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Presentato il libro “Giuseppe Branciforti, il Fondatore di Bagheria”, di Angelo Di Salvo

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Bagheria (PA) – Come preannunciato, domenica 12 Settembre presso la sede comunale di Palazzo Butera è stato ufficialmente presentato il libro sulla storia di Bagheria scritto dal dr. Angelo Di Salvo, noto geriatra, storico e studioso della Famiglia Branciforti, nonché Direttore dell’Associazione “La Scintilla” che annualmente organizza la Rassegna del Teatro Dialettale.

All’appuntamento, che fa parte della serie di eventi promossi dall’Amm.ne Comunale “Bagheria che legge”, erano presenti il Dr. Giuseppe Bagnasco del Circolo “Giacomo Giardina, il Prof. Domenico Aiello, autore della prefazione del libro ed il Dr. Salvatore La Monica, storico della Società Nissena di storia Patria, nonché esperto dei Branciforti.  E’ intervenuto per primo il Vicesindaco e Assessore alla Cultura, Daniele Vella il quale ha ricordato che eventi, come la presentazione del libro del Di Salvo, insieme alle tappe delle “Vie dei Tesori”, di cui anche Bagheria e Palazzo Butera, fanno parte, contribuiscono a far conoscere la cultura bagherese in Sicilia e in Italia. Il Prof. Domenico Aiello ha poi fatto riferimento sull’importanza della memoria e del ricordo delle radici, unita a una ricerca critica del territorio che, senza una spinta collettiva non può esservi memoria. Il Dr. Salvatore La Monica, storico ed esperto dei Branciforti, nel suo intervento ha introdotto nel modo migliore, il testo del Dr. Di Salvo ripercorrendo, con un excursus storico, la nascita e l’ascesa della famiglia di Giuseppe Branciforti, attraverso un lavoro operoso, che diventerà una delle più importanti in Sicilia anche agli occhi dei Re spagnoli. Quindi, è stata la volta dell’autore del libro, il Dr. Angelo Di Salvo che, da storico, in maniera meticolosa e con particolari, ha esposto la vita di Giuseppe Branciforti e del padre Nicolò Placido, principe di Leonforte. Nel suo libro il Di Salvo si sofferma di più sul motivo che spinge Giuseppe ad abbandonare la ricca Leonforte governata dal padre, per stabilirsi nelle campagne di Baccaria, fondando più tardi un borgo di artisti e maestranze e facendo costruire il suo palazzo personale (Butera). Come spiegato nel dettaglio durante l’intervento, ciò è da ricondurre ai difficili e aspri rapporti tra Giuseppe e il padre, quest’ultimo autoritario e severo, che preferiva il secondogenito Francesco al fratello, dal carattere più debole. Bagheria, quindi, per il giovane principe, che nel 1682 è nominato Cavaliere del “Toson d’Oro”, la più alta onorificenza spagnola, fu, quindi, non solo un luogo in cui stare lontano dal padre ma anche e, soprattutto, un luogo di rivincita sociale nei confronti di quest’ultimo e del fratello, che riuscì a togliere a Giuseppe parti della legittima eredità, essendo stato nominato esecutore testamentario dal padre, ma che non fu in grado di costruire la fortuna che invece Giuseppe fu capace di tessere nel territorio di Bagheria

di Franco Verruso

Com. Stam.

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