornano ad impostare ed a comandare il gioco senza però riuscire ad “ammazzare” la partita. A metà del secondo tempo arrivano una serie di brividi per Padova che prima commette fallo, ma dopo essere uscita indenne riesce a trovare nelle azioni successive l’assist di Elia Calore che Lorenzo Campulla, da posizione angolata, tramuta nel 1-2. Si riaprono così le speranze per i fantasmi che sognano una rimonta come successo in Coppa Italia contro Ferrara, ma Milano non abbassa la guardia e tiene lontano i pericoli dalla propria porta. Si arriva ai minuti finali della gara e gli ospiti “sgasano” per mettere fine al match e trovano la rete di Banchero che ringrazia Fiala per il supporto. Lorenzo Campulla non si da però per vinto e con un altro gol dalla distanza (doppietta) prova a suonare la carica nell’ultimo giro di orologio. Cantele gioca la carta del 5° uomo di movimento togliendo Laner ma il tentativo della disperazione di Francesco Campulla finisce sulle gambe di Ferrari e i sogni di nuova rimonta si infrangono sulla sirena. Milano festeggia l’esordio al Master Round con una vittoria, ma Padova le tiene testa fino alla fine dimostrando di essere tornata squadra che può impensierire e frenare più di qualcuno. 

Dalla pianura veneta si sale sull’altopiano per assistere al derby tra Asiago Vipers e Diavoli Vicenza. I ragazzi di coach Rigoni avevano bisogno di ritrovare se stessi, anche i punti ovviamente, ma questa gara era un crocevia di dubbi, domande e speranze. Non si poteva sprecare anche questa chance, ed il derby è una terapia d’urto che capita a pennello. A rompere gli equilibri, su una ripartenza veloce, ci pensa, come un beffardo segno del destino, Nicola Frigo, asiaghese e anche ex arancio-nero, che raccoglie da Pace e insacca a porta vuota con Facchinetti disteso alla ricerca di intercettare il passaggio. Non trascorre molto e Asiago commette un fallo assolutamente evitabile con Schivo, non esattamente la reazione che si attendeva, e proprio sullo scadere arriva il raddoppio vicentino per mano di Dal Sasso, asiaghese anche lui, che devia l’assist a tutto campo di Sigmund. Per le vipere si iniziano ad addensare nubi scure all’orizzonte e solo una folata d’orgoglio può spazzarle via. L’occasione di reagire si presenta resistendo ad una nuova inferiorità (troppi uomini in campo), in cui Vicenza non trova il pertugio per dare il ko ai padroni di casa che invece iniziano pian piano ad alzare la testa e prendere coraggio. Si va negli spogliatoi e l’atmosfera sembra essere cambiata, la gara è aperta e va vissuta intensamente anche nel secondo tempo. Le ostilità riprendono seguendo il filone della prima frazione, le azioni rimbalzano da una parte e dall’altra tenendo tutti con il fiato sospeso e, dopo aver rischiato in due occasioni, Asiago piazza la rete con un’incursione decisa di Panozzo che arriva per primo sul disco che lui stesso aveva appena spedito sul palo della porta di Frigo e insacca in back. La porta del match che sembrava si stesse chiudendo è dunque bloccata dalla coda delle vipere che adesso ci credono. Il pubblico si gode il momento tra azioni che potrebbero far spostare l’ago della bilancia da una parte o dall’altra. I padroni di casa costretti ad erigere un muro per difendere la penalità di Rossi, resistono e ripartono alla rincorsa del pareggio. Il tempo però scorre via inesorabile e si guarda con sempre maggiore insistenza al cronometro. A meno di due minuti l’Asiago recrimina per un fallo “solare” che non viene assegnato, le polemiche però devono essere presto dimenticate per tornare a giocare e provare gli ultimi disperati attacchi alla porta vicentina. Anche qui, come a Padova, fuori il portiere e “assalto all’arma bianca” verso la porta berica ma Frigo non lascia pertugi. Nulla di fatto, sul tabellone rimane l’1-2 per i Diavoli che restano così al comando del girone di Master Round (con una gara in più di Milano) anche dopo una serata ricca di emozioni come ci racconta l’ex Vipers Gianluca Cantele: << Non è stata di certo una partita facileSi sapeva che il campo sarebbe stato ostico, non si controlla bene il disco e le dimensioni non si addicono al nostro gioco. E poi loro sono una grande squadra ed il derby è sempre il derby. Asiago arrivava da due sconfitte e sapevamo che aveva voglia di riscatto e quindi siamo stati bravi a vincere>>.

