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Palermo: prende il via, nell’ambito del progetto Harraga 2, il corso di formazione per orientatori e facilitatori

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Giunto alla seconda edizione, il corso prepara figure professionali fondamentali per associazioni ed enti che si occupano di accoglienza. Rivelatosi vincente, il metodo “peer”.

Il progetto  Ragazzi Harraga 2 che CIAI porta avanti a Palermo in collaborazione con altre importanti realtà locali (Cesie, Send, Cledu e Comune di Palermo, Assessorato alle politiche solidali) prevede percorsi di inclusione di minori stranieri non accompagnati.

Martedì 15 marzo ha preso il via un nuovo corso di formazione – il secondo previsto dal progetto – per orientatori e facilitatori. Dieci i ragazzi e le ragazze che stanno per iniziare questo percorso formativo: hanno tutti meno di 27 anni e arrivano da diversi Paesi dell’Africa subsahariana e  dal Bangladesh; fra loro, una ragazza italo-tunisina.

La presenza di un orientatore al lavoro peer e un facilitatore linguistico–culturale negli uffici pubblici, in associazioni o organizzazioni del terzo settore che si occupano di accoglienza è veramente di fondamentale importanza. Sempre di più ci si rende conto della necessità, in una società culturalmente diversificata, della facilitazione e semplificazione che queste figure sono in grado di operare. Un vantaggio per tutti e ad accorgersi in primis di questo, sono state le associazioni del terzo settore che hanno spinto sempre di più verso la formazione di queste figure e ad assumerle all’interno dei loro progetti.

Chi sono gli orientatori al lavoro peer e i facilitatori linguistico-culturali. Sono persone che fanno da “ponte transculturale”, queste figure professionali conosco più lingue, compresa quella italiana ma, soprattutto, hanno ben chiari i valori che le diverse culture veicolano. Nello specifico:

I facilitatori linguistico-culturali sono esperti con background migratorio in grado, all’interno di percorsi laboratoriali, di facilitare l’interazione e la relazione tra partecipanti di diverso Paese di origine e cultura e tra questi e i formatori al fine di rendere i percorsi di apprendimento comprensibili da tutti, momenti in cui tutti possano esprimersi liberamente, nel rispetto delle culture e dei sistemi valoriali di ciascuno.

Gli orientatori peer sono esperti con background migratorio in grado di incentivare l’inclusione lavorativa degli immigrati attraverso l’offerta di servizi di informazione e orientamento lavorativo e formativo.

«Diversi ragazzi e ragazze che hanno frequentato il primo corso – racconta Giulia Di Carlo, referente di CIAI in Sicilia – sono stati poi assunti e assunte all’interno del progetto stesso, in altri progetti simili o all’interno di associazioni. Ogni partecipante ha sviluppato competenze nuove ed è stato messo in condizione di prendere decisioni sul futuro; è un percorso formativo che è uno stimolo per la loro crescita. Sarebbe importante che queste figure venissero previste da chi si occupa di accoglienza, negli uffici dei servizi territoriali. Dobbiamo puntare, quindi, alla sistematizzazione di questa figura e continuare a promuoverla nei progetti e dentro il territorio».

Com. Stam./foto

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