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Recovery Sud con il manifesto di NeXT e della società civile: “NO ALLE DUE ITALIE”

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La Rete dei Sindaci “Recovery sud” ritiene indispensabile un’alleanza trasversale e inclusiva dei movimenti sociali e civici che coinvolga le migliori esperienze politiche locali.

Nell’attuale sistema politico-elettorale rischiano di prevalere solo gli interessi forti, dice il portavoce Davide Carlucci, sindaco di Acquaviva delle Fonti, gli stessi che stanno facendo passare in second’ordine la priorità del superamento del divario Nord-Sud, con ciò che comporta in termini di perdita di diritti da parte di oltre venti milioni di cittadini. Al contrario, oggi è diventato inspiegabilmente urgente inseguire il feticcio dell’autonomia differenziata, creando ulteriori pericolose divisioni nella nostra società. E questo va assolutamente contrastato.

Per questo motivo la Sindaca di Roseto Capo Spulico Rosanna Mazzia ha preso l’iniziativa ed ha messo in contatto la Rete dei 323 Sindaci Recovery Sud, di cui è uno degli animatori nazionali, con i Sindaci della Rete del Welcome, di cui fa parte anche Roseto Capo Spulico. Insieme i due movimenti hanno sottoscritto l’Appello lanciato da NeXt-Nuova Economia per tutti, al fine di costruire l’Alleanza più larga, trasversale e inclusiva.  Nella stessa ottica, l’aggregazione dei primi cittadini meridionali del Recovery Sud, ha proposto a Next di affiancare al Manifesto, i Dieci punti dell’Agenda Sud, un decalogo promosso appunto dai Sindaci del Recovery Sud che sta facendo strada e macinando consensi.

Dieci punti che devono essere inseriti nel programma politico di chi, dal 25 settembre 2022, avrà la responsabilità di governare il paese: un piano straordinario di assunzioni nei Comuni in deficit di personale, Borse di studio Mediterranee e legge per agevolare il rientro dei cervelli in fuga, rifiuto dell’autonomia differenziata, attivazione del fondo da 4,6 miliardi per la perequazione infrastrutturale, investimenti per il rilancio delle aree produttive nelle aree meridionali, blindatura della territorializzazione delle risorse del Pnrr, una quota riservata al Sud nelle politiche di attrazione degli investimenti del Mise, l’attuazione dei Lep, un piano di valorizzazione dei beni culturali del Mezzogiorno con la riforma dell’Art Bonus, l’attuazione celere della Strategia Nazionale per le Aree Interne (SNAI), un piano di sviluppo turistico-naturalistico destinato alle aree interne del Mezzogiorno.

La Mazzia, che è anche Presidente dei Borghi Autentici d’Italia, rete di 270 comuni in tutta Italia, aggiunge: “c’è l’esigenza forte di vedere colmati i divari, di sentire che le ingiustizie sociali hanno voce e trovano accoglimento. Sentiamo di dover dire al governo e al parlamento che verranno che noi Sindaci in particolare quello dei piccoli comuni, insieme alle forze sociali che si stanno organizzando, non siamo disponibili a vedere vanificati gli sforzi fin qui fatti e i risultati, ancora troppo pochi, che faticosamente sono stati raggiunti. Saremo collaborativi ma inflessibili rispetto agli obiettivi che aspettiamo da troppo tempo per le nostre Comunità, per decenni considerate periferiche e marginali. Da tempo andiamo dicendo che, invece, sono state volutamente marginalizzate. Ed è per questo che vigileremo. Occorre invertire la tendenza per riportare al centro il diritto delle persone di scegliere di vivere dove vogliono, avendo la garanzia di poter esercitare gli stessi diritti.”

Com. Stam.

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