Economia e Lavoro

Per salvare la Grecia la strada è ancora lunga Dopo l’Eurogruppo i ministri definiscono Varoufakis “un dilettante”

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Dopo l’Eurogruppo di venerdì l’intesa per il salvataggio della Grecia sembra sempre più lontana. I ministri dell’Economia e delle Finanze che si sono riuniti a Bruxelles continuano a non trovare un accordo per organizzare le riforme strutturali e dare l’ok agli aiuti necessari ad evitare il fallimento della Grecia. E il problema principale sembra essere il ministro greco Varoufakis. I ministri dell’Eurogruppo sono sempre più insofferenti verso di lui. Voci di corridoio dicono che alcuni ministri hanno definito Varoufakis un “perditempo” e un “dilettante” che anziché negoziare si limita a fare delle lezioncine ad ogni occasione. Tanta è la distanza tra il Ministro greco e gli altri che le conclusioni della riunione di Bruxelles sono state comunicate direttamente al premier Alexis Tsipras “perché il messaggio arrivi correttamente” si legge nel comunicato. Al di là delle questioni personali, ci sono due punti che per la Grecia non sono negoziabili e che invece per l’Europa sono fondamentali. Il primo è il taglio delle pensioni, che in Grecia non ritengono necessario per una stabilizzazione finanziaria. Il secondo è la moratoria sulla confisca delle prime case: le istituzioni europee vorrebbero togliere il divieto alle banche di confiscare quelle case con un valore superiore ai 200mila euro se i proprietari non riescono più a pagare il mutuo. “Nelle zone povere questo significa creare di proposito dei senzatetto” dice Varoufakis. Ma i ministri europei continuano a mettere pressione sulla Grecia perché il tempo utile sta per scadere. Entro il 12 maggio infatti la Grecia, in grossa e continua crisi di liquidità, dovrà restituire la seconda parte di debiti al Fondo Monetario Internazionale, che ammontano a 750 milioni di euro. “E’ stata –  ha ammesso il presidente dell’Eurogruppo Jeroen Dijsselbloem – una discussione molto critica, abbiamo fatto un accordo due mesi fa, ora credevamo di poter prendere una decisione, ma invece siamo molto lontani. Sulla Grecia bisogna fare di più, sono stati fatti dei progressi ma restano ancora ampie differenze. Tutti sanno che il tempo sta scadendo, la responsabilità è nelle mani dei greci, un accordo è nel loro interesse”.

DI    Silvio Majorino


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