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Quando la mafia investiva nel mattone

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Appena messo piede in Italia Vito Roberto Palazzolo, reduce da una lunga latitanza in Sudafrica, ha sentito l’irresistibile impulso di parlare e l’ha fatto. E’ diventato, in pratica, un fiume in piena, raccontando la genesi del villaggio Kartibubbo a Campobello. Per la verità le pagine e pagine di verbale hanno confermato quanto gli investigatori avevano in parte assodato a seguito di accurate indagini focalizzate sulla mafia del trapanese. Nello specifico è emerso il ruolo avuto da Calcedonio Di Giovanni, imprenditore monrealese che negli anni ’70 si mise in affari nel trapanese, intrecciando i propri interessi con quelli della famiglia mafiosa di Mazara del Vallo. Kartibubbo, in sostanza, nasce dal flusso di denaro che, riciclato in Sudafrica, affluiva alla mafia mazarese che lo investiva nel mattone. Di Giovanni va oltre, parla di un pesante coinvolgimento tra non meglio precisati esponenti della politica siciliana ed imprenditori sia siciliani che tedeschi. Punto focale di tutto la Corporation Park, società gestita dal Di Giovanni, che fungeva da collettore del denaro. Si parla di ostacoli burocratici superati con metodi che è facile immaginare e di facilitazioni tramite dazioni di denaro. Insomma, tutto il triste repertorio che ha caratterizzato (e caratterizza tutt’oggi) il tessuto economico dell’Isola.

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