Playoff Round: è battaglia! – Come Milano anche Edera Trieste era attesa all’esordio in questa seconda fase. La giovane matricola che aveva sorpreso tutti in regular season è ora sotto i riflettori e tutti vogliono sapere fino a dove potrà arrivare. Contro Piacenza bisognava partire cauti, mai sottovalutare nessuno come anticipato alla vigilia da Zozzoli, però con decisione, perché da questa gara iniziava proprio il nuovo cammino dei giuliani e per non compromettere la classifica il margine di errore andava azzerato. Stavolta Trieste si presenta con un roster più ampio rispetto alle ultime volte, un rientro alla normalità, mentre Piacenza sembra aver ereditato il medesimo problema. Gli emiliani infatti sono in numero minimo e difficilmente riusciranno a tenere testa agli avversari, soprattutto su una pista ampia come quella del Pala Pilkec. Ospiti dunque costretti a difendersi fin dall’inizio ma l’obiettivo di tenere Cocozza e compagni lontani dalla “gabbia” di Cusin sfuma dopo cinque minuti proprio quando il capitano ederino serve Nicolò Degano per il vantaggio. I padroni di casa fiutano la possibilità di chiudere subito il match e forzano gli affondi che si concretizzano prima nel raddoppio di Ovsec su assist di Niccolò Degano e successivamente con lo stesso talento di casa Edera che porta a tre le marcature su appoggio di Cocozza. Il Piacenza chiede il time out per cercare di spezzare il ritmo agli avversari e per dare modo ai propri giocatori di recuperare, soprattutto Cusin costretto a fermare una vera e propria pioggia di tiri diretti verso la sua porta. Il risultato però regge fino al riposo e le squadre possono andare a discutere su ciò che è stato ma soprattutto su ciò che sarà nella seconda frazione. La pausa ha rinvigorito il Trieste che in apertura passa nuovamente con Nicolò Degano (tripletta) il quale stavolta ringrazia Delpiano per il supporto. Fusco e compagni non possono far altro che “limitare i danni” e lo fanno anche in modo stoico, ma questo non li aiuta a tenere lontani gli avversari che -per la legge dei grandi numeri- tornano a segno con Sodrznik su assist di Milanese per il momentaneo 5-0. Siamo solo alla metà della ripresa e il risultato potrebbe assumere contorni molto più ampi ma in realtà nel tempo che segue si vede solo il fallo commesso da Nicolò Degano, protagonista nel bene e nel male di questa serata. In chiusura c’è spazio per l’ultima rete, quella del 6-0, ancora sull’asse Sodrznik-Milanese. Un esordio positivo per l’Edera per quanto riguarda i punti conquistati, dato che così balzano proprio in testa alla classifica sfruttando la sosta di Monleale, ma non per il gioco espresso come ammette il responsabile ufficio stampa Massimiliano Cocozza<< Ogni punto è utile all’obiettivo di stagione, ma il team non ha espresso un gioco convincente. I numerosi stop hanno sicuramente influito sulla prestazione. Contro il Cittadella in rimonta, nel prossimo match, bisognerà registrare un cambio di atteggiamento. La squadra c’è ma ogni tanto si addormenta e confidiamo che coach Florean la possa risvegliare >>.   

