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Nuove frontiere del riciclo

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[dropcap size=big]t[/dropcap]alento e sensibilità: connubio che caratterizza l’arte dello scultore Gregory Kloehn, il quale ha scelto di utilizzare materiali riciclabili per la costruzione di case per chi è meno fortunato, con il progetto Homeless Homes.

Gli oggetti utilizzati nella creazione delle sue opere provengono tutti dalla strada: oggetti abbandonati, persi, scivolati magari dalle tasche di gente di passaggio. È così che l’artista di Oakland realizza vere e proprie abitazioni in miniatura.

La creatività e l’ingenuità guida il processo di costruzione, rendendo ogni struttura unica, oltre che mobile. Ogni casa è infatti dotata di ruote e ciò favorisce lo stile nomade dei clochard, i quali possono sentirsi così liberi di spostarsi.

Non si tratta certamente di spazi dalle grandi dimensioni ma se si pensa ai destinatari dell’opera, evidentemente non si pone il problema. Oblò di lavatrici trasformati in finestre dall’attualissimo design, tettucci di automobili che diventano veri e propri tetti a spiovente, assolutamente impermeabili. In fondo l’artista non fa altro che agire proprio come i senzatetto, riciclando ogni cosa. Così ha deciso di dedicare la sua arte non più alle persone benestanti ma ai più deboli, facendo evidentemente qualcosa di utile.

L’iniziativa frutto della mente estrosa di Kloehn, nacque quando un giorno un senzatetto si affacciò al suo studio, chiedendogli una coperta per ripararsi dal gelo ma essendone sprovvisto, pensò di rimediare donandogli la sua ultima casa-opera, a quel tempo appena terminata.

Oltre al progetto Homeless Home, lo scultore ha realizzato altre opere, utilizzando la stessa tecnica di riciclo, come nel caso di biciclette, container ed elettrodomestici.

Kloehn si augura di potere, un giorno, insegnare ai clochard a costruire autonomamente le case, seguendo e sviluppando le stesse tecniche di realizzazione.

Ammirevole dunque la valenza sociale del progetto dello scultore e chissà che qualche artista italiano non segua le sue stesse orme.

 

 

 

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KKKKK
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