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Patologie ginecologiche, virus non freni prevenzione gravidanza, percentuali basse trasmissione madre-bebè

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Cosenza – Patologie ginecologiche, il virus non freni la prevenzione. Le donne in menopausa e pre-menopausa o che presentano sintomi anomali non devono trascurare l’importanza di sottoporsi a controllo. Gravidanza e parto al tempo del Covid, studi scientifici lo confermano: la trasmissione del virus tra madre e figlio è molto bassa. Si attesta sul 3%. Sono maggiori i vantaggi del parto, del contatto con il proprio bebè e l’allattamento al seno, rispetto al rischio dell’infezione.

A sottolineare la rilevanza di questi aspetti è Raffaele Misasi, direttore del dipartimento dell’area materno infantile dell’Unità Operativa del Sacro Cuore iGreco Ospedali Riuniti, che rispetto al trend registrato nel 2020 conferma i numeri delle nascite.

Se una donna è risultata positiva al Covid-19 – chiarisce – deve adottare le stesse misure precauzionali vigenti per qualsiasi altro soggetto. La modalità del parto non cambia. Se i sintomi sono importanti il discorso è diverso perché va tenuta in un ambiente protetto e le modalità del parto possono variare dal parto spontaneo a quello cesareo e anche l’allattamento può essere evitato.

Si ha qualche dubbio sulla vaccinazione anti-covid in gravidanza perché non si hanno dati a sufficienza che possano garantire la sicurezza e l’efficacia.  Il discorso – prosegue Misasi – può essere leggermente a vantaggio della vaccinazione per quelle donne che presentano fattori di rischio di contrarre il virus: le donne n gravidanza con ipertensione, diabete, obesità o malattie dell’apparato endocrino e del sistema immunitario sono più facilmente aggredibili dal virus. In caso di presenza di questi fattori di rischio bisogna adottare delle precauzioni ancora più stringenti.

La prevenzione nella sede operativa del Sacro Cuore così come a La Madonnina e a Madonna della Catena, era e continua ad essere di prioritario interesse. Nessuno – ribadisce – entra senza essersi sottoposto a tampone ed aver ottenuto esito negativo. Teniamo al benessere della donna. La gestante non può essere accompagnata da un familiare nel momento del parto ma può incontrarlo subito dopo. Capiamo che c’è un’esigenza primaria che è quella del contatto e della prossimità con i propri affetti e per questo che tentiamo di sostituirci per quanto possibile con l’accoglienza e l’assistenza. Comprendiamo – aggiunge il Direttore – che i sentimenti di gioia si intrecciano con le preoccupazioni e con gli stati d’ansia che in questo particolare momento storico si fanno ancora più pesanti.

In questa fase – conclude – l’attenzione è tutta concentrata sul virus e si trascurano le altre patologie ginecologiche. I controlli di prevenzione su determinate fasce di popolazione come può essere la diagnosi di tumore al collo dell’utero vengono rimandati per paura del virus. Ed è sbagliatissmo. – (Fonte iGreco Ospedali Riuniti – Comunicazione Strategica/Istituzionale Lenin Montesanto – Comunicazione & Lobbying)     

Com. Stam.


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