Sabato di derby anche sulla pista di Cittadella dove i padroni di casa hanno accolto il Cus Verona. Oltre la parte “campanilistica” c’è comunque in gioco un fattore più importante: risalire la classifica e allontanarsi dalla zona retrocessione. I granata nelle ultime uscite hanno rialzato le loro quotazioni con l’arrivo dei due innesti stranieri, Rottcher e Coetzee, che hanno portato nuova linfa alla squadra di Marobin. Proprio Rottcher regala ai suoi compagni la gioia del gol quando ancora ci si sta mettendo comodi. Un vantaggio che mette in condizione favorevole i padroni di casa ed innervosisce gli ospiti, immediatamente costretti a rincorrere il risultato. Il match è equilibrato e le occasioni non mancano, come i power play che però non vengono sfruttati da nessuna delle parti. Si va dunque a prendere un tè caldo negli spogliatoi, serve risposo e lucidità per affrontare il secondo tempo. Trascorsi i primi minuti arriva l’episodio chiave che dà la possibilità al Cittadella di raddoppiare. I granata commettono fallo e gli scaligeri invece di approfittarne si accomodano a loro volta con un loro uomo in panca punti. Condizione che poco dopo li fa passare da martello ad incudine, perché i padroni di casa non appena possono schierarsi in 4vs3 passano in vantaggio grazie all’assist di Rottcher che manda in rete Sambugaro. La gara si fa sempre più tesa e le panche punti tornano a riempirsi e, nella medesima situazione, ma a parti invertite, è Roffo su appoggio di Battistella ad accorciare le distanze dopo una carambola che mette fuori gioco Belloni. 1-2 quando mancano ancora dieci minuti al temine dei tempi regolamentari, ma oltre a qualche altro fallo che aggiunge benzina al fuoco, non cambia il risultato nonostante le molte occasioni da una parte e dall’altra. Termina così l’incontro-scontro che premia il Cittadella con tre punti che permettono loro proprio l’aggancio al Verona. Dallo spogliatoio granata giungono le dichiarazioni di un soddisfatto coach Marobin<< Abbiamo sofferto tantissimo ma siamo riusciti a creare tante occasioni davanti alla loro porta, occasioni che finalmente sono state trasformate in gol. Abbiamo lottato e siamo riusciti a portare a casa un risultato che ci mette in corsa per andare avanti. Ora pensiamo alla prossima partita con l’Edera Trieste e nel frattempo ci godiamo la vittoria >>.

Un fine settimana sul filo del rasoio: tre gare su quattro in programma sono state decise con un sola sola rete di scarto. Questo è quello che ci dobbiamo aspettare, un campionato tutt’altro che scontato dove rilassarsi vorrebbe dire perdere il passo. Spet-ta-co-lo!

Serie A – I risultati della 2a giornata di Master Round (sabato 12 febbraio 2022)

Ghosts Padova – HC Milano 2-3

Asiago Vipers Diavoli Vicenza 1-2

Ha riposato: Ferrara Warriors  

Serie A – I risultati della 2a giornata di Play Off Round (sabato 12 febbraio 2022)

Edera Trieste – Lepis Piacenza 6-0

Cittadella Hockey – Cus Verona 2-1

Ha riposato: Monleale Sportleale

Classifica del Master Round (tra parentesi i punti bonus):
Diavoli Vicenza punti 30 (24), HC Milano* punti 28 (25), Ferrara Warriors* punti 18 (18), Asiago Vipers punti17 (17), Ghosts Padova punti 16 (13).

Classifica del Playoff Round (tra parentesi i punti bonus): 
Edera Trieste*  punti 15 (12), Monleale Sportleale* punti 13 (10), Cittadella Hockey  (6) e Cus Verona (12)punti 12, Lepis Piacenza punti 0 (0).
*1 gara in meno

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foto Vanessa Zenobini e Michela Ceccarelli

Com. Stam.

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